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Lei stupra lui: è responsabile della violenza che infligge oppure no?

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In una discussione qualcun@ dice che la violenza su un uomo da parte di una donna sarebbe comunque sempre frutto della violenza maschile. Praticamente noi siamo vittime quando subiamo violenza e siamo vittime anche quando la facciamo. La divisione stereotipata di qualifiche da attribuire a donne e uomini, per natura, lui cattivo e lei naturalmente buona, è sessista. Capisco che è convinzione di alcune femministe ma i femminismi che hanno a che fare con il queer hanno smontato da tempo queste sciocchezze. Alcune pensano che uomini e donne sono diversi per natura, lui naturalmente violento, cosa intesa come attenuante per i conservatori, per cui noi donne dovremmo fare attenzione a non provocarli, mentre della donna si dice che sia naturalmente buona, per cui se è violenta parrebbe aver introiettato la violenza maschia. Di suo non avrebbe alcuna responsabilità, neppure quando educa l’uomo, a seconda delle sue necessità, ad essere macho, meno frocio, meno fragile, ché se denuncia di aver subito una violenza viene preso in giro e c’è chi mette in piedi la delegittimazione di chi denuncia queste cose e la banalizzazione negazionista che esclude che i sessismi abbiano radici che vadano affrontate tutte assieme.

Comunque riporto qui una sintesi degli interventi in questione a commento di questo post.

L. dice:

“Perché esiste una cultura che è maschile e maschilista e vale anche per le donne che non vivono in un altro mondo e che non sempre hanno la capacità di andare oltre la loro educazione e il contesto in cui vivono. A ciò si aggiunga che mentre la violenza maschile sulle donne è un fenomeno di dimensioni globali, la violenza delle donne sugli uomini non ha gli stessi dati, è molto più circoscritta e non ha la stessa natura. Direi di risolvere prima la cosa grossa.”

Io dico:

“Non condivido quello che dice L.. La violenza commessa dalle donne sarebbe introiettata? Dunque il male sta negli uomini perché le donne per “natura” sarebbero buone? L’unico motivo per cui sarebbero cattive è perchè vivono in un mondo di uomini? Pazzesco. Questa è la stessa tesi di conservatori che tendono la mano alle femministe per la differenza. Gli uomini e le donne diversi per natura, con tanti saluti al gender, al queer, a chi dice che gli stereotipi sessisti applicati ai generi sono stereotipi sempre e non solo quando vengono usati sulle donne. Perciò bisogna risolvere gli stereotipi sessisti tutti, perché ciascuno di essi è strettamente legato all’altro e le donne non sono esenti da dinamiche che bisogna correggere. ps: come dicevo, si tratta di “empatia selettiva”.”

Aggiungo:

“basta leggere i commenti dedicati a questo caso. se le donne chiamano frocio l’uomo che denuncia di essere stato abusato, chi è poi che educa gli uomini ad essere machisti?”

L. risponde:

“ma stiamo scherzando? i numeri non vi dicono nulla? se mettiamo sullo stesso piano la violenza maschile sulle donne e la violenza delle donne, significa che rinnegare secoli di patriarcato, che facciamo? la manfrina alle lobby dei padri separati? (e per favore non mi mettete in bocca cosa che non dico, ho scritto e si capisce bene quello che ho voluto dire).”

Io dico:

“nessuna manfrina e nessuna lobby (che fissazione). E che razza di risposta è questa? Chi non la pensa allo stesso modo sta per forza con il nemico? I femminismi sono tanti e ce ne sono alcuni che non ritengono opportuno classificare donne e uomini secondo diversità redistribuite per natura. il male non sta nell’uomo e il bene non sta nelle donne. sennò con le trans che facciamo? Una donna che dice ad un uomo abusato che è un cretino perchè denuncia è una donna sessista e il sessismo si combatte sempre e comunque a prescindere da chi lo veicola.”

Aggiungo ancora che se si ritiene che l’uomo sia cattivo per natura, il femminismo che ruolo avrebbe? Quello di rieducare tutti gli uomini ad una idea superiore corrispondente all’animo femminile? Li eliminiamo a priori? E questa cosa a voi non sembra un tantino sessista e razzista?

Voi che ne pensate?

Ps: la lobby dei padri è una sciocchezza che viene tirata fuori per delegittimare l’opinione di chi, come me, ragiona da femminista libertaria, anarchica, queer non allineata. E per inciso l’unica lobby riconosciuta al momento è la women lobby europea, con filiale anche a Milano e in altre città europee, che si batte per la causa abolizionista, contro la prostituzione, contro il porno e chissà contro che altra causa censoria.

—>>>Leggi: per le femministe della differenza, ci avete prolassato l’utero!

 

13 pensieri su “Lei stupra lui: è responsabile della violenza che infligge oppure no?”

  1. Condivido abbastanza il pensiero di L. Fatta 100 la violenza nella storia, il rapporto è di 99 per i maschi a 1 e oggi i valori, se sono cambiati, sono 98 a 2… Un abisso davvero.
    La violenza non è nella natura femminile ed è meglio che la donna resti tale, ad imitare i maschi c’è solo da peggiorare… E infatti quel 2% è pieno di femmine che imitano i maschi e guarda caso le loro vittime sono quella minoranza schiacciante di uomini meno maschilista…

    1. cos’è nella natura femminile? quella boiata dell’istinto materno? l’attitudine alla cura? si torna alla dantesca figura della donna angelo? e cos’è nella natura di una trans? giusto per sapere.

    2. Queste statistiche dove le ha prese? E secondo questa logica, solo perché in migliaia di anni di storia ci sono stati uomini violenti significa che io, maschio di oggi debba essere passibile di violenza per compensazione?In pratica devo espiare e qualsiasi violenza femminile sarà giustificata in base al biblico occhio per occhio e dente per dente?

    3. Boh! Stì discorsi sulla natura umana e femminile sinceramente mi fanno cagare, così come le cazzate sulla comune umanità e sul bene comune, robba ottocentesca di quel sessista di balzac o quell’emerito cretino di feuerbach, o peggio ancora di quell’antesignano del nazismo e del liberismo selvaggio di david hume…
      Non sono nè una cattivista nè una satanista, perchè le religioni mi fanno cagare ancora di più, ma penso che chiunque sia libera di vivere la vita che vuole senza farsi tanti problemi, a prescindere dal sesso nativo o scelto/acquisito, giacchè il sesso per me è una scelta, una condizione che può essere anche transitoria e fugace, e come tale, non ha nè natura nè caratteristiche salienti, essendo vago, sfumato e assolutamente inafferrabile, una sorta di nonsense come la “verità”…

  2. Complimenti per il bel lavoro che fai sempre su questo blog.
    Una cosa soltanto; l’evento in questione (l’aggressione a LaBeouf) ha dei contorni quantomeno dubbi, visto il contesto in cui è avvenuta (una performance artistica, l’auto imposta regola di non reagire da parte dell’interessato, i contorni misteriosi della scomparsa dell’assalitrice). Resta ovviamente di piena validità la riflessione sui commenti che ne sono stati fatti e la discussione che se ne è originata poi.

  3. La natura femminile è esattamente quella, il femminino, senza luoghi comuni. Dante era un maschio e non fa testo in questo discorso. Trans e gay, se maschi, sono maschilisti come gli altri o anche di più

          1. E’ “empirico e tangibile” legato al “femminino” che mi dà da pensare, non i concettualismi filosofici e non che, per mia fortuna, sono perfettamente in grado di districare e discernere così come molt* altr* lettor* di questo blog 😉

  4. io quando sento “natura” mi spavento… In nome di questa “natura” sono generalmente veicolate ingiustizie di vario ordine e grado. Discriminazioni che vi dico lèvatevi… Andiamoci piano… che ne dite? 😛

    1. Chi parla di natura lo fa proprio perche’ la natura non dimostra le sue tesi.
      Infatti se una cosa fosse connotata naturalmente semplicemente sarebbe immodificabile e non servirebbero carrozzoni culturali o legislativi a tutelarla.
      Esempio: l’omosessualita’. Definita innaturale nonostante esista e sia evidente in miriadi di specie animali, se fosse innaturale non servirebbe nemmeno ribadirlo.
      Affrontare culturalmente l’argomento naturalista partendo per impartire vincoli e’ una cosa che si squalifica da sola.

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