Antiautoritarismo, Autodeterminazione, Critica femminista, R-Esistenze, Sessualità

#50SfumatureDiGrigio: la crociata delle femministe (moraliste) per boicottarlo!

Il 14 febbraio, festa di San Valentino, la versione commerciale per far business sulla retorica dell’ammmore, al cinema potrete vedere un film discusso ancora prima di uscire nelle sale. Cinquanta Sfumature di Grigio è il primo, presumo, dei film dedicati alla trilogia scritta dall’autrice Erika Leonard. Quei libri, d’altronde, erano già stati oggetto di una azione di boicottaggio e, da parte delle femministe radicali (statunitensi e antiporno), c’era stata una richiesta di rogo dei libri, in diversa forma, legale, con ostracismo mirato, boicottaggio. Qualcuno ipotizzava perfino la criminalizzazione dei testi ad opera di alcune fanatiche integraliste in lotta contro la violenza sulle donne. Il libro ha troppo successo tra le donne, dicevano, perciò dobbiamo evitare che qualcuna si lasci “educare” dal modello proposto. Bisogna difendere le donne da uomini come il protagonista della storia. E giù con un dibattito infinito su quel che si intende per consensualità riferita alle donne. Allora le antiporno, coincidenti spesso con le abolizioniste della prostituzione, in fase di crociata anche contro il Bdsm, stabilivano che la donna che si lascia coinvolgere in quelle pratiche crede di scegliere liberamente ma in realtà non lo fa. E’ una minorata mentale, una bambina, una incapace di intendere e volere, manipolata dal volere di un uomo di merda, che va difesa a tutti i costi. A costo di rinchiuderla in un modermo manicomio, di patologizzare e medicalizzare, sedare, le sue voglie. A costo di farla sentire sbagliata se prova eccitazione quando legge, guarda, vive, una storia del genere.

Quel che sono riuscite ad ottenere ‘ste fanatiche, però, è stato semplicemente di fare aumentare le vendite, perché si sa che la trasgressione è assai più affascinante che l’adesione ad un divieto, seppur morale. Altra cosa che hanno ottenuto é di aver lasciato che il mondo confondesse le pratiche descritte in quei libri con il Bdsm. A lamentarsi, in questo caso, sono proprio le persone che praticano Bdsm, perché reputano oltremodo mistificatoria la maniera in cui si parla di dolore/sottomissione/piacere, in quella storia. Il Bdsm è un insieme di pratiche che vengono vissute in perfetto accordo consensuale tra le parti. Non c’è manipolazione e non c’è neppure una prurigginosa e morbosa distorsione di quel che è la relazione tra dominatore e sottomessa. In ogni caso non è mancata qualcuna che dichiarava che, a prescindere da quel che piace a noi, non possiamo non rispettare la libera scelta di una donna che ama vivere quell’esperienza.

A infervorarsi molto sull’argomento, sempre negli Stati Uniti, non sono mancati paternalisti e antiporno conservatori che giudicano questo genere di storie scabrose a prescindere. Deviazioni, perversioni, roba che va ricondotta a Satana. Così, tra una scomunica e l’altra i libri, nel frattempo, vuoi per curiosità, vuoi per poter compiere un gesto laico, li hanno letti in tantissime, milioni di persone di ogni parte del mondo. E’ perciò la volta dell’inevitabile film e, naturalmente, è ripartita la campagna di boicottaggio che funge da pubblicità (negativa) di un’opera – probabilmente assai inferiore come qualità, rispetto alla meraviglia che rappresentò Secretary – che sta già sbancando al botteghino.

Anche in Italia le prenotazioni vanno a ruba, il mondo vuole essere in prima fila per vedere quella che, forse, se ricalca la traccia filo/romanzetti rosa con una punta di soft porno, risulterà una ciofeca di prova cinematografica. O magari risulterà un capolavoro, o chi lo sa. Il punto è che la campagna di boicottaggio sta rendendo questo film una specie di manifesto della libertà di scelta delle donne a cui piace la sottomissione per godere. Su twitter sono scatenate le integraliste che hanno lanciato l’hashtag #50dollarsNot50Shades. La cifra, 50 dollari, che viene descritta si riferisce al fatto che le donne che andranno a vedere il film, secondo le boicottanti signore, dovranno spendere quella cifra tra biglietti, babysitter, popcorn e coca cola. Soldi che, secondo loro, dovevano essere spesi per aiutare le vittime di violenza.

