Le donne del Pd esprimono indignazione per il calendario Pirelli. Tutto ciò dopo la figurina odorosa che ha fatto l’eurodepilata Moretti con i suoi dilemmi sulla peluria e i suoi suggerimenti sull’estetica femminile corrente. Neanche una parola, ovviamente, a proposito della donna migrante sotto sgombero che ha perso un bambino per le manganellate. Nulla che parli di precarietà e della violenza delle istituzioni. Sono invece ancora lì a sposare una linea emergenziale sulla maniera in cui vengono trattate le donne senza ragionare della nudità, reale, che ci procura disagi.
La donna nuda d’oggi è spogliata di qualunque speranza, opportunità e avere. Non ha un reddito, una casa, un lavoro, non ha niente che possa rivestirla di orgoglio e dignità. E’ umiliata, mortificata, come tante altre persone, perennemente costretta a chiedere l’elemosina giacché a rivendicare diritti, in piazza, pena la manganellata d’occasione, non può neppure andare. Deve restare a testa china e sguardo pietoso a prestare la propria immagine di oppressa solo in relazione alle cause che alle donne di governo piacciono di più. Non le è possibile dirsi vittima di quel che vittima la fa di più, perché deve dichiarare d’essere vittima a seconda del partito che le detta il copione. Oggi deve recitare la parte della vittima dell’uomo precario tanto quanto lei, domani dovrà recitare la parte della vittima dell’uomo nero, lo straniero, che viene dai mari, e domani chi lo sa.
La sua nudità di risorse, energie, sogni e bisogni, non indigna nessun@. Sono lì a censurarla se mostra un culo e non importa a nessuno il fatto che abbia scoperto il cuore, il fegato, il cervello, l’utero a servizio di chi la vuole partoriente, sola, in grave difficoltà quando cerca una pillola del giorno dopo o vuole abortire. E’ nuda anche quando, nonostante tutto, vuole avere un figlio e non può farlo mai. Pensare che a spogliare quella donna sono le istituzioni, depredandola di tutto, rubandole perfino le mutande e ancora ci prendono per il culo, loro, borghesi e ben vestite, raccontandoci, bugiarde, il fatto che vorrebbero tutelarci. Ma da cosa? Dagli sguardi di qualcuno? Ci hanno forse chiesto quel che ci serve per davvero? Ci hanno chiesto qual è la nostra rivendicazione? Hanno domandato quali sono i nostri reali bisogni? No, non l’hanno chiesto mai. Anzi. Se qualcuna di noi parla e dice loro che no, non ci rappresentano, qualunque cosa dicessero facciano a meno di farlo a nostro nome, e allora ci chiamano in mille modi offensivi, invisibilizzano le nostre lotte, ci censurano mentre loro continuano a parlare del nulla nei loro salotti buoni e nelle stanze del potere.
Io, per esempio, sono nuda, rivelo la mia cellulite e le mie smagliature. Non ho una bellezza da ladylike piddina da mostrare e qualche volta dimentico di togliere i peli, ma sono trasparente in molte cose eppure mi sembra che nessun@ mi guardi con fare scandalizzato. Non ho soldi, non ho nulla, non ho futuro, non ho niente se non quella nudità che porto in giro, oramai, con orgoglio, come una rivendicazione permanente, perché di questo siamo fatte noi precarie: la nudità orgogliosa, i culi che si dimenano correndo a perdifiato per sfuggire a chi vuole pignorarci anche i respiri, le cosce che si muovono rompendo l’aria con muscoli definiti e cellulite precaria, i seni che intervengono per dire che, qualunque cosa noi facciamo, la nostra bellezza sta nel fatto che non ci vergogniamo di essere spogliate di tutto. I pezzi di corpo che mostriamo sono un dettaglio. E dunque, care donne del Pd: perché mai volete nasconderli? Forse che vorreste celare il disagio che ci appartiene? Forse che volete fare in modo che il mondo non ci veda, così, nude, sconfitte, ma ancora combattive, per quel che siamo realmente? Invece che intervenire in senso moralista e bacchettone provate a fornirci gli abiti che noi chiediamo ogni giorno. Altrimenti, ve ne prego, abbiate il buon senso di tacere.
Ps: la foto è di alcune donne messicane che si sono spogliate contro il potere per reclamare la loro terra.
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Quel buon senso è azione taciuta, temo.
Scambiare le azioni dell’uno con le azioni del gruppo e viceversa non è mai buon senso. Scambiare le parole della eurodepilata come prova del razzolar male del PD ci fa fare un deciso passo indietro.
il PD dimostra tutti i giorni che la sua visione del mondo corrisponde a quella descritta nell’articolo, con o senza le parole della Moretti.
non ha senso indignarsi per la nudità del calendario Pirelli nè per qualunque altra
E’ davvero interessante, da un punto di vista antropologico-culturale, questa ricorrenza annuale: i Riti di Indignazione per il Calendario Pirelli. Si direbbe una riproposizione della percezione ciclica del tempo; in opposizione a quella lineare, che ci imporrebbe di fare qualche progresso ed andare oltre.