Avviso Spoiler!
Ho visto Cinquanta sfumature di Grigio ed è mio preciso dovere raccontarvi tutto quello che ho pensato durante la visione del film. Buio in sala, il brano di apertura promette bene. E’ di Nina Simone. Prima scena: c’è lui che sta imparando a fare il nodo delle scarpe. Lei mette grande impegno nel vestirsi con i capi di abbigliamento più tamarri della storia. Si prepara a sostituire l’amica e coinquilina per andare a intervistare Mister Grey. L’incontro pare quello tra una hippie degenerata nel pessimo gusto e uno yuppy la cui particolarità è l’espressione del suo viso. Immobile. I due si incontrano, lei tracolla al suolo inciampando su se stessa, lui è circondato da uno stuolo di modelle che fanno finta di fare le segretarie. L’appuntamento tra i due è galeotto. Da qui in poi pensate agli sguardi magnetici tra i due protagonisti di Twilight. Lei intuisce che lui custodisce un segreto, lui vuole che lei firmi un contratto prima di mostrare i dentoni. Lei anela un contatto come se non attendesse altro che essere trombata e lui per un attimo si dissocia da se stesso e si trasforma nel cavaliere del ballo di fine anno.
L’accordo tra i due va così: lui la vuole e lei gliela vuole dare. Lui però è dissociato da se stesso. Una delle sue personalità dice che vuole stare con lei e l’altra dice che invece no perché “è meglio che mi stai lontano“. Lui ha anche una immancabile storia drammatica che lo ha trafitto nell’infanzia o nell’adolescenza, poi ha scambiato una dominatrice per sua madre e non sopporta che la sua bella abbia diritto a più di un’oncia di ossigeno lontano da lui. Come ogni bravo vampiro che si rispetti egli si manifesta in ogni circostanza, d’altronde gli basta correre a velocità vampiresca, così la difende da un povero cristo che vorrebbe inquietare la donzella, poi le sequestra l’auto, gliela vende senza il suo permesso e le compra un macchinone rosso fiammante. Non tollera neppure che ella abbia un rapporto con la madre e la insegue per salvarla da un cocktail colorato. Di qualunque cosa ella abbia bisogno, lui è sempre lì, inquietante, nelle vicinanze.
Datosi che la ragazza ha il computer scassato lui gliene compra uno nuovo, poi le dice che perché tra loro funzioni lei deve sottostare a delle regole precise. Non può chiedergli di uscire di giorno, sennò lui si disintegra. Non può toccarlo (sennò si scùzzola), perché lei ha in se’ una sostanza simile alla criptonite che lo manda in tilt. Però anelano, i due, e si vogliono, si cercano, o meglio, lui le scassa le ovaie ogni minuto e lei lì per lì si scorda di dirgli che è ancora vergine. Parlotta con l’amica, entrambe maggiorenni e patentate, come se avessero meno di quindici anni. L’emoZione per il primo bacio. L’emozione per la prima leccata. L’emozione per la prima sculacciata. Il primo cazzo in vagina. Cose così, insomma.
Dopo un’ora di film in cui la cosa più perversa che si vede è la protagonista che si morde il labbro ogni due per tre, dopo che lui l’ha stupita con tutti i possibili effetti speciali disponibili, volo notturno con vista panoramica, volo diurno con capitombolo relazionale, lei ‘mbriaca che gli vomita addosso e lui, proprio per questo, vuole che sia sua, c’è l’anda e rianda di due che si pigliano e anche no, dai modi un po’ indecisi e veltroniani, simil rapporto/indiziario, buono per segugi e affini, con l’idea fissa di dover spalmarsi in un angolo di una stanza tutta rossa in cui lui tiene molti oggetti che decisamente non usa. Lui, dicevamo, è il bel tenebroso, inespressivo, tipo fiordo scandinavo, che ha la sensualità di un carciofo rinsecchito, con la sua posa da uomo delle caverne arricchito, che però sa togliere un reggiseno e le mutande e le fa il favore di sverginarla in maniera civile. Come farebbe qualunque coglione che vuole ancorare un’adolescente con il cuore in fiamme, le dice che lei è la prima a dormire con lui. Prima a conoscere sua madre. Prima a emoZionarlo assaissimo e prima a renderlo ‘mpiccicusu, tipo zecca. Classico discorso di uno stronzo che ti dice che se ti rompe il cazzo è per colpa tua.
