Antiautoritarismo, Antifascismo, Autodeterminazione, R-Esistenze, Violenza

#EmilioResisti: Non tutti i “Charlie” sono “Emilio””

je suis emilio

di Irina

La strage alla sede di Charlie Hebdo a Parigi ha suscitato moltissimo sdegno in tutto il mondo. Le reazioni, le risposte e le analisi successive alla divulgazione della notizia sono state tra loro molto diverse. L’hashtag #jesuisCharlie (io sono Charlie) ha colpito i social network come un’epidemia sconfinando in strumentalizzazioni anti-islamiche di estrema destra e in usi assolutamente impropri. Nel giro di poche ore, tutto il mondo si è riscoperto paladino e difensore della libertà di espressione e di stampa. Come al solito, purtroppo, la solidarietà sincera di coloro che si sono sforzati di comprendere questa vicenda senza volerne dare interpretazioni superficiali è stata contaminata da un’ipocrisia diffusa.

Come in molti di questi casi sono stati tralasciati alcuni distinguo importanti. Charlie Hebdo è un settimanale satirico irriverente ed irresponsabile i cui vignettisti e redattori si identificano nei valori dell’antirazzismo e antifascismo. Ecco perché non siamo tutti Charlie. Ed ecco perché #Emilioresisti non si diffonderà così viralmente sui social. Emilio è il compagno che sta rischiando la vita a causa delle sprangate che gli sono state inferte durante l’assalto al csa Dordoni di Cremona. Alcuni di coloro che si sono dichiarati difensori della libertà di espressione non si sono sentiti altrettanto coinvolti nella difesa degli spazi collettivi e autogestiti.

Assurdo o rivelatore. Rivelatore dell’ipocrisia di quanti sono saliti sul carro del #jesuisCharlie solo per farne un simbolo del delirio fondamentalista come nemico esterno dell’Occidente. Perché, in realtà, nessuno dei capi di stato che hanno sfilato in parata a Parigi ha veramente a cuore la libertà. Essi sono scesi in strada per difendere l’ordine precostituito, lo status quo, il sistema. Per ognuno di loro il fascismo che prende d’assalto gli spazi autogestiti ed autorganizzati non rappresenta una minaccia. Addirittura c’è chi è capace di negare i presupposti ideologici di episodi come quello di Cremona, riconducendoli a sporadiche follie. In realtà i militanti dei covi neri che prendono a sprangate, 50 contro 10, i compagni del Dordoni sono una funzione del sistema capitalista.

È un ingranaggio del meccanismo di sradicamento di qualsiasi opposizione. E per questo, viene non soltanto combattuto, ma protetto, difeso, spalleggiato. Per questo, pochi tra coloro che sono stati Charlie saranno anche Emilio. Ma proprio per questo, molti o forse tutti gli antifascisti che sabato 24 scenderanno al corteo nazionale antifascista chiamato dal Dordoni per la chiusura immediata di tutte le sedi fasciste in Italia, sapranno di essere stati autenticamente Charlie davanti ad un altro tipo di oppressione.

Contro ogni fascismo: ora e sempre Resistenza.

#Emilioresisti

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2 pensieri su “#EmilioResisti: Non tutti i “Charlie” sono “Emilio”””

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