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Cara amica, ti regalo un orgasmo

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La masturbazione? Gliel’ho insegnata io. Non riusciva a farlo e non chiedeva aiuto. C’è questo brutto vizio delle donne che non riescono a parlare dei propri disagi sessuali. Ti chiedono come cucini quella tal ricetta, dove hai comprato la camicia, come riesci a fare venir lucido il pavimento, dove vai a bere la sera, quale libro compri, che film hai visto, ma non ti chiedono mai “come fai a procurarti piacere?”. Si vede lontano un miglio che è in grande difficoltà. Provo a parlarne. Mi dice “c’entra l’età” e io rispondo che sono cazzate.

La figa non smette di funzionare quando superi i 50. Ce l’hai ancora lì, umida, carnosa, accogliente e dovresti aver imparato qual è la strada per far rimbalzare le dita sulla clitoride. Puoi accarezzare quel che c’è attorno, nel frattempo tiri via un copri seno per spararti il capezzolo in bocca e se riesci a leccarti e a toccarti allo stesso tempo, chiudi gli occhi, e l’eccitazione è tanta. Puoi aiutarti con un porno. E lei mi dice no, perché non le piace. Gliene propongo un paio.

C’è una tizia sbracata sul divano e la raggiunge un’altra donna che la prende con passione, la gira, la rigira, la tiene in sospeso, la sua ansia e l’attesa di godimento diventano la tua ansia e la tua attesa e l’eccitazione sale. Oppure c’è quello del tipo, un gran bel tipo, che fa un cunnilingus meraviglioso. Puoi imparare moltissimo dai porno, sai? E nel frattempo ti tocchi. Non c’è nulla di cui vergognarsi. Possiamo guardarlo insieme. Mi dice: no, non voglio. Mi vergogno. Confessa di aver guardicchiato qualcosa ma non aveva goduto. I sensi di colpa erano tanti e tali e poi c’era la sua cultura religiosa, e tutte le storie del rispetto delle donne.

Le mostro una scena online e dico: scusa, la vedi soffrire? E lei risponde che no, in effetti, quella gode, e non è come le principianti che fingono, si leccano le labbra e sfiatano peggio di una ruota che si sgonfia e fanno gridolini artificiali, senza abbandonarsi mai. I video che scelgo io sono coinvolgenti perché l’attrice si lascia coinvolgere, perciò stabiliamo che quel che eccita l’attrice si trasforma per la mia amica in altrettanta eccitazione. Più la protagonista del video è eccitata e più le sale il piacere. Intenso. Bagnato. Caldo. Ed è a quel punto che mi dice, per scherzare, che avrebbe voglia di una lingua disponibile. Io, seria, rispondo: non ho alcun problema. Sei la mia amica. E’ la mia amica.

Vorrei che lei sapesse com’è il piacere di cui le avevo parlato io, quello che non si era mai concesso, quello che suo marito, in tanti anni, non le aveva dato. Vorrei che lei godesse di un godimento vero, quello per il quale non devi pagare nulla, non devi scontare alcuna pena, nessuna promessa di possesso, nessun catena. Io ti lecco, tu godi e poi siamo amiche come prima. Cosa c’è, in fondo, di più amichevole che insegnarti a recuperare piacere? Almeno sai quello che devi chiedere e sai che non è tua la colpa per i tuoi orgasmi mancati. Mi dice che non ce la fa. Si vergogna troppo. La tocco in viso, le sfioro le spalle, le dico di chiudere gli occhi perché quel che succederà potrebbe venire da chiunque. Fidati, le ordino. Fidati davvero. Con me sei al sicuro. E non sprofonderai all’inferno per questo. Che diamine. Quanti tabù di merda ti hanno trasmesso i tuoi genitori.

