Quando ho letto su Repubblica che Cindy Crawford era stata addirittura eroica per aver mostrato il suo corpo da quasi cinquantenne, senza ritocchi con photoshop, mi sono detta che non c’era nulla di eroico. I nostri corpi sono normali, li vediamo per quello che sono, con i segni del tempo, le nostre cicatrici, le rughe di espressione, le gravidanze, i dimagrimenti, la perdita di tono muscolare, la cellulite, le smagliature, perché noi non dobbiamo esibire un’immagine costantemente menzognera per continuare a procacciarci consenso. O meglio, non avremmo alcuna difficoltà a mostrare un culo un po’ più grosso, un seno un po’ più cadente, una pancia che non è più piatta, un corpo che è e rimane splendido per quanto ad alcune sia difficile accettarlo.
Deve essere difficile per donne e uomini che fanno un mestiere che implica l’esibizione di corpi perfetti avere a che fare con se stessi tutti i giorni, ingannarsi con trucchi grafici e cercare di sfuggire ai paparazzi che non vedono l’ora di beccarti in costume e con la pelle invecchiata, o con la posa sciatta mentre vai a fare la spesa. E’ come se per alcune scrittrici, domani, qualcuno le beccasse a non saper parlare o scrivere in italiano svelando che quel che scrivono adesso sia frutto di chissà quale opera di editing. Il punto è che comunque questa storia, i post scritti da autrici e blogger, in cui si canta l’osanna alla signora al “naturale”, hanno semplicemente raccolto uno spunto virale che è fasullo. Si tratta di una bufala, come ci spiega bene Il Disinformatico. Dunque non c’è nessuna crociata antisessista, nessun investimento per mettere in circolo le immagini reali e non ritoccate delle donne, persone, che fanno parte del circo dello show business.
In realtà quella foto è trafugata dagli scarti, forse, e nella stessa occasione in cui l’artista è stata immortalata, sono state fatte altre foto poi messe in circolo con puntualissimo ritocco su photoshop. Allora da tutta questa storia possiamo trarre un fatto preciso: l’immagine di chiunque tra noi, se ritoccata con photoshop, mostrerà una gran figa che non invecchia mai. ‘Ste artiste non hanno voglia di rimettere in discussione lo stereotipo sessista che impone loro di mostrarsi secondo un unico modello estetico e la gente della rete è credulona in un modo allucinante. E questa è la parte più preoccupante della faccenda. Se una bufala virale diventa la notizia pubblicata su quotidiani nazionali, per strappare un po’ di click sfruttando il brand “donna” e scippando le parole d’ordine di battaglie antisessiste, se giusto chi sta in rete, 24 ore su 24, a sorvegliare e svelare stereotipi sessisti, si beve una cosa del genere, come si fa a veicolare concetti e significati diversi che non siano pilotati altrove? Voglio dire: davvero siete sicure che alcune proposizioni sedicenti antisessiste siano davvero tali? Non vi viene il sospetto che alcune “battaglie” siano brandizzate e imposte a donne credulone che si lasciano coinvolgere per seguire il loro nobile ideale? Vedete un po’ voi.

Interessante, in pratica anche la visione della realta’, la rappresentazione della stessa è marketing.
Indicativo che la verità diventi atto di coraggio.
E’ una certezza più che un sospetto e non sono una dietrologa, nè una complottista… basti vedere il fenomeno di Emma Watson…