Tra i commenti più idioti quelli che, naturalmente, insultano direttamente l’autrice del libro, la regia e gli attori del film. Lei giudicata una povera vittima, che, in quanto donna, non si sarebbe neppure dovuta prestare a girare le scene che, anche grazie alle femministe radicali, la renderanno una star di fama mondiale e lui, l’attore protagonista, viene insultato perché, secondo una delle genie twitteranti, se ha interpretato quel ruolo significa che sotto sotto un pochino gli è piaciuto. Al rogo lui e in manicomio lei, in nome di tutte le donne che, come detta dogma/normativo/femminista, da questo film saranno trafitte, sconfitte, ferite a morte perché, secondo le autoritarie e censorie signore, istigherebbe alla violenza.

Alla diffusione della campagna di boicottaggio si presta anche la pagina facebook StopPornCulture che pare fissatissima e in fase di crociata più che la gente che cinguetta insulti in 140 caratteri. Qui e là qualcuno suggerisce che tanto accanimento alla fine servirà solo a fare pagare un prezzo, una sorta di tangente, ai produttori del film che devolveranno, più o meno “spontaneamente”, per espiare pubblicamente e pagare il fio della propria colpa, una somma consistente a qualche organizzazione in l0tta per i diritti delle donne. Complottisti? Dietrologie? Stronzate? Marketing intelligente? Non si sa. Io vedo una mediocre strategia di chi si piazza sulla scia comunicativa di un film che fa parlare di se’ per fare marketing e guadagnare due grammi di visibilità pure per se’.

Resta comunque il fatto che oggi, nel 2014, proprio come avviene anche qui in Italia, ci sono quelle che si permettono di stabilire dove inizia e finisce la libera scelta delle donne in fatto di sessualità consensuale tra adulti. Sono quelle che sputano fango contro le sex workers che chiedono di regolarizzare il proprio mestiere, le stesse che vorrebbero censurare i porno e che, come avvenuto nel Regno Unito, hanno ottenuto soltanto di veder censurate le prestazioni sessuali, in video, che rappresentano immagini in cui è visibile il piacere femminile. Sono le fanatiche, dogmatiche, integraliste, religiose dei giorni nostri, alle quali dobbiamo rendere conto per quel che scriviamo, viviamo, raccontiamo, quando si parla di Bdsm. Quelle che ritengono che le donne che non scelgono secondo i comandamenti delle moraliste, siano delle imbecilli, o peggio delle poverine. Sono quelle che dettano un unico copione quando si parla di violenza sulle donne e che impongono un regime di restrizione di pensieri e pratiche alle donne che pensano, scioccamente, che superata la maggiore età, dovrebbe essere loro consentito di urlare al mondo che “Il corpo è mio e – fuck – lo gestisco io”.

Saputo tutto ciò, vi confido, che non avevo proprio in mente di vedere questo film, ma tanto per fare un dispetto a ‘ste tiranne moraliste, mi verrebbe proprio voglia di farlo… Voi che ne pensate?

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Leggi anche:

Sul Bdsm:

Sul femminismo radicale:

 

26 pensieri su “#50SfumatureDiGrigio: la crociata delle femministe (moraliste) per boicottarlo!”

  1. Io ne penso che è un film de merda tratto da un libro de merda. L’argine va posto dal punto di vista culturale: diciamo no al trash! Che sia transformers o 50 sfumature di grigio. Lavorà pe buttà i sordi su sta monnezza è veramente il più grandi insulto a sé stessi, altro che il porno e la santità del corpo! La santità del cervello e dell’arte! Il buon gusto, il pudore artistico sono gli unici buon gusto e pudore sopportabili. Chiamatemi normativo se necessario…