Si fermano parecchio a contrattare su quali margini siglare affinché lui possa dichiarare il possesso del territorio. Dove potrà pisciarle addosso? In faccia o anche sulle tette? Cosa le potrà mettere in vagina? Ci si ferma alle stoviglie casalinghe o vogliamo provare anche con gli attrezzi da giardino? A che altezza ti potrò legare? Sospesa sul tetto per solleticarti la fica con il mocho vileda o a mezz’aria di modo che io possa mostrarti l’abilità di penetrarti con doppia giravolta all’indietro? Che cosa possiamo intendere per “punizione”? Ti lego in cima al palazzo o ti posso passare sopra con un tir (piccolo, però)? Le proposte sono tutte quante stimolanti e lei si sente combattuta. Mi faccio trasformare in vampira o resto umana? D’altronde se lui ha i dentoni non è mica colpa sua, poraccio, bisogna salvarlo, allora frustami, mister Grey, fammi male.
Se dopo un paio di frustate lui le aveva rinnovato il guardaroba e a momenti le comprava pure un appartamento, dopo appena sei frustate lui la considera cosa sua e vorrebbe mettere un impero ai suoi piedi. Solo che ella si incazza come una biscia perché no no, non si fa così. Messa a culo a ponte, con lui che gode mentre lei mostra l’abilità di contare fino a sei. Non era proprio così che lei lo immaginava. Vampiro si ma – eccheccazzo – non puoi sucarle tutto il sangue che le circola nelle vene.
Sostanzialmente ci sono due fraintendimenti di base che bisogna spazzare via. Lo dico anche a nome delle decine e decine di donne che stasera ho sentito ridere di gusto. Non è un film porno. E’ più pornografico un cartone animato della disney. Si vedono, nell’ordine, le tette di lei, il torace di lui, il culo di lei, il culo di lui. I baci sono talmente casti che non si vede mai neanche un minuscolo pezzo di lingua e il fatto più pregnante è che lei ha l’orgasmo ‘n pizzu, lì lì sempre disponibile, perché basta che lui la sfiori e lei squirta. Volendo dare una descrizione fedele del contesto diciamo che c’è un po’ di pretty woman, un cicinino di nove settimane e mezzo ma con un’abbondante dose di twilight.
L’altro fraintendimento da spazzare via è il seguente: il film non parla di Bdsm. ‘U sapi idda dove minchia ha imparato tutti quegli annacamenti ma ad un certo punto ho pensato che l’autrice del libro abbia appreso cos’è il bdsm da wikipedia o chi lo sa. Forse l’ha imparato dai racconti un po’ scandalizzati e morbosi di qualche capo di una setta religiosa, esperto in manipolazione e coercizione. Il bdsm non è una pratica che viene imposta per ricatto emorivo, della serie o ti fai sculacciare o non mi vedi più, o ti fai frustare o non mi avrai mai. E’ una pratica consensuale, che si svolge tra due persone adulte, consapevoli, in cui l’aspettativa è perfettamente soddisfatta e che non vengono mai messe in condizione di star male. Non esiste l’assillo del controllo e la sottomessa non viene sottoposta a giochi di potere che non siano esattamente quelli che lei si aspetta.
Quello che viene vissuto nel film è una pessima copia di non so che cavolo di fantasia erotica immaginata da una donna abituata a trame rosa, gossip e scandali provinciali. Le rare immagini di pseudo bondage che potete vedere nel film non riflettono affatto quel che avviene in una situazione condivisa, informata e consensuale. Il “ti fidi di me” che, vi giuro, trovavo più eccitante in Titanic, detto in questo film suona come una cazzata stratosferica. L’affidarsi, nel bdsm, non è casuale, né avviene con prove tecniche di trasmissione per infanti. C’è anzi la precisa ricerca di due persone adulte che vogliono interpretare esattamente quei ruoli, dominatore e sottomessa o sottomesso e dominatrice, senza che mai questa cosa sia imposta. Si segue semplicemente la propria inclinazione a soddisfazione del proprio e dell’altrui piacere.
E’ possibile che lui o lei siano “iniziati” da persone che ne sanno molto di più, ma la persona iniziata è più come la protagonista di Secretary, coinvolta nell’attesa, alla scoperta di un nuovo modo di provare piacere, piuttosto che come Anastasia, riluttante, poco curiosa e un po’ sottomessa per far piacere a lui. Il buon sesso si fa per il proprio e l’altrui piacere. Non esiste che tu godi sodomizzandomi con un cetriolo e io ti lascio fare per ammmore. Non faccio nulla che non mi piaccia. Oltretutto non esiste che la sottomessa ceda la proprietà di se’ all’altro. Io non sono “sua” e lui non è “mio”. “Dimmi che vuoi essere mia” è una frase da romanzetto scadente e da canzonetta tutta cuore, sole, amore e cultura del possesso.
