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#MinCulPop dei giorni nostri: Belen censurata a Milano!

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Ci sono riuscit*.  Hanno fatto censurare l’immagine di Belen per farci mettere una signora vestita, per quanto oggetto di esposizione della vendita di un orologio. Grande progresso, vero? Moralist*, né più e né meno di questo, hanno preferito legittimare le istanze di chi vorrebbe le donne in burqa pur di vedere compensato il proprio prurito morale. Sarebbe stato ironico mettere una pubblicità con una donna velata, e a quel punto avrebbero detto che era troppo vestita, perché il punto, diciamocelo, non è che una donna, di mestiere, faccia da testimonial a un qualunque oggetto da vendere. Il punto è che quella donna deve essere vestita come vogliono alcun*.

Non conta il fatto che Belen Rodriguez dica che non ha affatto bisogno di essere salvata. Non conta che vi siano urgenze differenti per le quali talune femministe non sollevano il proprio sopracciglio indignato. Come gli sgomberi, le manganellate che alcune donne beccano per tentare di mantenersi sulla testa un tetto. Non conta il fatto che si dica, in modo chiaro, che le urgenze delle donne non corrispondono con questa ossessione borghese di “tutela” del corpo nudo delle donne, perché ci sono donne che scelgono di spogliarsi, lo fanno per guadagnare e nessun@ può sindacare sulle loro scelte e attaccare una lettera scarlatta sul loro petto.

Rifaccio una sintesi: l’immagine di Belen viene contestata dai condomini perché sarebbe d’ostacolo ad una corretta viabilità. Le femministe moraliste invece dicono che quell’immagine istigherebbe gli uomini alla violenza. Sostanzialmente Belen in lingerie diventa un problema di ordine pubblico e a questo punto mi sorprende come non sia stata arrestata per chissà quale ridicolo reato.

Alla prima tesi lei stessa risponde dicendo che è una sciocchezza. Alla seconda rispondo io dicendo che quelle che giudicano pericolosa un’immagine di donna in lingerie perché istigherebbe alla violenza sulle donne sono perfettamente concordi con l’opinione di maschilisti trogloditi che pensano che l’uomo ha un istinto sessuale diverso da quello delle donne e quelle che si svestono per strada li indurrebbero a commettere uno stupro.

Avrei una domanda da fare a quelle “femministe”: ora che avete fatto censurare il corpo di Belen, siete più tranquille? Avete ottenuto esattamente cosa? Davvero, ditemi, perché non lo capisco. E’ questo l’antisessismo che andate diffondendo? Vi spiego, questo non si chiama antisessismo: si chiama in un altro modo. Decidete voi che nome dargli.

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[Berlino, la polizia che misurava la lunghezza delle gonne, nel ventennio fascista]

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1 pensiero su “#MinCulPop dei giorni nostri: Belen censurata a Milano!”

  1. Che figo quel ditino alzato stile Leonardo! Orologio caruccio: oro rosa e diamanti, circa trentamila euro. Perfetto per la Milano di oggi. Il dito è l’indice. Ma in un certo senso l’automobilista proletario potrebbe comunque indignarsi a tal punto da non vederci più…

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