  2. io di mestiere faccio la libraia e, anche per questo, ho letto (aggratis) di fatto l’intera trilogia. e ho deciso di rifiutarmi di venderla. capiamoci: io adoro farmi sottomettere, legare, frustare e quel che mi va. in questo momento stesso porto ancora (orgogliosamente) qualche livido addosso della mia “ultima volta”. ma anche se così non fosse, non sta a me dire cosa qualcun@ deve scegliere o no. e, per inciso, trovo the secretary un mezzo capolavoro.
    detto questo però, quei libri (del film ovviamente non so, ma non vedo come possa essere molto diverso) parlano dal mio punto di vista davvero di una storia di violenza reale. di cultura del possesso. di un maschilismo e d una patologia del controllo spacciata per ammmore e presentata come fiabesca e altamente desiderabile. faccio solo due piccoli esempi: in un occasione il padre della protagonista ha un grave incidente d’auto, lei si precipita in ospedale e resta ad attendere assieme ad un amico, che le presta la giacca. quando arriva mr gray, che ovviamente nemmeno in un contesto del genere le può lasciare un minimo di autonomia, lei si accorge subito che lui è incazzato per via della giacca prestata (di un altro uomo!) e dentro di se lo ringrazia per aver, data la situazione, accettato il fatto senza fare una scenata!!!
    altra scena: luna di miele, spiaggia, lei si sdraia sulla pancia e si leva la parte superiore del bikini. a una certa si sveglia a pancia in su. segue spavento di lei “oddio adesso cosa penserà”, rimprovero di lui “sei mia moglie e tutti ti vedono”, scena di (noioso) sesso in cui lui le marchia i seni e lei capisce che lui l’ha fatto affinchè lei non osi mostrarli ancora in pubblico…e che bello essere sua!
    scusate la lungaggine, volevo solo far capire che, al di la di qualsiasi paranoia moralista e sessuofoba, è veramente il caso di lasciar perdere. a volte il nemico del mio nemico decisamente non è mio amico…e in quell’impianto c’è molto poco di autonomia, di scelta e di libertà. certo, anche sposarsi ed essere sottomesse alla costanza miriano (e siamo mooolto meno distanti da quel che si crederebbe) potrebbe essere una libera scelta. ma quando diventa modello per migliaia di giovani donne e non…
    per quel che vale, ecco la mia 🙂

    1. rileggendo mi sono accorta di aver fatto un sacco di errori di ortografia…tanto per dire quanto quel libro mi fa incazzare ogni volta che ci ripenso ;-/

    2. Siamo arrivati al punto che, se critichi senza dire perché e per come – senza mettere estratti precisi dal libro – l’unico motivo per cui lo fai è che sei moralista e il BDSM ti indigna.
      Non mi pare questo il luogo in cui ci ritroviamo tra moraliste e verognosette nei confronti di determinate pratiche, il vero ostacolo – per chi legge e chi vive – e che il libro è onestamente scritto male e propone una storia trasgressiva solo per porre l’accento su qualcosa che non sia la scarsa qualità dello scritto.
      Interessante e completo, il punto di Asia, io ho dimenticato vari passaggi ridicoli della storia ma – a tempo suo – lessi il primo libro e commentai, in diretta, pubblicando sul mio blog tutto quello che mi faceva ridere di gusto. Garantisco che il vero problema non sono le pratiche che lui le impone, ma tutto il resto.
      Perché se io prendo un romanzo anonimo, che non fa parte di alcuna categoria in particolare, e dico che fa cagare tutti lo accettano ma, se critico questo che si schiera con fermezza in una corrente specifica, la mia critica diventa una critica nei confronti di quella corrente e non, come sarebbe ovvio, per il semplice romanzo?

      1. ma no, non era questo il punto. il punto è che la campagna di boicottaggio non usa gli argomenti di cui parla Asia, lasciando alle donne la libertà di scegliere se vedere il film o no. Quella campagna, sostanzialmente, si basa sul fatto che le donne non sanno decidere per se’ e hanno bisogno che ‘ste matrone le proteggano dalla visione del film. e, per capirci, l’opinione di queste matrone varia tra lo scandalizzato e il rifiuto di altre pratiche sessuali che non siano le proprie. loro sono le moraliste. spero sia più chiaro ora. 🙂

        1. Grazie per il chiarimento, io mi ritrovo davvero dentro questo sito e mi spiaceva aver trovato un post che – a primo colpo – mi ha dato una sensazione un po’ strana…
          In pratica, tra le haters, abbiamo non solo quelle che hanno letto (come me) e saprebbero – con calma – anche argomentare bene i loro perché sull’essere contro (come Asia), ci sono pure quelle che hanno letto, o anche no, e che sono contro solo perché è inammissibile e vergognoso tutto quel che si racconta….
          Mon dieu. Mi mancava, questa. 😀 credo che questa schiera sia anche peggiore delle amanti fanatiche della saga…

          1. appunto, e stanno facendo al libro e al film una grandiosa pubblicità perché fanno pensare che sia davvero questo capolavoro di trasgressione che in realtà non è. 😀
            voglio dire, bastava solo mettere in circolo una critica ben fatta sul libro e sul film. il divieto, con slogan che sono ridicoli, secondo me, e che tanto attirano gente che si scandalizza anche se io dico che mi faccio leccare l’alluce nei preliminari, non fa che rafforzare la convinzione che ‘sta cosa sia grandiosa, alimenta aspettative che saranno ampiamente deluse.

