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La criminalizzazione della fica (dallo snoqqismo ai giorni nostri)

L’Origine-du-Monde_2

Come fu che dall’antiberlusconismo a tutti i costi si passò al pensiero unico secondo cui se sei bella e occupi una tal posizione allora l’hai data per forza e comunque sei un’oca. Invece la donna brutta è intelligentissima e di sinistra. Questi pensieri sparsi sono talmente radicati nell’immaginario comune del centro sinistra al punto che una Bindi, un tempo vittima di battute sessiste, si lascia andare a insinuazioni altrettanto sessiste contro ministre del suo stesso partito. Il cortocircuito comunque riguarda tutto e tutti. C’era una Paola Bacchiddu che sulla sua bacheca facebook si mostrò in bikini nel pieno della campagna elettorale. La reazione fu a dir poco spropositata. Messa alla gogna, additata come rovina/elezioni o come collaborazionista del patriarcato e del capitale, fu trattata come mai ci si sarebbe aspettat* a sinistra.

Quel che resta visibile è che un tot di donne di sinistra, femministe riconosciute, sono allergiche alla fica. Hanno acquisito quella maniera inquisitoria di fare antisessismo che fu propria di una parte delle Snoq. Procedono con l’indice puntato contro quelle che non restano fedeli agli ordini del branco e dicono in giro che perseguitare le donne spogliate sarebbe la migliore soluzione per salvarle.

Con quelle stesse donne è difficilissimo parlare di pornografia. Loro intendono la sessualità femminile come la intendeva Petrarca, credo, e dimenticano quel che era lo scopo principale del femminismo: liberare tutte, a prescindere da quello che vuoi fare, anche se la tua scelta non mi corrisponde. Alcune loro affermazioni sono sinceramente paradossali. Dire che l’immagine di Belen seminuda provocherebbe nel maschio la violenza è un delirio autoritario teso alla richiesta di censure e provvedimenti repressivi. Quei provvedimenti vari ed eventuali non danneggiano gli uomini ma le donne stesse. Sostanzialmente c’è chi sta facendo un gran favore ai patriarchi (buoni) che mostrano il volto paternalista per poterci spiegare come si dovrebbe fare femminismo oggi. Seguono passo passo le indicazioni dei maschilisti che ordinano alle donne di rivestirsi, per un problema di morale e perché sentono stimolati  i loro coglioni, e che subito sarebbero pronti a giustificare una azione di stupro.

La fica criminalizzata, sbandierando la difesa da offese alla “dignità femminile” (di cosa sia fatta ‘sta dignità femminile poi non si sa), è quella che non solo deve giustificarsi per la propria nudità dai maschilisti che le imputano qualunque disastro, ma anche dalle femministe moraliste che se non sei d’accordo con loro sono pronte ad attaccarti una lettera scarlatta sul petto.

Queste donne d’altri tempi dimenticano che si vivono altre forme di sessualità, ché quella donna spogliata piace ad altre donne o che quell’uomo nudo può arrapare chiunque. ‘Ste donne, a mio modesto avviso, continuano a barcamenarsi tra un passatempo borghese e l’anestetizzazione delle ragazze assoldate per cercare, in ronda, immagini per le quali indignarsi. Di cosa ci si indigna poi? Sono davvero consapevoli, le donne che si indignano, di quel che è sessismo e cosa non lo è? Sanno loro di quali stereotipi stiamo parlando? No. Ho letto su varie pagine che si occupano di pubblicità sessiste che moltissime donne, la maggior parte, giudicano lesiva della dignità femminile ogni immagine in cui la donna mostra di se’ la parte sensuale ed erotica. Quando si tocca, se ha un volto eccitato, se è sensuale, se è seduttiva. Quindi il problema è il sesso e parliamo di sessuofobia spinta, giacché non esiste alcuna contestazione, o quasi mai, che riguarda la pubblicità in cui una donna viene messa lì a spazzare e lavare i piatti.

Quello che ci ha lasciato l’antiberlusconismo è un moralismo che ci si rivolta contro e che ci impedisce di vedere rappresentata quella che comunque è una parte di noi. Impossibile trovare un punto d’accordo con donne che quando poni una critica alla loro pratica censoria tirano fuori cadaveri di donne per dimostrarti che siamo in piena emergenza e ci sarebbe un cazzo di nesso tra l’immagine di Belen in mutande e la morta ammazzata per via di un marito stronzo. Sarebbe davvero da farci una statistica: quanti, tra gli uomini che hanno ucciso le donne, hanno guardato una immagine di Belen? Ché non vi dovrà sembrare strano di leggere, tra i tanti deliri diffusi dalle femministe 2.0, che alla fine bisognerebbe incolpare Belen per istigazione alla violenza. Di queste esagerazioni, purtroppo, è fatto il femminismo moralista che io mi rifiuto, comunque, di chiamare femminismo.