A sapere come va a finire la storia, incluse le altre due parti, immagino che i due staranno a combattere tra invadenze e sete di sangue. Lui non la vuole trasformare in vampira e lei che, con massimo stupore dell’associazione ginecologi hollywoodiani, riesce a restare incinta perfino con lo sperma di un morto.
Per le donne che vorrebbero censurare questa opera, involontariamente comicissima, e che perfino l’adolescente che avevo accanto è stata in grado di decostruire perfettamente, segnalo una traccia di orgoglio (e dignità) nella giovane Anastasia. Proprio quando lui sta per regalarle anche un agriturismo da ristrutturare e un viaggio con discesa su Plutone (acciderbolina!) lei gli dice che mo’ basta con ‘sti regali. Eccheppalle. Io volevo solo un cunnilingus e ‘stu tizio pensa al dilatatore anale. Perciò ella va per la sua strada e lui, con i dentoni arrapati e con il dilatatore in mano, resta da solo a pensare al senso della vita.
Il mio preciso suggerimento è di andare a vedere questo film con le vostre figlie. Saranno loro a dirvi che è una cagata pazzesca…
Che poi… ma veramente esiste ancora qualcuno che tollera, senza ridergli in faccia, un tizio serissimo, con l’espressione sempre crucciata, che ti dice: “ti scopo forte”?
—>>>da vedere, video con pornostar che spiegano perché questo film è scemo
—>>>da leggere, le ragioni per cui la comunità che pratica Bdsm è inferocita per ‘sto film
Leggi anche:
Cinquanta sfumature di grigio: guardatelo come fosse un film comico!
#50SfumatureDiGrigio: la crociata delle femministe (moraliste) per boicottarlo!
e su sesso e Bdsm:
- Vi racconto perché per me essere “sottomessa” (slave) è speciale
- Godi e sii sottomesso
- Quel sesso sporco delle donne che non piace alle femministe moraliste
- Del negoziare il sesso e le relazioni
- Sono puttana e me ne vanto
- Sono una #switch: stigma e giudizio morale violano la mia libertà di scelta!
- Mi piace il sesso che mi lascia i lividi
- Nel sesso mi piace essere dominata (no, non ho subito traumi!)
- #Bdsm e la paura di una sessualità libera
- Erotic Grrlz



Leggo questo Blog sempre molto interessato. Qui mi permetto di commentare dicendo che i rinvii a Twilight o vampiri sono quantomeno azzeccati per essere i libri originariamente delle fanfic di Twilight, appunto.
è una cosa che mi hanno detto quando avevo già fatto il paragone. ero sicura che la storia non tornava 😀
ho provato a leggere il libro tempo fa ma non sono nemmeno arrivato alle pagine hot, mi sono annoiato prima. Ma come ha fatto a far tanto successo?
L’ha ribloggato su YouPork.
Sono psicosessuologa. Penso che il film sia comico ma anche dannoso perché chi vuole avvicinarsi a queste pratiche dovrebbe sapere che bisogna farlo con consapevolezza e rispetto. Sono stata contenta di leggere l’articolo che spiega bene il concetto del ruolo nell’ambito del bdsm. Spesso le donne confondono la mancanza di confini identitari e l’immaturità psicosessuale per sottomissione. In realtà il sottomesso in queste pratiche è colui/colei che decide qual è la pratica, il contesto eccitatorio e i limiti. Non è uno che sta li per caso e non sa cosa gli succede. Nessuno rischia (né la vita nè la galera) e tutti si divertono, altrimenti sarebbe una violenza su una persona confusa. Un dominatore se ne guarda bene dall’aver a che fare con uno/a che sta li controvoglia. Potrebbe avere problemi pisicologi, o anche psicopatologici. Chi glielo fa fare? Vuole divertirsi, mica rischiare una denuncia.Ci sono delle regole. Queste cose si fanno perché si trovano appaganti e non perché non sai dire di no e questo film non fa che confondere le persone.
completamente d’accordo. https://abbattoimuri.wordpress.com/2015/02/17/sono-una-dominatrice-e-mister-grey-non-sa-dominare-neppure-se-stesso/
ma d’altro canto qui ne parliamo spesso. quel che però a me pare è che non sia affatto percepito come “giusto”, quanto succede nel film. nel cinema in cui stavo io c’erano frotte di donne e anche ragazzine, sedicenni, diciasettenni, e gli sfottò sono arrivati da chiunque. la percezione del tipo, per dirtela alla palermitana, era quella di uno mutriato, azziccusu, piiiisanti (pesante, appiccicoso, imbronciato) e via così. nulla di positivo. 😀