    3. E’ un libro brutto. Ce ne sono molti purtroppo, tu fai una giusta analisi, ma credo che ognuno possa decidere da sè cosa pensarne, per conto mio decidere quello che “è bene” per gli altri è comunque un errore di principio, preferisco sbagliare mille volte con la mia testa che essere “tutelata” da qualcun altro.

      1. immagino ti riferissi a quanto scritto da me. personalmente non voglio decidere cosa è bene per altri, semplicemente cosa supportare e cosa no. l’equilibrio tra scelta e censura può essere delicato (e l’argomento esula pure dal tema del post). ma io ritengo che se un determinato testo è misogino, sessista, patriarcale e pure patologizzante (perchè non scordiamo che lui cerca un rapporto D/s perchè è traumatizzato dall’infanzia e starà a lei salvarlo dai suoi demoni), non sia un testo da promuovere. punto.
        sinceramente, fosse solo un libro brutto (cosa che indubbiamente è), non mi preoccuperei più di tanto. però vedere che per molte donne della mia età (ho trent’anni) o anche molto meno è un modello desiderabile un po mi turba. e, lo ripeto, non per quello che avviene in camera da letto, ma per quello che avviene FUORI.
        dopodichè indiscutibilmente l’atteggiamento del femminismo moralista, come già detto da altr@, è oltre che triste e francamente un po ridicolo, del tutto controproducente. ma non facciamoci condizionare al punto da supportarlo, come dice laglasnost (immagino provocatoriamente) “per dispetto”.
        dopodichè ovviamente ognun@ scelga per sé.
        comunque se interessa l’argomento, oltre al già citato histoire d’o, consiglio “diario di una sottomessa”, non certo eccezionale come qualità letteraria, ma “politicamente” molto più interessante

    4. Stavo per scrivere più o meno la stessa cosa. Non ho avuto la (santa) pazienza di Asia di leggere tutta la trilogia. Per essere onesta non sono riuscita a finire nemmeno il primo libro. Per il semplice motivo che è scritto molto male. Non ricordo se subito dopo o anche contemporaneamente ho iniziato a leggere “Dolores Claiborne” di Stephen King, ma non potete immaginare che sollievo è stato per i miei occhi e per la mia mente! E poi spacciare per il BDSM un rapporto fondamentalmente “classico”, che di stravagante o trasgressivo non ha veramente nulla, mi sembra una vera e propria presa in giro.
      Alla maggior parte dei master che conosco non verrebbe mai in mente di guardarmi dall’alto in basso o di cercare di sottomettermi per forza solo perché sono una donna. Ovviamente ci sono sempre quei uomini che si buttano nel mondo BDSM credendo che la dominazione ha qualcosa a che fare con la loro educazione arcaica. Mi contattano sapendo che sono una mistress e chiedendo la cifra per la quale mi farei sculacciare (intanto come tutte le donne vorrei per forza essere sottomessa, no?).
      Quindi la mia opinione è che a questo libro è stata fatta una pubblicità inappropriata, facendolo sembrare originale e trasgressivo. Invece è noioso, scritto male e pieno di stereotipi.

  3. La penso come te, il libro per me è illeggibile e il film ,visti i primi dieci minuti, a me non dice nulla… Ma il fastidio provato di fronte alla levata di scudi al grido di “salviamo le donne dalle loro stesse perversioni sessuali” mi ha schifato. E’ stato definito” soft porno per cinquantenni frustrate” dalle mie amiche “superfemministe”, quidni di nuovo lo stereotipo della donna che non deve trovare da sola la via per il proprio piacere , pena il rendersi ridicola… Quello che mi urta è che, invece di discutere se il film è buono o non è buono, come si fa con ogni film che si guarda, si mette in discussione se sia o meno il caso di guardarlo perchè i suoi contenuti potrebbero ispirare idee morbose a qualcuno o offendere il moralismo di qualcun altro… e lo si fa sempre più apparire come un succoso frutto proibito, quando penso che le fantasie della maggior parte di noi siano molto più intriganti di così….

