La posta di Eretica, Storie

Sono una donna. Acquisto servizi sessuali

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Le donne vanno a prostituti, lo vedo ogni volta che vado a Cuba per la mia sessione di turismo sessuale. Ho 56 anni, in Italia mi è capitato di conoscere uomini disponibili a farsi mantenere, ma erano cose inevitabilmente più rischiose e durature. Se accetti che un uomo entri in casa, non te lo togli più dalle scatole. Pensa di poter rivendicare diritti su di te e se tu gli dici che è sesso e basta poi ti chiama troia. Oltretutto, sinceramente, gli uomini “giovani” che ho incontrato in Italia volevano più di quelli che si accontentano di poco a Cuba. L’unico che non chiese moltissimo, a parte un paio di notti di ospitalità, fu un ragazzo senegalese che però in Italia fa tanto “povera vecchia… con l’extracomunitario mantenuto accanto“.

L’uomo straniero qui ha addosso lo stigma del povero derelitto che ha bisogno di qualunque cosa per campare. Un po’ come quando un uomo va a prostitute e carica in auto un tossico o una tossica che gli fa un pompino per pochi euro. Non è dignitoso. Non va bene. Invece a Cuba farsi accompagnare da un ragazzo ventenne, bello e disponibile, è una cosa normale. Nessuno ti guarda male e quando dai soldi a quel ragazzo non ti sembra di fare l’elemosina. Loro ti fanno da guida, ti portano a ballare, sono più allegri degli stranieri che arrivano in Italia. Ti trattano come una regina, ti chiamano “amore mio”, sono latini passionali e ti chiedono perfino in sposa.

A dir la verità ho visto altre che hanno sposato bei giovanottoni pagando tanti soldi per lui e per la sua famiglia. Poi li portano in Italia e una volta che quegli uomini hanno ottenuto la possibilità di viaggiare liberamente in Europa qualche volta scompaiono e addio all’amore romantico con l’uomo esotico. Io invece sono un po’ più furba. Non mi illudo che un bel ragazzo si possa innamorare di me. Non sono così scema. So che lo fanno per i soldi. Stanno lì attorno alla sala da ballo ad aspettare di poter invitare la turista apparentemente ricca. Fanno la fila per corteggiarti e per qualche settimana ti fanno sentire unica, felice, desiderata.

Allora io mi porto dietro quello che mi piace di più, lo faccio dormire con me, gli pago da mangiare, a volte qualche capo di abbigliamento, ma dico di no quando vuole che io paghi qualcosa per la madre, un regalino, come lo chiamano, per la mamma, il papà, il fratellino piccolo, e così ti prendono per il culo per spillarti del denaro facendo leva sul tuo buon cuore. Come mi fanno pena le donne che ci cascano e pensano di essere davvero amate dai loro prostituti temporanei. Perché per cultura sessista a noi non riesce acquistare servizi sessuali senza prenderci per il culo. Dobbiamo mentire a noi stesse, nascondere che abbiamo esattamente le stesse pulsioni degli uomini e poi dobbiamo interpretare ruoli secondo lo stereotipo sessista dominante. Cliché insopportabili che altrimenti non vorresti mai fossero associati alla tua vita.

bohD’altronde dall’uomo latino, il tuo prostituto temporaneo a basso costo, accetti cose che non accetteresti mai da uno con cui costruisci una relazione vera. Io, per esempio, non tollererei affatto uno che in nome della passione mostra gelosia, ti stringe forte durante il ballo e ti fa sentire voluta quando minaccia l’altro tizio che ti invita per un turno di danza. In Italia uno così lo caccerei all’istante, nessuno mi può dire cosa fare o si può arrogare il diritto di mettermi un timbro di proprietà sulla pelle. Invece a Cuba fingo di abbandonarmi all’amore caliente, quello che porta a volte alle scenate di gelosia e perfino alle percosse. Ti convinci che se non ti amassero davvero non sarebbero così gelosi. E’ come se andassimo a rispolverare, noi donne emancipate d’occidente, un po’ di cultura machista giusto il tempo per gustare quel che è perduto e non vorresti mai nel presente.

Lo so che è una contraddizione, ma d’altro canto ad un prostituto si chiede quello che desideri. Loro sono disponibili a fare in modo che tu ti senta la donna più adorata sulla faccia della terra. Quante menzogne ascolto dalle donne che commentano scandalizzate le mie confessioni. Quante signore moraliste incontro quando sottopongo loro un aspetto a me ben noto di quel che sono i comportamenti di certe, tante, donne, all’estero. Perché il turismo sessuale non riguarda solo gli uomini e quel che posso dire a mia discolpa, ma senza vergognarmi assolutamente di nulla, è il fatto che a differenza di uomini che ho visto andare in giro con delle adolescenti, poco più che bambine, le donne invece non si lasciano accompagnare da uomini che hanno meno di 18 anni.

cuba_jineterismo-3275039_std1Eppure ci sono i sedicenni, belli come il sole, che fanno ugualmente la fila, per servirti e riverirti. Non che la cosa mi interessi, perché io sono contraria ad acquistare servizi sessuali da minorenni, ma questi ragazzi hanno perso l’ingenuità adolescenziale e fin da ragazzini, purtroppo, passano il tempo a leccare i cazzi dei turisti e le fiche delle turiste, una ad una, per un pranzo, un po’ di soldi e qualche giorno vissuto alla maniera occidentale. Che dire di me, delle altre, quelle che si vestono in modo sexy, scollatissime, mostrando i seni cadenti, come fossero le donne più fascinose del pianeta, per andare a esercitarsi nei balli latino americani. Che dire di noi che mostriamo le nostre chiappe raggrinzite e cellulitiche e subiamo gli sguardi sconcertati dei connazionali, se ci capita di incontrarne, che si girano dall’altra parte, dopo aver pensato che sei una bagascia, solo perché hanno accanto una tredicenne. Che dire del fatto che è la nostra pelle, la nostra sessualità, la nostra scelta a farsi da tramite per una compravendita di una illusione che per me è giusto far durare solo il tempo di una vacanza. Per il resto dell’anno, trascorso a lavorare in un ufficio, con gli abiti, il corpo e il volto di un’anonima impiegata, a mettere da parte un soldo appresso all’altro con una prenotazione pronta per il prossimo viaggio estivo, io sono una donna comune, sola, senza che nessuno si interessi a me, perché in questo nostro paese alle donne non è dato comprare un’illusione per meno di centinaia di euro. Questo è il prezzo di un gigolò che pare si faccia pagare molto più che una prostituta. Il perché è semplice. Non che vi sia una minore richiesta, anzi, ma c’è una minore offerta.

Quel che io spero per il futuro è che le cose migliorino un po’ per tutte quante noi, e nel frattempo penso al tempo in cui andrò in pensione e andrò a vivere, per tutto l’anno, tutti gli anni, a Cuba, fino alla fine dei miei giorni. Vuoi mettere stare lì a sentirmi un essere sessuato e attivo invece che morire di solitudine in Italia?

Ps: è una storia vera. Grazie a chi me l’ha raccontata. Ogni riferimento a cose, fatti e persone è puramente casuale. Avviso chi legge che quel che ho sintetizzato per lei corrisponde alla sua opinione e non necessariamente alla mia.

2 pensieri riguardo “Sono una donna. Acquisto servizi sessuali”

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