Antiautoritarismo, Antisessismo, Autodeterminazione, Critica femminista, R-Esistenze, Violenza

Shia LaBeouf: “sono stato stuprato da una donna”. Molte lo insultano!

Shia LaBeouf rilascia un’intervista per raccontare come, durante una performance artistica, sia stato stuprato da una donna. Lui è un attore, artista, performer, che forse avete visto nell’ultimo film di Lars Von Trier “Nynphomaniac”. La notizia è stata trattata con il solito disprezzo e la solita superficialità dedicata ad ogni notizia che parla di violenza su un uomo. Non c’è stata la marea di voci indignate che ci fu quando si parlò della denuncia pubblica che citava Brando e Bertolucci. Anzi LaBeouf è stato oggetto di scherno, sfottò, risate, dileggio, su twitter e su facebook. Ecco perciò come hanno reagito anche qui in Italia, regno della lotta contro la violenza sulle donne, dove se racconti l’antiviolenza in modi diversi ti augurano come minimo uno stupro o ti chiamano troia del patriarcato. Dove lo slut shaming e gli insulti volano nei confronti di chi pone anche un solo dubbio o tenta di parlare di violenza di genere  ma anche di altri tipi di violenza.

10846420_723205124436379_4051705588695185111_n

[clicca sull’immagine per ingrandirla]

I  commenti possono essere sintetizzati così: un uomo non può lamentarsi per aver subito uno stupro perché sicuramente ci stava, lo voleva e se non lo voleva era un cretino, perché ogni lasciata è persa, se non provi piacere quando una donna ci prova sei un frocio e cose del genere. Nei commenti che potete leggere sopra vedete come molte donne veicolano una cultura che non lascia agli uomini alcuna libertà di scelta. Possono essere carnefici, machi, tutori, giammai persone dalla sessualità autodeterminata che possono dire di no.

Pensate poi alla vicenda a parti invertite, a cosa sarebbe successo se a fare la performance fosse stata una donna, immobile, senza poter reagire, e un uomo l’avesse stuprata. Sarebbe successo il finimondo. Invece per quest’uomo la faccenda assume un altro aspetto. Si becca perfino degli insulti perché non gli è piaciuto. Ci sono quelle che pensano sia perfino giusto giacché esistono uomini che stuprano le donne, come se si fosse trattato di una vendetta di genere, in nome di tutte le donne abusate. Qualcuna dice che ci voleva, era ora, menomale che le donne si sono “svegliate”. Vorrei sapere di che genere di sveglia stanno parlando.

Come è possibile che le donne, considerate “soggetti deboli”, compiaciute del fatto di essere trattate sempre e solo da vittime, tutelate perfino dalle parole che vengono loro rivolte sul web, quando sono offensive e sessiste, siano così insensibili quando a parlare di violenza subita è un uomo? Perciò rivolgo la domanda che avevo già rivolto in un altro post: perché alcune donne mostrano chiaramente di applicare sugli esseri umani un’empatia selettiva? Perché tante donne sono così vittimiste da non vedere la sofferenza dell’altro? Perché in qualunque uomo, perfino quello che è vittima di un abuso, dovete vedere un nemico?

Mi sono chiesta perché mai donne che hanno tanti problemi non riescano a capire un uomo visibilmente in difficoltà. Perché il dolore non riesce ad empatizzare con altro dolore? Perché una persona in difficoltà non vede la difficoltà che vive l’altr@? Provate a spiegarmelo, per favore, perché questo è un momento in cui dubito fortemente che le persone abbiano voglia di restare umane. Mi sembra, piuttosto, che queste siano le origini della banalità del male. Di questo siamo fatt* noi? Ditemi. E’ così?”

Ps: per chi sostiene che un uomo non possa essere stuprato contro la sua volontà. E’ lo stesso per i ragazzi vittime di pedofili che vivono la questione con gran senso di colpa e non capiscono come e perché abbiano eiaculato anche se non volevano. Avete mai sentito parlare di erezioni involontarie? E rispetto alla vulnerabilità sessuale, socialmente non percepita, del corpo degli uomini, chi dice che stupro equivale a penetrazione? E chi dice che si possa, comunque, penetrare solo con il pene?

