Antiautoritarismo, Antirazzismo, R-Esistenze

Davvero i 2000 uccisi da #BokoHaram contano meno che i 12 del #CharlieHebdo?

Immagine a cura di Mauro Biani
Immagine a cura di Mauro Biani

 

Vediamo. Una tale economista, di Se Non Ora Quando, pubblica, sull’Huffington Post, un sermone a proposito del fatto che la strage di 2000 persone uccise in Nigeria dagli assassini assoldati da Boko Haram e i 12 morti a Parigi non sarebbero la stessa cosa. Sostanzialmente dice, e correggetemi se sbaglio, che laggiù c’hanno abitudini tribali, ancora hanno l’osso al naso e mangiano con le mani e invece qui da noi, che siamo assai più civili, certe cose le abbiamo debellate e non possono succedere. Dunque, se due più due fa quattro, l’economista snoq sta dicendo, alla faccia di fior di analisi che spiegano cose ben diverse, che questa inciviltà arriva da noi da gente altrettanto incivile e alla fine mi pare concluda con un atteggiamento che era quello della gente un po’ indifferente in Sicilia quando diceva che la mafia non era un nostro problema perché tanto si ammazzavano tra di loro. L’unico momento in cui si incazzavano era quando veniva colpito qualche “innocente”. Allora, sempre seguendo il filo del ragionamento, lievemente coloniale, dell’economista Snoq, il mondo si divide in mondo incivile e colpevole e l’altro civile e innocente. In definitiva, ‘sti cazzi, finché si ammazzano tra di loro, chissenefrega, se però vengono ad ammazzare i civilissimi europei invece è giusto che ci indigniamo e che marciamo in svariati milioni per ricordare che mai più dovranno permettersi di esportare la loro inciviltà qui da noi.

Se non avessi letto la firma avrei pensato che un simile ragionamento, che è scritto con altre parole dalle quali deduco le conclusioni (potrei sbagliarmi, in tal caso chiedo scusa), fosse venuto fuori direttamente da un leghista et similia. Invece viene da costei che s’è beccata anche diversi commenti appassionati tra i quali quello di Adriana Nannicini che sulla sua bacheca facebook, tra le altre cose, scrive:

Honte, Shame on you. Sono rimasta senza respiro a leggere questo articolo, (…) che si permette di ignorare proprio relativamente alla Nigeria la straordinaria letteratura che in quel paese si produce….ma Vergogna, (…) perchè ti arroghi una posizione così predicatoria senza conoscere la storia, nel tempo e nel presente. Perchè ignori le parole di Teju Cole, pubblicate sul NewYorker su Parigi e il lutto europeo e di Chimamanda Adichie sul femminismo.

Per quel che mi riguarda sottolineerei come non ci sono morti di serie A e di serie B e ancora sono oltremodo affranta per l’uso dei corpi di quelle bambine che di certo non si sono “spontaneamente” (chi lo dice è in malafede) fatte imbottire di esplosivo per poi diventare armi di sterminio nei luoghi affollati. Poi vorrei ricordare che se si studiasse un po’ di femminismo “mediterraneo” potreste vedere che le nigeriane sono tra le più attive, assieme alle attiviste del Mozambico, nell’insegnarci un bel po’ di femminismo postcoloniale, a partire dall’approccio critico a quel femminismo bianco, europeo, colonialista, borghese, di chi prima li ha colonizzati e poi vorrebbe anche dettare loro le parole d’ordine dell’abc della lotta per l’emancipazione. Insomma, per il resto, vedete voi.

Ps: anche quaggiù in Sicilia abbiamo l’osso al naso e dal basso della nostra “inciviltà” vorrei ricordare che i paesi come la Nigeria sono lasciati in mano a gente di merda come Haram, armato da paesi occidentali, pretesto affinché gli occidentali, leggasi gli Stati Uniti e la Nato, lì possano ulteriormente ampliare il proprio spazio di manovra. Dunque il fatto è che in certi contesti non è che sono incivili loro: è che periscono anche per responsabilità della “nostra” consapevole e indifferente, spesso disumana, inciviltà.

—>>>A questo proposito, in risposta all’economista senonoraquandista, vi segnalo un articolo di Frontiere News

Se volete saperne di più:

Sulla Nigeria:

Sulla strage al Charlie Hebdo:

2 pensieri su “Davvero i 2000 uccisi da #BokoHaram contano meno che i 12 del #CharlieHebdo?”

  1. L’indignazione europea è tutta emotiva e nasce dal sentimento di contrapposizione noi-civili contro loro-barbarie. Anche io del resto ero sconvolta dalla notizia quando l’ho sentita in radio la prima volta, mentre gli eventi erano ancora in corso. Ma a freddo mi spiace constatare che questo sentimento di contrapposizione culturale contro mafiosi e criminali in Italia non esiste e non c’è sufficiente impegno nel volerla creare. Cioè io vengo dal casertano… Quante sparatorie ci saranno l’anno??! Persone di serie b anche noi?

  2. Adesso non ricordo bene quel detto che dice: Che un morto fa notizia, e tanti morti fanno Statistica. ma sa che e proprio vero, i media, conoscono le reazione emotive della gente.

    buone cose.

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