Il dato è che sono tante fiche schierate che tendono a puntare quella non allineata. Se non sei in riga ti puniscono. Non vale più il detto: la fica è mia e la gestisco io. La fica, secondo queste eccelse menti, è parte di un corpo sociale, per cui hai dei doveri. Devi qualcosa alle altre, non puoi concederti la nudità quando ti pare perché il tuo culo nudo, secondo alcune, potrebbe essere causa dello stupro ad un’altra che sta in un altro angolo del pianeta. E’ un po’ tipo la teoria new age secondo cui se le ali di una farfalla battono di qua del pianeta di là succede qualcosa di coincidente in contemporanea. Quando il femminismo si doterà anche di medium per far parlare le donne uccise di modo che saranno quelle a legittimare queste assurde teorie allora potremo dire che il femminismo è veramente andato.

Io sento la fica criminalizzata perché devo dar conto a ‘ste tizie di quel che faccio con il mio corpo. Devo dar conto della decisione di farmi fotografare seminuda, di girare un video porno, di fare la sex worker, di gestirmi come cazzo mi pare, avendo piena libertà di decidere per conto mio. Questa storia della fica criminalizzata, parola mia, è un fatto politico certo, perché ci penalizza, dato che se continuiamo così se domani vai al lavoro con la minigonna la collega avrà la giustificazione per dirti che sei una zoccola che vuole attirare l’attenzione e che il capo ti dà incarichi per questo. Significa che “Bocca di Rosa” di De Andrè diventa una pratica politica che viene spacciata come fosse di sinistra. Significa che potremo dire alle altre che sono troie solo perché ci stanno sulle ovaie o perché ci hanno superato in qualcosa (l’eufemismo in femministese è: “non è un modello femminile che vorrei far seguire alle mie figlie”). Finirà che sdoganeremo l’invidia come fosse un presupposto fondamentale per essere femministe e diremo che le belle hanno il dovere di imbruttirsi perché altrimenti le brutte non hanno posto in società.

Questi ed altri pensieri mi vengono grazie agli spunti di Dario e delle altr*. 🙂

Pensate antisessista, ma che sia antisessismo per davvero.

La Fontaine - Tales and Novels in verse - v2
La Fontaine – Tales and Novels in verse – v2

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7 pensieri su “La criminalizzazione della fica (dallo snoqqismo ai giorni nostri)”

  1. A me vengono in mente le polemiche e gli strali lanciati da certi “espertoni” quando ero ragazzino sul fatto che certi cartoni animati giapponesi avrebbero condizionato le nostre giovani menti rendendoci tutti violenti! Poi ci misero anche il porno,era il periodo delle emittenti private locali e dei film trasmessi in ore tardissime.Beh,io come tutti i ragazzi di allora, ho guardato tonnellate di goldrake e di porno eppure non sono mai stato un violento.Di tutti i ragazzi di allora non conosco nessuno che sia diventato violento, nessuno è diventato un assassino. Qualcuno è ancora single, qualcuno sposato con figli e qualcuno separato o divorziato; perché ci sta semplicemente che dei rapporti finiscano ma, se ogni tanto succede che, uno dei due, alza le mani o commentte delitti, la causa è solo da ricercarsi nella combinazione di follia momentanea, rabbia, perdita di lucidità e non certo di Belen, della pornografia o della società. Che poi spesso molti siano troppo ignoranti per vivere in un mondo moderno è un altro discorso è su quello c’è sicuramente da lavorare ma non certo costruendo barriere per far credere di eliminarne altre! Come dici tu io credo che qui ci sia soprattutto una crescente sessuofobia, si accetta di tutto ma il sesso proprio no!

  2. “Ho letto su varie pagine che si occupano di pubblicità sessiste che moltissime donne, la maggior parte, giudicano lesiva della dignità femminile ogni immagine in cui la donna mostra di se’ la parte sensuale ed erotica. Quando si tocca, se ha un volto eccitato, se è sensuale, se è seduttiva. Quindi il problema è il sesso e parliamo di sessuofobia spinta, giacché non esiste alcuna contestazione, o quasi mai, che riguarda la pubblicità in cui una donna viene messa lì a spazzare e lavare i piatti.”

    Non so che pagine hai letto, ma in genere si parla di denigrazione della donna, di uso strumentale della donna “sensuale” ai fini commerciali. Inoltre dire che non esistono contestazioni sulla donna che lava/stira è una scemenza, sarai capitata sulla pagina sbagliata 🙂

  3. Pienamente d’accordo. Aggiungo pure che il maschilismo peggiore lo riscontro in alcune donne (insoddisfatte?) che si accaniscono con donne intelligenti che hanno la pecca di essere pure belle.

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