Annunci

Il fantasma del Natale e le donne…

230326_425198200880679_1362930244_n

Perché lo spiritello non può che essere un bel cadavere fluttuante e trasparente che vaga in giro per la terra a sghignazzare delle disgrazie e a far venire bile e tracotante rabbia a chi minimamente ancora ci crede.

I miei vicini di casa urlano. C’e’ un bambino che non vuole stare composto a tavola e una madre che pare colta da ansia da prestazione e urla come un’ossessa che E’ NATALE e dunque tutti devono stare ai propri posti come in ogni buon combattimento che si rispetti. E’ una guerra!

Così ricordo quelle belle donne siciliane che in perfetta tenuta militare si svegliavano alle cinque del mattino per preparare il PRANZO per tutta la famigghia (“ma no, signora mia… io i sughi me li cucino il giorno prima!” – disse orgogliosa la comare all’altra sopravvissuta della festa comandata).

L’atmosfera è d’obbligo. Albero strappato alle sue radici impallinato di rotondità fluorescenti. Per i più cristiani o i cultori delle statuine napoletane ci sta pure ‘o presepe. La rappresentazione, a parte qualche originale espressione dell’arte, è sempre la stessa: ‘a madonna, ‘u bambinello e san giuseppe. Protagonisti indiscussi sono il bue, l’asinello e i re magi, questi ultimi sempre in numero di tre. Una favola bella che se trasposta al giorno d’oggi avrebbe qualche problema di riuscita. ‘A creatura potrebbe morire all’istante di broncopolmonite perché l’umido di una grotta potrebbe essergli fatale. Con la paglia sotto gli verrebbe di sicuro una bella dermatite da contatto e con l’igiene un po’ a cacchina diciamo che rischierebbe di sicuro di passare a peggior vita.

In quanto alla madre io già me la vedo a partorire per terra, col rischio di una emorragia e di vedersi morire il bambino di infezione per mancanza di acqua calda e forbici disinfettate a tagliare il cordone ombelicale. Ma era femmina e doveva “partorire con dolore” e quindi di sicuro e soprattutto in nome di suo figlio, che non era un figlio qualsiasi ma addirittura il figlio di dio inoculato via epidermide, si sarà cercata la grotta più scomoda e soprattutto le condizioni più esasperate. Così c’era la prova: se il fortunello sopravviveva a tanta schifezza allora doveva veramente essere figlio di una entità superiore.

Ma di gesu’, vero o falso che sia il racconto tramandato nei secoli, vi possono dire meglio tanti atei e agnostici – cui sono riconoscente – che ne hanno tracciato l’esistenza storica e la giusta collocazione familiare. Mi limito a dire che una donna che all’epoca aveva la brutta idea di farsi mettere incinta da qualcuno, di sicuro doveva inventare (lei o la sua famiglia per proteggere l’onore) una storia favolosa e ancora più sicuro che doveva sposarsi con un giuseppe qualunque, più vecchio, di origini modeste e diverse rispetto alla famiglia di maria, per nascondere il terribile misfatto. Certo se oggi qualcuna vi venisse a dire che è stata “resa gravida” da un tizio di nome arcangelo Gabriele io sono sicura che le consigliereste un ottimo psicologo. Quello che invece, in maniera semiseria, vorrei sottolineare è che in nome di questo neonato cresciuto all’insegna del delirio di onnipotenza migliaia di donne il 25 dicembre devono fare di tutto perché in casa propria sia un natale perfetto.

Le donne, incoronate a tradimento sovrane del focolare, si svegliano all’alba. Cucinano pietanze che secondo me hanno il recondito scopo di uccidere chi le mangia perché la sensazione fisica che si prova dopo essersi alzati da tavola è proprio quella dello sfinimento. Trecento portate di calorie infinite e alla fine di tutto è una strage. Chi dorme, chi si sbraca, chi sbottona i pantaloni per far straripare la pancia strapiena, chi sonnecchia, chi rutta, chi si pulisce il naso e nel frattempo rimane seduto sul cesso ad aspettare che il pranzo natalizio si trasformi in feci.

Restano attive solo le donne che continuano nelle loro attività casalinghe come se la mattina presto si fossero fatte di cocaina allo stato puro. Sparecchiano, puliscono, lavano, detergono, sistemano e fanno pure i caffè per tutti gli invitati. Gli uomini nel frattempo chiacchierano, tutt’al più pensano a spegnere il fuoco della brace (è l’unico compito maschile che mollano con difficoltà perché il fuoco deve essere dominato da un uomo forte, dicono), a imbastire conversazioni di interesse generale, ad accendersi la sigaretta o il puzzolente sigaro, a leggere il giornale, a continuare a bere. La cosa che più amo di questi uomini durante la fase post pranzo relax è quell’attenzione particolare che mostrano per i figli. Generalmente li mandano letteralmente a quel paese e mentre loro parlano di sport e calendari pornosoft producono quei teneri richiami delle caverne: “Rosariaaaaaa, viriti a tto’ figghio!” (Rosaria guarda di badare a tuo figlio).