  4. I fanatismi sono sempre la morte della ragione.Il libro o il film potranno piacere o non piacere ma cercare di boicottarli per partito preso è una cosa da fascisti. Detto ciò l’argomento sadomaso non mi ha mai attratto per cui liberamente ho scelto di non comprare il libro prima e certamente non guarderò il film adesso. Ma ,se per esempio,in un mondo ipoteticamente orwelliano venisse bandito …ecco…non esiterei un attimo un pò come quando me ne andavo in giro con sotto il braccio i Versetti Satanici.Preferisco di gran lunga le persone, come la signora dei commenti precedenti, che ne ha motivato con una critica nello specifico la sua avversità che non chi si arroga il diritto di decidere per conto terzi cosa sia lecito vedere e cosa no.

  5. Scritto malissimo (o tradotto malissimo), questa è la colpa principale del libro, costellato di decine e decine di “WOW” , ma vi pare possibile?
    Tutti contro il libro-film perchè “pornografico” e nessuno che si incazza con i film spara/ammazzatutto fascistoidi. Quella è pornografia vera.
    Però se ancora qualcuno non l’avesse letto ecco, se ama la letteratura lasci perdere e si legga piuttosto “Storia do O” ; molto più intenso e molto ben scritto.
    Questa campagna demonizzante mi ricorda vagamente quella esercitata contro “Ultimo Tango a Parigi” il problema non è la pornografia, che nessuno fa tutte queste storie per i film a luci rosse, il problema è che certi argomenti possano raggiungere chiunque, ed escano dai circuiti riservati al porno. E’ questo che disturba e fa paura a certi moralisti. Non mi stupisce che queste polemiche abbiano molto seguito nella moralista e spesso oscurantista America, mi stupisce e mi rattrista di più che lo abbiano qui.

  6. Ma secondo me il problema principale di questo libro è che è scritto assolutamente, permettetemi il francesismo, di merda. Poca ricchezza lessicale, personaggi terribilmente scontati (la protagonista è la tipica Mary Sue -personaggio femminile perfetto delle fanfiction-) e la trama non ha nulla di interessante, originale o vagamente coinvolgente, insomma non ha nulla di quello che mi fa ritenere un libro “bello”.
    Inoltre, se questo è un romanzo erotico allora di sesso non ci capisco niente…ho trovato descrizioni più realistiche e avvincenti su un noto sito di fanfiction italiano. Continuo a usare il termine fanfiction perché questo libro parte come una storia realizzata da una fan (l’autrice) della saga di Twilight. E ho detto tutto.
    La vera polemica dovrebbe girare attorno ad altro secondo me.
    Parlando di contenuti, il libro ha secondo me un messaggio assurdo. Nella mia personalissima visione delle cose una relazione dovrebbe innanzitutto basarsi sul rispetto, cosa che a quanto ho capito non manca assolutamente nelle relazioni anche sessuali BSDM.
    Allora io critico si il messaggio del libro, ma il messaggio che vede come giusto il fatto che uno dei due (uomo o donna che sia, in questo caso uomo ma comunque) possa permettersi di controllare la vita dell’altro, imporre la propria presenza, il proprio cognome, scegliere le amicizie, il posto di lavoro, i vestiti, il metodo contraccettivo (da “contratto” lei viene obbligata a prendere la pillola). Il personaggio femminile non reagisce mai, o se lo fa, non si impegna particolarmente accettando in nome di “amore” tutto quello che il partner le fa fare.
    Questo critico, non il sadomaso che poi non è così presente come sembra, comunque.
    Scusate se ho detto stupidate e probabilmente ho dimenticato qualcosa.

    1. Che bella risposta, anche la tua!
      Perché noi donne, anziché inorridire all’idea che vorrebbero far passare come corretto e come “ppuro gesto d’ammmore” l’atteggiamento di C. nei confronti di A., ci imbrododigiuggioliamo??
      Se lui ci fa paura, se noi temiamo la sua reazione, se temiamo non ci creda, se ci impone qualcosa che ci fa anche solo un po’ storcere il naso, ci troviamo davanti a qualcosa di più serio e atroce del bdsm. Seriamente.
      Mi fa più che incavolare, il fatto che si perda di vista la cosa, perché è come perdere i diritti e i risultati ottenuti in anni e anni di lotte per la propria autonomia e libertà.
      Frustami e sculacciami mentre scopiamo, ma non farla diventare l’anticamera di una volontà che vorresti estendere anche fuori dalla camera da letto.

  7. Avevo già risposto su fb, ma mi sono resa conto che qui sul blog la discussione è molto più accesa e variegata, ci sono molti commenti con cui mi sento in sintonia (una sintonia che in prima battuta non ho avuto col post principale) e, dopotutto, è giusto far vivere i blog e non i post su un social network, che va perso in poche ore. Quindi riposto il mio commento anche qui, scusate la ripetizione!