Un po’ si lascia andare. Chiudo le immagini del computer. Le chiedo di concentrarsi su se stessa, sulle sue sensazioni. Voglio che mi dica quello che sente. Le accarezzo le mani, piano, gliele bacio. Sfioro le braccia, gli incavi, di là dei gomiti, la linea del collo, i seni. La spoglio, le chiedo di mostrarsi e di non aver paura. Per me è bellissima. Quel corpo lo conosco come le mie tasche. Per le tante volte in cui abbiamo dormito assieme. Quante volte abbiamo sonnecchiato in spiaggia, perfino nude. Con me non dovrà stare in penombra. Non mi preoccupano le rughe, le smagliature, le cicatrici. La trovo incantevole e non credo di essere semplicemente lesbica. Credo di concedermi a lei come non mi concederei a nessun altr@.

La bacio sui fianchi. Ti ha mai baciato nessuno in quell’angolo di pelle? Su, dimmi. E’ no, e io già lo sapevo. Nessuno mai l’aveva baciata lì. Mi piace, fa, e io proseguo. Quando mi concentro sulla pelle che regola i suoi orgasmi lei apre di colpo gli occhi, vuole rendersi conto, vuole sapere chi le sta procurando tanto piacere. Mi guarda teneramente, mi sfiora la guancia con la mano. Poi si offre, inarca la schiena e chiede la mia bocca, e io mordo, succhio, gusto quella parte inconsapevole, mentre lei preme e io rido quando la sua mano poggia sulla mia testa. Più giù, chiede, ancora più giù.

Ride anche lei, e perde ogni frammento di imbarazzo, getta via il lembo di un tessuto con il quale tentava di proteggersi alla mia vista. Espone il suo addome morbido, il suo seno vissuto, le sue cosce ancora toniche e quei glutei. Glieli prendo tra le mani, li spremo mentre indugio con la bocca, e lei si perde, non capisce più niente, rimbalza, ruota, mi trascina con se’ e respira sempre più forte, geme, prova a contenere l’urlo e poi non più. La sua voce riempie la stanza, il palazzo, il quartiere intero, e lei gocciola, pulsa, con le cosce a muscoli contratti e poi rilasciati, con quella bocca che preme sulla mia e infine viene, con le mie dita a misurare il piacere e le mie labbra a leccare il suo godimento.

Mi prende il viso, mi bacia, ed è riconoscente. Non avevo mai provato una cosa così. Lo so, le dico. E’ questo che devi cercare, se è questo che ti piace. Non accontentarti di qualcosa di meno perché tu sei meravigliosa e non meriti meno di questo. Mi abbraccia forte, poi torna a proteggere il suo corpo col tessuto. La magia è finita. Ho fame, annuncia, e oscilla un po’ per recuperare l’equilibrio e un andamento certo. Raggiunge la cucina, mette sul fuoco qualcosa. Poi ci ripensa, è rivestita dalla testa ai piedi, torna da me. Mi guarda, ridiamo e mi regala un “grazie”. Prego, cara, non c’è di che. Non c’è di che. Davvero.

Ps: questa è una storia vera. Grazie a chi me l’ha raccontata. Ogni riferimento a cose, fatti e persone, è puramente casuale.

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5 pensieri riguardo “Cara amica, ti regalo un orgasmo”

  1. posso chiederti un paio di cose senza nessun intento polemico ma proprio perchè da maschio non ci arrivo? dirai, che mi frega a me? ma, non so perchè, mi ci arrovello spesso e sono 2 aspetti della sessualità femminile che non riesco veramente a capire pienamente e che in questo tuo post sono perfettamente rappresentati.
    1 – ma veramente la vostra sessualità è così fluida da far rientrare in una sorta di “normalità” anche fare un cunnilingus ad un’amica? voglio dire, “leccare il suo godimento” mi sembra una cosa molto forte e che riguarda ambiti profondamente diversi dalla semplice amicizia e dalla difficoltà ad avere un orgasmo; tra i tag non era più adatta la parola “omosessualità” rispetto ad “amiche” e “corpi”?
    2 – a proposito di orgasmi femminili mi ha sempre un po’ turbato l’approccio (perdona il termine) meccanicista alla cosa che ogni tanto emerge. capisco che in caso di anorgasmia avere un orgasmo possa essere importante ma questa idea di ottenere un orgasmo a prescindere da tutto non riesco a capirlo. ovviamente è un mio limite che si basa sulla mia esperienza e sui miei meccanismi. io non riesco a non dare molta più importanza al fatto se mi piace la persona con cui ho un orgasmo, se mi piace la situazione ecc. poi l’orgasmo può essere più o meno bello ma è tutto sommato secondario all’interazione con l’altro. la ricerca dell’orgasmo come esperienza a se stante attraverso qualsiasi mezzo, che sia il corpo del tuo compagno, di una tua amica, di un attrezzo a pile o di una vibrazione sul tram mi sembra troppo autocentrato e molto triste (ti giuro che non è un rigurgito cattolico. o, se lo è, è del tutto inconscio).
    se hai voglia, tempo e non ti sembrano troppo stupidi mi piacerebbe molto una tua opinione su questi aspetti che per me (e credo molti altri maschi) rimangono misteriosi.