28 pensieri riguardo “Shia LaBeouf: “sono stato stuprato da una donna”. Molte lo insultano!”

  1. Temo di non aver capito bene: da quanto leggo, poteva tranquillamente difendersi o chiedere aiuto o almeno dir qualcosa, ma non l’ha fatto. E’ giusto?

    1. la performance prevedeva che lui fosse muto e immobile. se reagiva avrebbe interrotto l’azione artistica. lei ha approfittato di un momento in cui lui non poteva reagire, sapeva che lui non poteva dire niente, immagino.

      1. Premesso che per il comportamento tenuto da LaBeouf nell’ultimo anno, credo ci siano ampie possibilità che si tratti solo ed unicamente dell’ennesima trovata pubblicitaria, in tutta onestà non riesco ad accettare il fatto che per un’installazione artistica, fosse anche la più grande genialata della storia, una persona che si rende conto di star subendo un rapporto sessuale non voluto non debba in alcun modo reagire al solo fine di non interrompere la performance. Se non reagisce, trovo debba dedursene che il soggetto in questione preferiva avere il rapporto sessuale che interrompere la performance, sostanzialmente prestando il proprio consenso al rapporto stesso. Una performance artistica non è un coltello alla gola, non è una pistola puntata contro qualcuno caro alla vittima, non è la minaccia di mostrare foto imbarazzanti a colleghi ed amici, non è la promessa di annullare un debito ingente. Né LaBeouf né tantomeno la sua insulsa installazione artistica avrebbero subito alcun detrimento fisico, morale o materiale dall’interruzione provocata per contrastare un’aggressione sessuale.
        Sì, lo stupro maschile esiste. No, LaBeouf non lo meritava. No, questo non vendica proprio nessuno. Se quanto riportato da LaBeouf corrisponde effettivamente a fatti realmente accaduti, mi dispiace lui ne sia rimasto turbato. Ma il punto dell’installazione artistica era che LaBeouf stava in una stanza con un sacchetto in testa e le persone potevano entrare e dirgli e fargli tutto ciò che volevano. Tutto. Non tutto tranne frustarlo. Non tutto tranne spogliarlo. Non tutto tranne toccarlo. Non tutto tranne atti di natura sessuale. Tutto. Senza esclusioni. E quando la donna l’ha spogliato ed ha avuto un rapporto con lui, lui non ha reagito.
        LaBeouf è la ragazza ubriaca che, invitata, torna a casa col tizio conosciuto in discoteca, lo bacia, lo accarezza, ci sta, magari nella propria testa pensa che andarci a letto non sia proprio una buona idea, ma continua, si fa spogliare e fa sesso col ragazzo in questione. La mattina dopo, rendendosi conto di essere andata a letto col compagno di classe sfigato, decide di averlo fatto contro la propria volontà e di essere, quindi, stata stuprata.
        LaBeouf, come la vittima-da-mattino-dopo, rappresenta uno dei principali motivi per cui tante persone non vengono prese sul serio quando denunciano una violenza. Perché ci sono persone come LaBeouf che pur di attirare l’attenzione su di sé trivializzano il dramma di chi ha veramente subito una violenza, inventando di sana pianta o alterando gli eventi in modo da risultare vittime di rapporti che al tempo erano del tutto consensuali.
        Perché ci sia uno stupro è necessario che la vittima risulti fisicamente o psicologicamente costretta a subire un rapporto, ovvero che neghi il proprio consenso alla prosecuzione del rapporto verbalmente o fisicamente. Nel caso di LaBeouf non emergono né costrizione, fisica o morale, da parte della donna, né alcun tipo di negazione del consenso da parte del performer. L’unica “costrizione” era la performance artistica, che rientrava del tutto nel dominio dello stesso LaBeouf e di nessun altro.

        1. Commento esemplare, scritto in maniera pacata e corretta, che riporto all’attenzione dell’autrice di questo blog in merito al suo ultimo post, “Quando un uomo viene stuprato da una donna”.

      2. La percezione della donna come vittima, una percezione sociale, istintiva, ormai anche estetica, è arrivata a tal punto da ritorcersi contro gli uomini e annullare l’empatia. Orrore.
        Sulla performance, posso dire una cosa? l’aveva fatta 20 anni fa la abramovic (tra l’altro l’hanno ferita e quasi uccisa) non ne ha fatto un caso, era parte di ciò che voleva comunicare.
        Lui cosa voleva comunicare?