    Ho letto l’articolo di questo bellissimo blog e dissento su tutta la linea. Lungi da me fare polemica, voglio solo dire la mia…
    Sono per la libera scelta in ambito sessuale e non, sono favorevole alla prostituzione in quanto professione regolamentata per legge, personalmente non amo il porno ma neanche lo demonizzo perché ognuno fa quel che vuole. Insomma, non rientro in nessuna delle categorie di femministe “puritane” descritta nel vostro post. Eppure sono fermamente contraria a Cinquanta sfumature. Lo considero una vergogna e il sesso, con questa mia indignazione, non c’entra affatto.
    Mi sono solo inquietata quando le ragazze che conosco (amiche e conoscenti) che andranno a vederlo e/o hanno letto i libri si sono divise fra la linea “per amore si fa questo ed altro, che significa sottomissione, quello è amore!” e la linea del “finalmente erotismo al cinema anche per le donne, che sangue che mi fa mr. grey!”. E molte di loro sono persone che continuo a reputare intelligenti.
    Quello che mi preoccupa però, non è l’intelligenza delle donne che andranno a vederlo, è la loro (mancata) indipendenza da una serie di stereotipi da cui ancora non ci siamo (parlo per inclusione perché ci facciamo i conti tutte, pur reagendo in modi diversi) emancipate. Parlo di gente che accetta relazioni non paritarie e le considera che unico modo di amare (e chi non ci si è trovata almeno una volta nella vita?). Donne che trovano naturale che il parere di un uomo sia più importante del loro in determinati aspetti della loro vita, come il sesso, gli aborti e la maternità, le scelte lavorative. Che si vedono ancora come crocerossine di uomini “con problemi”, che devono essere salvati proprio da noi, le loro compagne, anche a costo di enorme sofferenza e a scapito della nostra serenità. Parlo di persone, uomini e donne, che giustificano ogni nefandezza con la psicologia spicciola del “la mamma gli/le voleva abbastanza bene da bambino”.
    Magari è perché vivo in provincia, ma il 90% delle relazioni che vedo attorno a me si basano su questi e altrettanto gravi principi.
    Ecco perché sono contro Cinquanta sfumature: perché legittimizza col romanticismo e la voglia di trasgredire e di essere “padrone” delle proprie scelte (perché questo è quello che è rimasto del “Io sono mia” che urlava mia madre) tutti gli atteggiamenti che tengono ancora indietro le donne e non permettono una vera ed effettiva parità tra i sessi nelle piccole e grandi scelte della vita quotidiana.
    Vi sembro tanto piccolo-borghese?

    1. E’ quello che penso pure io, stamattina ho commentato su fb uno status che parlava di certe donne che osannano il genere d’uomo alla Christian Grey dicendo che quando incontri uno stronzo come lui, nella vita vera, capisci che senso ha indignarti.
      Se hai sposato il brav’uomo che prima di emozionava perché dimostrava amarti e ora lo vedi solo come un soggettone che non ti smuove mezzo brivido è ovvio che sbavi all’idea di uno che ti prende, ti sbatte al muro, ti baci, ti tappi la bocca, ti tratti come la bambola sessuale più sexy del mondo. E’ invidia di ciò che non si ha, è noia, è il semplicissimo “l’erba della mia vicina è moooolto più verde della mia” che però non tiene in conto che vivere da dentro una relazione come quella è pericoloso e traumatico.
      Io porto nelle vene e nella mente, ancora, certi ricordi vomitevoli su come mi faceva sentire quello stronzo.
      Altro che osannare uno così e altro che ‘lasciamo perdere, è solo un libro’, c’è da battersi con le unghie e con i denti. Che se vi trovate nella merda con uno così, non c’è verso di trovare aiuto!

      1. Sono contenta che tu abbia capito cosa intendevo!
        E ho appena scoperto che l’autrice (chiamarla scrittrice è troppo) ha cominciato a ideare questa storia su un sito di fanfiction di Twilight. Penso sia indicativo il legame tra le due cose: si tratta di un’altra serie “letteraria” di enorme successo e arriva a milioni di adolescenti e che sminuisce la femminilità sotto ogni aspetto. E’ come se questo fosse il passo successivo, per continuare ad educare le allora adolescenti fan di Twilight, e ora over 20, su quale sia la loro strada, il loro posto. Agghiacciante.

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