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A.A.A. Cercasi luogo collettivo in cui vivere e far crescere la mia bambina

Giulia mi chiede di condividere con voi un annuncio che poi è anche una rivendicazione personale. Lei ha scelto di avere una figlia e questo, purtroppo, la pone in una situazione di conflitto con  le persone e perfino con le esperienze conosciute fino ad ora. Perciò vorrebbe traslocare, la vita, i sogni, i bisogni, dove ci sia spazio per lei e la sua bambina che presto nascerà. Così mi racconta la sua storia:

Negli scorsi anni ho vissuto in occupazione e da ospite, essendo una lavoratrice intermittente senza case di proprietà, né reddito minimo garantito da un welfare familiare, e mi sono concentrata più sulle lotte che sul lavoro. Ora sento il bisogno di fermarmi un attimo, di avere uno spazio per concentrarmi sulla scrittura, ma sto avendo difficoltà a trovare casa da quando sono incinta. Nella maggior parte di quelle che vedo purtroppo capita spesso che o i coinquilini e/o i proprietari hanno il terrore per la bambina che nascerà, o sono madri che hanno avuto esperienze violente, da vittime, col maschile, e tendono a proiettare su tutto le loro paure. Sinceramente nonostante il grande entusiasmo con cui mi sono immersa in questa ricerca e il sostegno di compagne/i e amici, sto cominciando a stancarmi. Ti chiedo anche consigli, sei una delle poche donne a cui ne chiedo, perché non sopporto i toni paternalistici, ipocriti e apodittici di molte altre con visioni inconsapevolmente borghesi.

Mi pare di capire che anche tu hai una figlia e sei siciliana e leggo con interesse i tuoi punti di vista sull’autodeterminazione dei figli e al tempo stesso dei genitori, mi convice molto la tua idea sulla necessità di de-sacralizzare il ruolo della madre, che davvero può essere molto autoritario in certi casi. Mi sento molto umana, soprattutto in questo momento. sento che in questo anno e più di letture dal tuo blog hai stimolato in me (e in mia madre e nelle mie amiche/i) conflitti interiori e un grande desiderio di autodeterminazione anche su questi piani del vivere. Il bisogno di trasformare radicalmente l’esistente è parte ormai integrante della mia vita, su tanti livelli.

Sono incinta, non ho un compagno, ma diverse relazioni arricchenti e libere. Non sono antiabortista, chiaramente, mia nonna ha lottato per la 194, sono sensibile a questi temi da quando ero molto piccola e difendo i diritti all’autodeterminazione di tutte e di tutti, eppure quando mi sono scoperta per la prima volta casualmente incinta ne sono stata felice, ho sentito di voler assecondare questo desiderio, prima d’allora del tutto inconscio  e non credo sia un condizionamento culturale. Vedo in parte anche questo momento come un atto di resistenza, come una lotta per l’espressione anche del mio femminile più represso dall’estetica delle lotte e censurato dalla retorica della crisi economica. Me la sono sempre cavata in qualche modo, e credo nel mutuo aiuto, pratico riciclo e mi adatto anche alle condizioni apparentemente più critiche. Non sono certo una martire, né mi interessa approfondire oltre quel tipo di archetipo. Insomma vorrei solo trovare persone intelligenti e sensibili con cui vivere in questo periodo di grande cambiamento.

Ti abbraccio. Giulia

In basso trovate il suo annuncio al quale spero qualcun@ vorrà rispondere e me lo posta con questa premessa che a me sembra interessante:

Ho scelto di stare a Roma in questo momento, perché è la città dove ho abitato in cui mi sento più accolta, anche se per certi versi è provinciale quanto Messina o Palermo. Molti non sopportano che io non sia una vittima, che non pretenda niente dal padre, e che dica tranquillamente a tutti che ci sono due potenziali padri, perché ho avuto due relazioni sessuali a distanza di pochi giorni con due persone diverse e non sento affatto che sia un “errore” di cui pentirmi, anzi, ricordo con piacere entrambi gli incontri. I due potenziali padri hanno capito la mia scelta e sono abbastanza sereni. Li ho sgravati dal disagio. (…) A me interessa solo capire chi è dei due per la bimba quando me lo chiederà e che se la vorrà incontrare non si faccia prendere da sensi di colpa e altre sciocchezze, ma lo faccia per puro desiderio. Comunque cercherò in tutti i modi di lasciar andare le cose organicamente.

E’ assurdo che spesso a giudicarmi siano soprattutto le donne, a puntare il dito, sotto una maschera paternalistica che tende a creare categorie riduzioniste.

Sto cercando in modo il più possibile empatico, anche di entrare in relazione con compagne/i che vedono questa scelta come una follia, e di fare sì che questo mio percorso personale possa stimolare creativamente anche altr/i a immaginare modi diversi di vivere. Anche la mia famiglia mi ha compresa, da questo punto di vista sono fortunata perché sono dei siciliani atipici, molto aperti al dialogo, anche grazie alle forzature che ho introdotto dall’adolescenza ad oggi. Negli ambienti assembleari e sociali che frequento c’è un minimo di attenzione in più, perché spesso siamo in maggioranza donne in ascolto dei bisogni di tutt*; certo, nei centri sociali e spazi per concerti è abbastanza complicato, già due anni fa litigai con i compagni del XXXXX perché si ostinavano a fumare dappertutto nonostante ci fossero dei bambini, poi abbiamo creato ampi spazi per fumatori, così da lasciare libero almeno il teatro e gli spazi frequentati dai più piccoli. Sento che un po’ le cose stanno cambiando, a volte mi capita, seppur di rado, anche di incontrare degli uomini molto più in ascolto, molto più saggi e maghi, che guerrieri in cerca di principesse da salvare, anche se in effetti è raro, o magari con questi instauro delle bellissime relazioni intellettuali e di amicizia, ma non sempre riesco a trovarmi su tutto. O sono monogami e hanno già una compagna fantastica con loro e sicuramente sto anche cambiando molto io e a volte metto paura agli uomini per la mia energia e libertà.

—>>>Questo è il suo annuncio:

ciao a tutt*! Sto cercando casa a Roma in zone centrali, in ambienti luminosi, anche condivisi, se con persone che amano i bambini: a marzo nascerà Stella Lu! Offro, oltre il contributo economico pattuito, le mie doti culinarie, e la condivisione dI libri e saperi. Amo i luoghi conviviali e accoglienti, nel rispetto degli spazi privati di ciascuno. Passo diverse ore delle mie giornate scrivendo e allenandomi, spesso anche en plein air, quindi sarebbe perfetto se ci fosse un parco e/o un terrazzo nelle vicinanze.
Un grazie anticipato e a presto!
Giulia

2 pensieri su “A.A.A. Cercasi luogo collettivo in cui vivere e far crescere la mia bambina”

  1. beh…non posso offrirti una casa a roma ma quando nascera’ tua figlia a 40 kilometri da roma ho una casa al mare dove …se vuoi…potrai passare belle giornate con la bambina dentro questo residence con tanto verde che ti stimola a passaggiare….e poi c’è la spiaggia

  2. Molto bello questo post. Peccato mi abbia ricordato perche’ a Roma mi manca l’aria e perche’ voglio tornare a Bruxelles. Mi sono concentrata un attimo, seriamente, per vedere se mi veniva in mente un posto dove questo fosse realizzabile. Nemmeno uno. Tutti quelli che mi venivano in mente erano….a Bruxelles!

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