  2. sono sempre allibita nel vedere il victim shaming applicato a chiunque. Mi dispiace per LeBouf perché se questa è la reazione in italia posso solo immaginare che cosa ha subito in America dove questa cultura sessista è meno ipocrita che qui.

    1. Si sta diffondendo come una piaga l’incolpare la vittima, guarda i commenti americani di yahoo all’articolo sul nero strangolato dagli sbirri assassini. E sono sicuro che anche l’italia non scherza, sono talmente incattiviti dalla crisi che invece di crearsi una coscienza sulle cause non sanno più dove sbattere la testa, non vedono più chi sta peggio o se lo vedono dicono che ci sono prima loro. Questo solo perchè sentono che nessuno si occupa di loro.

      1. credo che si sia sempre incolpata la vittima, perché dire “che ha fatto? com’era vestita? eh ma era ubriaca!” si è sempre fatto. In Italia dicevo non è meno feroce, meramente più ipocrita, più silenziosa. Invece in America sono più aperti nelle critiche e infatti si è più malvagi. Trovo invece inappropriato dare la colpa alla crisi. Che si sia incattiviti si potrebbe dire riguardo la xenofobia (e anche lì in realtà ricordo certi discorsi e certi tg pre-crisi che sinceramente tolgono legittimazione alla tesi), ma questo è semplicemente dato dalla maggiore consapevolezza e dal fatto che nei social network ci si sente disinibiti, specialmente in presenza di altri commenti che ti aizzano.

  3. Non capiscono le persone, le donne poi, che rinforzare i soliti stereotipi dell’uomo frocio se non ci sta, speculare a quello della troia se la dà (odio questo termine) troppo presto, invoglierà gli uomini a sentirsi in dovere di non dire mai di no e a diventare prevedibili. Quale donna può provarci con un uomo se sa che tanto ci sta comunque e non è onesto? Nemmeno per parlarci, tanto “pensano solo a quello”.
    Non per nulla ci deve sempre provare l’uomo a tutt’oggi, mi chiedo come mai.
    I soliti manuali di seduzione, spesso ciarlatani, dicono che è l'”evoluzione” e le solite cose che le donne non ne hanno altrettanto voglia, ma mi sembra che qui ci siano le prove viventi che non sia così. Quindi le solite risposte non mi bastano più.

  4. Poi preciso poi come la penso sulla questione facendo mie la parole di questo articolo condiviso da Glasnost http://testinfuga.altervista.org/femminismi/lenuvole.testinfuga “Se è sbagliato darla in giro perché i cartelloni di Intimissimi ci dicono di farlo, altrettanto lo è votarsi a santa, martire, madre, moglie, responsabile domestica (scusa blogger se ho usato alcuni tuoi termini). O perlomeno, è giusto nel momento in cui è effettivamente una scelta consapevole e non frutto della morale esterna. Naturalmente il fatto che le donne (forse) non siano del tutto libere scegliendo di non darla in giro non implica che per esserlo la debbano dare al primo che passa. La mancanza d’indipendenza nel giudizio è anche l’agire per puro anticonformismo o reazione a qualche comportamento adottato da altri.”

    ma anche “Se tra i bisogni fondamentali della vita c’è quello di scopare, perché una ragazza sola non dovrebbe andare a letto con un ragazzo per il puro gusto di farlo? E se il suo desiderio fisico è completamente scisso dal desiderio affettivo (diciamo un ragazzo bello che fa cascare le ovaie per terra appena apre bocca) perché il sesso in sé dovrebbe essere deprecabile? Si scopa, non ci si mette insieme, non ci si sposa, il giorno dopo ci si saluta e amen. Cosa c’è di antifemminista se la ragazza ha scelto in libertà di farlo?”
    Di cui condivido tutto il resto (termine “darla” escluso :D), a parte nella parte finale dove generalizza forse un po’ troppo sugli uomini, ma credo più a livello sociale e di potere che nei confronti dei maschi in quanto tali.