Rosaria naturalmente nel frattempo sta lustrando la cucina e sta pensando di organizzare anche una merenda per il good afternoon della tenera famigliola. Però si deve “guardare” il picciriddo che altrimenti gesù neonato si incazza e le sputa per aver rovinato il fottuto “spirito” del natale. A Rosaria è destinato l’angolo cucina dove si rifugiano tutte le donne della famigghia mentre si scambiano opinioni sul colore dei capelli e sull’abito della figlia della vicina di casa. Quelle che non vogliono partecipare a questo tipo di conversazione e che non possono neppure mischiarsi al gruppo maschile di dialogo “socratico” – pena l’espulsione a vita dalle cucine e il giudizio infelice di tutti gli uomini – decidono allora di “giocare con i bambini”.

E’ la salvezza laica di queste feste dalle quali si esce abbrutite e con un senso della vita assai più ampio che contempla anche la possibilità di vari episodi di sterminio familiare. Far giocare i bambini è una sorta di purgatorio dei pranzi natalizi. Stai in un limbo. Una pre-pena per aver snobbato gli argomenti delle altre donne e non riuscire a trovare agio neppure nelle conversazioni con gli uomini.

Poi c’e’ la classica giocata a carte. Si tirano fuori spiccioli e soldi pesanti. La suddivisione di genere si vede dalla quantità di denaro che c’e’ sul banco. Gli uomini giocano a poker e le donne fanno divertire i bambini con giochini da dieci centesimi al colpo. Due palle! Cuoche, strofinacci da cucina, spugne per profumare i cessi, baby sitter a tempo pieno e infine anche animatrici dell’infanzia. L’ingrato compito tocca anche alle donne non “sposate”, le fidanzate di figli, nipoti, cugini che hanno la malaugurata idea di partecipare alla riunione familiare per essere introdotte nel gruppo.

Mettiamo che la fidanzata si chiama Francesca. Ecco, Francesca viene tenuta a battesimo nella bella famiglia e si ritrova a fare cose che non ha forse mai fatto prima. Spesso succede che le francesche non colgano questi segnali come avvertimenti per stare lontani da famiglie, per così dire, troppo fedeli alle “tradizioni”. Piuttosto sembrano trovare finalmente un ruolo: eseguono gli ordini dell’anziana del branco pseudo poligamico e si lasciano persino mortificare quando qualcuna fa notare loro che per pulire il piatto con i resti del pesce bisogna che tocchino proprio quel piatto e che si impregnino le mani curate da “signorina” proprio con quei resti di pesce.

Sono questi i momenti in cui comincia il training casalingo. Proprio quando meno te lo aspetti qualcuna ti dirà che ti vede proprio bene accanto a suo figlio, suo cugino, suo fratello e tu, lusingata da una si’ tale preferenza, ti metti a strofinare di gomito per dar prova della tua destrezza e per meritarti l’accesso in quella bella famigghia. Grandissimo errore!

A natale le donne devono fare la respirazione bocca a bocca a questo “spirito” fantasmatico perché la famigghia ha bisogno di sentire “calore” e “armonia”. Così si inventano anche i pacchetti regalo. Mia madre, che pettegola non è stata mai e che le feste dai parenti le ha sempre trascorse a “giocare con i bambini”, ci regalava sempre pigiami e vestaglie. Da quando trascorro meno natali con lei infatti il mio corredo notte si è molto ridotto.

Nel presente, mentre io vivo un natale all’insegna dello spaparanzamento, c’e’ una amica “fuori sede” che al telefono con sua madre non riesce neppure a dirle che non farà un “pranzo” di natale. Mente spudoratamente e si sente persino in colpa per non aver ottemperato a questo compito di importanza universale. Lei è una di quelle che hanno la sindrome da messaggino o da telefonata natalizia, se non li fa rischia di farsi venire una crisi mistica. Così dopo aver esaurito tutti i suoi numeri in rubrica ha cominciato a chiedere a me se per caso non volessi chiamare tizio, caio e sempronio. Non le è bastato avere consumato una sim card per fare gli auguri a tutto il mondo. Ora vuole anche “inquietare” i miei amici e parenti. Badate che se chi vi è vicino raggiunge questo livello vuol dire che è grave. Lei non sta affatto bene. Bisogna abbatterla!

Le donne durante le feste, come tutt*, meriterebbero di riposare. Perché non è vero che questa festa piace proprio a tutte. Spesso le feste comandate sono attese come si attendono le trombe d’aria. E pensare che ancora c’e’ il cenone di capodanno. E chi cucina e sgobba l’ultimo dell’anno, si sa, cucina e sgobba proprio per tutto l’anno…

[pubblicato su Femminismo a Sud]

Leggi anche:

Buone feste a chi sta ai margini

Auguri donne in lotta, la speranza non la porta Babbo Natale

Annunci

Comments

  1. L’ha ribloggato su carlos276e ha commentato:
    EH si non poteva che essere maschio, segnale del mondo patriarcale e distructivo e violento!!

  2. Io credo in Mamma Natale 🙂

  3. Sono anni che diserto il pranzo di natale… Mentre i miei familiari si disperdono per onorare le tavole dei vari parenti io me ne resto a casa, con un panino al prosciutto e mi faccio indigestione di telefilm. Mi sento anche come una bambina che è sfuggita ad un dovere per arrampicarsi sull’albero a rubare le mele. Sorniona e soddisfatta.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: