Non bastavano quelli della decrescita felice ad appioppare alle donne la cura di tutto il pianeta, ci si mette pure Expo Milano 2015 a stabilire che le donne hanno l’unico impegno, in vita, di cullare il pianeta e partecipare a tutta la faccenda in quanto noi Tonne saremmo specialiste in fatto di corretta nutrizione. Dunque se devi parlare di faccende culinarie parli con le femmine. Se parli di meccanica parli con gli uomini. A scambiare i nostri presunti saperi su questa competenza attribuita per sessismo malefico e assai diffuso ci sono niente meno che artiste, scrittrici, imprenditrici, e così via e non ho capito se parteciperanno per raccontare del momento clou della loro vita, ovvero quando hanno allattato il bebè, o se osserveranno semplicemente gli scambi di competenze tra uomini inserendo, ogni tanto, quel tocco “femminile” che a certuni piace tanto. Un tenda a fiori qui, un ricamo là. Voglio dire: se parteciperanno rappresentanti istituzionali e membri di governo… alle donne presenti spetterà far attaccare alla loro tetta perfino il presidente del consiglio o potranno proferire verbo ogni tanto?
In generale, poi, reputo questo ghetto rosa, riservato a uteri allisciati per farci piacere meglio i ruoli di cura, una bella prova di pinkwashing che serve a fare dimenticare le condizioni di sfruttamento descritte a proposito degli operai che hanno lavorato a quella mega opera, la cementificazione di zone enormi della città, la speculazione mafiosa al centro di indagini giudiziarie che hanno portato all’accusa di un bel po’ di gente coinvolta in quegli appalti. Si dimentica che quell’opera non la volevano in tanti, che in città esisteva ed esiste un movimento NoExpo che nel corso del tempo ha descritto per bene come sono andate le cose. Dunque, giacché quelle come me non gradiscono il femminismo a compartimenti stagni ma si occupano anche di quel che succede al mondo in altro senso, ci si chiede: cosa ce ne facciamo di queste “quote rosa” all’interno di quel circo?
Oltretutto, da quel che leggo, è un circo piuttosto variegato che contiene tutto e il contrario di tutto. Si proclama a favore delle donne e spaccia stereotipi sessisti a iosa. Si proclama contro l’omofobia e poi sponsorizza iniziative omofobiche in cui si parla di famigghia etero/patriarcale. Quando si capirà che non si possono utilizzare le cause etiche dedicate a persone come le donne o il movimento glbt per legittimare cose del genere?
Insomma, vedete un po’ voi.
Le immagini che seguono arrivano da Falce e Mirtillo.







Le immagini postate in fondo all’articolo sono molto belle. E’ vero che per l’EXPO si sono fatte innumerevoli schifezze e speculazioni, come per ogni grande evento, tanto per cambiare (da giovane donna, ricordo soprattutto la vergognosa richiesta di giovani che lavorassero come VOLONTARI per lo staff http://www.expo2015.org/it/progetti/programma-volontari)…
Il video di Women for Expo è approssimativo e certo contiene stereotipi. E’ però pur vero che nei Paesi in via di sviluppo siano ancora solo le donne ad occuparsi di tutto ciò che concerne il nutrire la famiglia, e però queste stesse donne hanno ben poco potere economico e decisionale riguardo a tutto il resto. Perciò penso che lo spot (generalizzando a cacchio) volesse riferirsi a questo, proponendo di coinvolgere maggiormente queste donne. Naturalmente per far ciò c’è bisogno della collaborazione di tutta la società, donne e uomini, e non sarà l’Expo che cambierà lo stato delle cose in Africa o nel Sud-Est Asiatico…
Quel video È AGGHIACCIANTE