  5. Credo che non molte donne sappiano che ci sono uomini che come noi ragazze mettono nell’atto sessuale dei sentimenti, e che perciò si sentono ugualmente violati in un atto forzato.
    Inoltre io stessa in quanto donna mi sento un po’ indisposta verso i diritti degli uomini che tanto spesso non rispettano i nostri. Penso che siano queste le motivazioni dietro a quei commenti (che non sono comunque assolutamente giustificati). È in pratica fare di tutta l’erba un fascio.

    1. Nnnnnnnnnnnnno, lo stupro non è traumatico perché “le ragazze nel sesso ci mettono i sentimenti”. È traumatico perché è un’invasione violenta di uno spazio personale. È traumatico perché è una perdita di potere sul proprio corpo. È traumatico anche perché è una minaccia alla propria vita (vedi, se la persona che ti violenta ti punta un coltello alla gola). Non per come una persona vede o meno il sesso.

      1. Scusa, non mi sono spiegata. Intendevo dire che molte ragazze partono dal presupposto che gli uomini vedono nel sesso solo un atto di piacere, che non coinvolge il senso di spazio personale e intimità (a volte danno l’impressione che non sia importante con chi si condivide il proprio corpo, ecc.) e che quindi sia loro impossibile sentirsi violati.

  6. Ma perchè certa gente non si contenta di fare all’ amore in maniera normale,senza troppi giri e troppe invenzioni?Basterebbe il corpo,e in tutta libertà…non so precisamente in questo caso,ma sento sempre più spesso parlare di oggetti che servirebbero a rendere più piacevole il conoscersi ,ma francamente non comprendo a cosa serva,ad esempio,un vibratore,se in una coppia vi sono già rapporti completi…certamente se la coppia è composta da due donne,la cosa può avere un senso,non so quanto perchè io credo di essere etero e sino ad ora ho avuto solo un uomo…ma ,in genere,basta il proprio esserci fisicamente,per un buon viaggio.

  7. Rispondo alla tua domanda “Come è possibile che le donne, considerate “soggetti deboli”, compiaciute del fatto di essere trattate sempre e solo da vittime, tutelate perfino dalle parole che vengono loro rivolte sul web, quando sono offensive e sessiste, siano così insensibili quando a parlare di violenza subita è un uomo?” chiedendoti di sostituire la parola “donne” con “israeliani” e “uomini” con “palestinesi” (ma naturalmente può essere, a seconda del momento, anche al contrario, o possono essere altri). Chi subisce abitualmente violenza finisce per diventare più violento dei suoi carnefici. Sarebbe il caso di riflettere sui condizionamenti.

    1. Un uomo saggio, una volta, dicesse: “Occhio per occhio rende tutto il mondo cieco”. Chi pensa di combattere la discriminazione con altra discriminazione è solo un ipocrita che lotta per se stesso e non per la causa.

  8. Non si può parlare di violenza quando una persona ha la possibilità di interrompere l’atto, di negarsi, di dire di no, urlare e difendersi e invece non fa niente, gridando alla violenza solo dopo, con un ovvio scopo pubblicitario. Questo a prescindere se sia uomo o donna.

  9. Solita reazione classica delle società maschiliste: l’uomo viene considerato come un essere fortemente sessuato e se si oppone all’approccio di una donna viene definito omosessuale o non creduto se violentato. Commenti simili vengono spesso scritti anche da uomini e non solo da donne. Ho letto il caso di un ragazzino abusato da una donna e la maggior parte degli uomini dicevano “beato lui” malgrado lui avesse solo 12 anni e mezzo. Ma ci rendiamo conto. Una donna avrebbe subito il solito slutshaming “ah ma lei ha provocato ecc” suggerendo l’idea che le donne sono prede passive i cui corpi sono solo oggetti sessuali x far godere gli uomini…un uomo nello stesso caso o viene definito fortunato o un coglione…due facce della stessa medaglia di un maschilismo che danneggia pure gli uomini. Quanto ci vuole per far capire alla gente che il maschilismo è dannoso per tutti?

  10. Aggiungo che se fosse a parti invertite cioè una ragazzina che fa sesso con un adulto o una donna adulta che fa sesso con un uomo che non è il suo partner verrebbe definita troia da tutti. Come mai invece una donna abusante viene definita in termini positivi?

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.