    1. a me l’approccio pare tutto meno che meccanicista. la questione della sessualità, si, può essere vissuta con fluidità e devi sapere che l’amicizia, a volte, è espressa in maniera assai carnale. ci si odora e ci si gusta, perchè come in ogni altra relazione, se la persona che scegli come amica non ti è affine chimicamente, la respingerai. dunque esiste una sorta di attrazione sessuale latente. ma in questo caso penso che si sia trattato di un atto di generosità e c’entra poco con il lesbismo. Si può fare quello che ha fatto questa donna, per amicizia, e non essere esattamente lesbiche, voler incastrare la sessualità di un individu@ dentro una parentesi stretta e scomoda può andare bene per chi ti riconosce solo attraverso le etichette ma non va bene per definire la complessità. 🙂

    2. Che l’orgasmo non sia tutto penso che siamo d’accordo, ma a mio modesto parere più persone riescono a provarlo (fondamentalmente per rendersene conto) meglio è, non credi?

    3. Provo (probabilmente sarà un tentativo vano, ma vabbé) a risponderti anche io, visto che mi sembra che le tue domande non siano rivolte unicamente all’autrice del post, ma che siano generiche.
      1) Se ti riferisci più al fatto che ben pochi uomini etero sarebbero disposti a succhiarlo ad un altro uomo in amicizia, allora credo che il problema sia più che altro culturale. Io sono eterosessuale eppure leccare una donna non mi fa più impressione che leccare un uomo. Se non ti amo, mi fa impressione a prescindere. Mi considero etero perché fino ad ora sono stata innamorata solo di uomini, ma chissà…
      In ogni caso forse la sessualità femminile é davvero più fluida di quella maschile, ma probabilmente solo perché le donne hanno meno “blocchi mentali”. Considera che la maggior parte degli uomini ha problemi anche ad abbracciarsi tra loro.
      Non é questione di sessualità fluida o meno, il problema é che voi uomini siete stati condizionati a provare repulsione per qualunque altro corpo maschile che non sia il vostro, cosa a cui invece noi donne non veniamo educate.
      Credo che l’atteggiamento femminile, un po’ piu aperto e meno limitante, sia semplicemente più sano e naturale.
      2) L’orgasmo é il punto di arrivo, l’esplosione finale che ti travolge il corpo e i sensi.
      Voi uomini, a atto compiuto, venite. Orgasmo o non orgasmo, ad un certo punto vostro corpo arriva al culmine e poi si rilassa.
      Noi questa cosa non l’abbiamo.
      Il nostro culmine é l’orgasmo. Senza l’orgasmo noi non raggiungiamo il culmine, semplicemente.
      Ciò non significa che un rapporto sessuale non possa essere comunque piacevole o godibile, ma non dovrebbe essere la regola. La regola dovrebbe essere che così come un uomo raggiunge il culmine e poi si rilassa, la stessa cosa debba essere concessa anche alla donna.
      Per una donna fare sesso e non avere l’orgasmo é esattamente come per un uomo fare sesso e poi non venire, che significa fermarsi a metà atto con ancora tutto in piedi e far ammosciare tutto con il tempo perché tanto l’altra persona é venuta e va bene così.
      Prova a farlo un paio di volte, così, per esperienza. Poi capirai quanto é importante l’orgasmo 🙂

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