La mia amica Angela Azzaro mi segnala questa vicenda, che parte da una intervista sul Corriere ad Alessandra Moretti e viene ripresa su varie testate italiane. Sento l’intervista e nella maniera entusiasta di raccontare se stessa intravedo un momento della mia recente esistenza, allorquando mi imbottirono di un particolare farmaco per superare un dolore lancinante al fianco destro. Credo mi abbiano regalato un momento a contatto con una di quelle droghe legalizzate che circolano liberamente per gli ospedali. Ero talmente entusiasta che mi ritrovai a raccontare un sacco di stronzate a gente perfettamente sconosciuta. Dissi che ero una eccellente donna, una straordinaria qualunquecosa e che amavo laccare le unghia in nero ogni qual volta lo desideravo. Dissi che amavo l’unghia nera e un abbigliamento dark punk e che in quel periodo, in particolare, godevo di letture fantascientifiche con eroine che cambiavano il mondo nelle quali mi immedesimavo moltissimo.
Con un pochino di modestia e senso logico in più avrei notato che avevo un aspetto terrificante, delle mie letture non poteva fregare di meno alle infermiere che mi guardavano come si guarda un matto al quale bisogna dire di si per evitare reazioni sgradevoli e il mio braccio, dopo dieci buchi fatti per cercare una vena che non scappasse al maldestro infermiere, non avrebbe potuto combattere nessuna battaglia, figuriamoci quelle fantascientifiche.
Quello che ho capito della Moretti, ascoltando la sua intervista, in particolare è:
– che si candida per fare la governatrice in Veneto;
– che il suo programma politico consta nella riconferma della femminilità per le parlamentari;
– che comunque la bella renziana è sempre meglio della bella berlusconiana;
– che per rappresentare (??!!??) meglio le donne bisogna depilarsi;
– che andare ogni settimana dall’estetista è diventato un atto politico;
– che lei, ‘sti cazzi, sa fare benissimo tutto e che le manca solo un punto o due per la canonizzazione e l’elezione a dea dell’universo.
Non mi era piaciuta l’uscita della Bindi, perché che una sia bella o brutta, quello che conta è che faccia della buona politica. In quel senso io posso dire che non mi appassiona moltissimo né la Bindi né la Moretti. Una parlamentare che come programma politico per la sua candidatura a governatrice del Veneto spara una serie di ovvietà (le belle non sono sceme) e di cazzate di tali proporzioni non so quanto inviti al voto e soprattutto quanto possa dirsi rappresentante delle donne.
Di certo rispetto la sua opinione ma per mio conto la “femminilità” stereotipata e dai valori e modelli estetici così universalizzati non è meta d’emancipazione, in special modo se per ottenerla devi sborsare soldi, come fosse un diritto sancito dalla costituzione, per andare tutte le settimane dall’estetista, ché se si tratta di un diritto vorrei che me lo passasse la mutua perché anche a me non farebbe schifo andare a depilarmi in maniera duratura l’inguine ogni tanto. Il fatto è che io, come tante altre, ancora aspettiamo che la nostra emancipazione si realizzi attraverso la garanzia di una serie di diritti che vanno molto al di là del parrucchiere. Un reddito, per esempio, una casa, un lavoro, una serie di opportunità che a prescindere dal fatto che ci concediamo quel “quid” in più, da ladylike, o meno, dovrebbero esserci garantite.
Allora vorrei comunicare alla parlamentare (ribattezzata dalla mia amica Antonella la EuroDepilata) che preferisco mille volte di più una signora che va in giro con i peli alle ascelle, purché mi garantisca quello che mi spetta, invece che una deputata che va tutte le settimane dall’estetista e pensa che questo faccia la differenza. Davvero, Moretti, tu sarai brava in tutto ma ti giuro, e te lo giuro veramente, che in una cosa sei strabrava e forse neppure lo sai: la tua intervista mi ha fatto ridere fino alle lacrime, e questo non è poco.
Che dici: vuoi concedere interviste così ogni settimana? Magari dopo che sei stata dall’estetista. Vorrei capire per davvero come si diventa ladylike in dieci mosse e nel frattempo io continuo a radermi l’ascella solo quando necessario e con la lametta da barba.
Ps: una buona serata a chi mi tiene compagnia mentre sto a far la flebo. 😀


L’ha ribloggato su bibolottymomentse ha commentato:
fantastico.
sei troppo carina:) un abbraccio
Ancora con ‘sta ossessione della depilazione! Pure qui!? Eddai! Si depilano pure gli uomini e stiamo qui a contare i peli sul pube della ministra?
