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#Benetton, l’antiviolenza e il paternalismo di uno spot

http://www.youtube.com/watch?v=_lDncgUwor4

Eliana mi segnala lo spot Benetton che fa pure da campagna contro la violenza sulle donne. Benetton ribalta un detto vecchio quanto il cucco, stereotipato e paternalista, per riaffermare un altro concetto altrettanto sessista e paternalista ricordando che le donne si toccano solo con un fiore.

Lei è ferma, immobile, in attesa di una sentenza. Passiva, a delegare il suo destino agli uomini, di Benetton vestiti, che decideranno cosa fare di lei. Uomini descritti come temibili, tutti quanti, pessimi nelle pose e negli sguardi, come se tutto quel che di buono può derivare ad una donna dipende dal lato che gli uomini decidono di mostrare di se’: carnefici o tutori.

Gli uomini, intrappolati in una dicotomia rigida, senza alcuna possibilità di disertare i ruoli sessisti che a loro sono stati imposti. Possono essere, appunto, solo quella roba lì: o violenti o salvatori.

La donna definita come angelica, fragile, debole, dunque l’unica cosa che puoi fare con lei è trattarla da bambina, sfiorarla con un petalo di un fiore perché altrimenti la distruggi.

Spot pessimo in tutto il suo stereotipato sessismo, che ripropone lo stesso linguaggio e significato che criticavo ieri a proposito della foto della squadra di calcio di Firenze. Sono gli uomini a proteggerti, solo loro possono decidere di te.

Diverso sarebbe stato se attorno alla donna ci fosse stato un gruppo di donne e lei fosse stata rappresentata in piedi, a sguardo dritto e coraggioso, invece che riconoscente nei confronti della scelta degli uomini.

Ripeto quello che scrivevo ieri: “La violenza non si risolve sollecitando risse testosteroniche tra uomini. Chi crea campagne in cui è l’uomo a difendere la donna che subisce violenza non ha ben compreso il senso di una battaglia che va fatta affinché le donne guadagnino in autostima, sicurezza, soggettività, protagonismo.

Se posso dire, poi, a me pare che il filmato sia anche un tantino neocolonialista. Evoca altre culture, come se il problema della violenza sulle donne appartenesse solo ad alcune etnie. In definitiva, comunque, anche questo filmato mi ricorda come la giornata del 25 novembre sia diventata solo una giornata in cui chiunque si concede un po’ di marketing. E’ una giornata durante la quale bisogna resistere ai tanti messaggi sbagliati che vengono offerti, stringendo i denti, a occhi aperti, sperando che passi presto. Possibile che tutti gli anni dobbiamo vedere ‘ste robe inadeguate? Perchè, dico io, ma perchè?

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3 pensieri su “#Benetton, l’antiviolenza e il paternalismo di uno spot”

  1. Per la prima volta da quando ti seguo non sono totalmente d’accordo.
    È uno spot con i suoi stereotipi, certo, cavalca il marketing della giornata, ma si presta a più piani di lettura, per esempio lo sguardo ed il quasi sorriso della donna “colpita” dai petali potrebbero anche voler dire “bruti voi non mi toccate neanche con un fiore” è uno sguardo un po’ beffardo niente affatto da vittima graziata, come se fosse la sua stessa forza a trasformare le pietre in qualcosa di inoffensivo, anzi aereo, effimero.

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