Se per pure qui ti riferisci a Glasnost, credo che voglia fare presente che appunto è la Moretti che di conta i peli del pube dandogli un valore politico e indirettamente ostracizzando l’espressione di un’estetica femminile diversa facendone un dovere quasi civico e rivendicandolo in base al luogo comune ignorante per cui le femministe reputino a priori disdicevole “curarsi” o depilarsi. L’ho ascoltata direttame, non per sentito dire qui e mi sono cadute le braccia, è la vera identità del renzismo.
Se io, uomo, ho voglia di depilarmi, lo faccio, ma non me lo impone nessuno. Posso però dire che molti uomini “tradizionali” anche di sinistra, alcuni, avrebbero da ridire, forse perchè indirettamente temono che diventi “obbligatorio” come per le donne se prende troppo piede e che queste ultime potrebbero (sbagliando, come fanno adesso gli uomini) pretenderlo da loro, di conseguenza reagiscono talvolta mettendo in questione la virilità e l’orientamento sessuale.
una donna che si depila anche solo per estetica è autentica ed è se stessa quanto ogni altra. Idem un uomo, nessuno è obbligato (se qualcuno viene criticato, il problema è di chi critica: possiamo avere i nostri legittimi gusti estetici anche “mainstream” ma non insultare)
un uomo e una donna ha tutto il diritto di preferire esteticamente un partner depilato così come c’è il diritto di preferirlo non depilato..ma certo non può imporre al partner di depilarsi o meno, se il partner lo fa di suo e non gli pesa è un’altra cosa.
concordo con luzy
La moretti aveva dato delle brutte e mascoline o sciatte a chi non ha le sue stesse cure, è ben diverso.
Ho riflettuto su questa tipa, fermo restando che ha perso un abuona occasione per tacere, secondo me ha toccato involontariamente un punto nevralgico: è cambiata la politica. in realtà non è cambiata la politica in sè è cambiato il modo di rapportarsi con i media, quindi il modo di percepire la politica, pe rl’elettore la politica è gossip, spettacolo. c’è una sovrapposizione di pubblico e privato, anche la vita quotidiana di un politico viene dato in pasto al pubblico come se i parlamentari fossero divi di una soap opera. E’ una cosa recente, se la tizia , ‘st aMoretti voleva verament erispondere a Rosi bindi avrebbe dovuto dire, non che è cambiato lo stile ma che è cambiato il modo di comunicare, voglio dire venticinque o trent’anni fa a nessun giornlalista sarebbe venuto in mente di commentare il tailleur della president di Nilde Iotti o di dire la marca della croce di Vandea portata da Pivetti. Era semplicemente inconcepibile. Bastava che questa Moretti dicesse:” i giornalisti ci inseguono dappertutto perché alle persone interessa più sapere se ho un gatto o un cane che sapere come intendo gestire una Regione, quindi mi adeguo”, invece di sovraeccitarsi e sparare un sacco di corbellerie sul lady like.
le consiglierei il nuovo epilatore a luce pulsata dela Philips… pare sia detraibile dall’irpef.
No vabeh questa è un mito, Berlusconi era modesto a confronto… se la canta e se la suona da sola. Grazie per le grasse risate, dopo Nanni ecco un altro grande comico di nome Moretti.
Io l’intervista a ladylike non l’ho vista, però ho letto di te quando eri all’ospedale e il fatto che farsi i peli rientri tra le 1001 cose che le donne perfette sono in grado di fare mi ha fatto pensare ad Angela Finocchiaro – La donna perfetta: http://youtu.be/TbAE2RkLWfE
Solo su una cosa non sono d’accordo Glasnost, quando dici che eri inguardabile dark-punkettona e con le unghie nere ;). E’ uno stile e dal mio punto di vista può essere sempre arte, come modo di esprimersi. A parte il fatto, che quello in questione, almeno in alcune sua varianti, mi piace.
Per il resto, spot on.
Avrei concesso inizialmente, se avesse affrontato il discorso da un’altra angolazione, a Moretti, il beneficio del dubbio di limitarsi ad affermare l’ovvietà che si può avere la classica (mainstream) immagine femminile senza essere vuote e avendo altro da dire, magari in reazione al continuo soffermarsi dei tabloid sugli stili delle politiche. Ma la maniera in cui l’ha espresso è stata goffa e meccanica, quasi una excusatio non petita, ed un indiretto insulto a chi non aderisse a questi standard di espressione della femminilità, affermando il concetto aziendale di “bella presenza” che fa vendere e che attira i clienti, che diventa la tipica forza conservatrice del capitalismo, l’adeguarsi alle aspettative “medie” del cliente e possibilmente manterle tali, oltre a conservare lo status quo.