La discussione sulla sessualità ha sollevato varie altre questioni. Molte donne non sanno, questo è il punto, e bisognerebbe che ne sapessero di più a proposito di sessualità, corpo, desiderio, piacere. Perché è veramente triste vedere una donna di cinquanta anni che ti racconta di non sapere nulla di orgasmi e masturbazione ed è altrettanto triste vedere che alcune diano per scontato che certi saperi siano oramai stati messi in totale condivisione quando in realtà la censura su questi temi è enorme, non esiste l’educazione sessuale e le sole cose di cui si parla in certe riviste femminili, per esempio, si traducono in un elenco di cose da fare per eccitare “lui”.
Strettamente connessa alla questione della sessualità c’è l’altra faccenda della possibile maternità. Per esempio, mi diceva Lea, che una donna le aveva detto che non sapeva si potesse restare incinta durante le mestruazioni, così come c’è chi non sa che si può avere ancora una mestruazione, l’ultima, quando sei già incinta. Il sangue non vi salva da una gravidanza indesiderata e il sangue può ingannarvi lasciandovi pensare che la vostra gravidanza abbia avuto inizio un mese dopo la data effettivamente esatta.
L’altra cosa che vorrei raccontarvi riguarda un uomo, problematico, fragile, che mi dice di non sapere quali sono le zone erogene delle donne. Dice che durante i rapporti sessuali non parla alle partner e che quel silenzio si traduce in dubbio. Lui non sa quando e come loro sono state bene oppure no. Mi spiega che la sua ansia da prestazione è tanta e che nel sesso è molto imbranato. Non sa davvero da dove iniziare. Ha 44 anni e si imbarazza e arrossisce mentre parliamo di queste cose. Si aggrega una ragazza di 24 anni che dichiara di non avere una sessualità attiva. E’ “spenta”, così mi dice, dal momento in cui ha cominciato a sentire il suo corpo difettoso. Si vede e si sente brutta. Non permette a nessuno di toccarla e lei non sa come toccarsi.
Interrogo, già che ci sono, una donna di 78 anni. Sta nella stessa stanza, assieme a tutti noi, e ascolta con attenzione. E tu, cara, che ne pensi? Mi dice che non ha mai provato piacere nella sessualità. Ha avuto un solo uomo, suo marito, e non sa nulla di nulla. Interviene il 44enne e le chiede come è possibile che da sposata non abbia più cognizione della sessualità e lei ricorda il fatto che ai suoi tempi il sesso era semplicemente funzionale alla riproduzione e che non veniva riconosciuto alle donne il piacere di desiderare ed eccitarsi. Era l’uomo a condurre e la cosa si chiudeva molto in fretta. Butto lì un paio di battute su fellatio e cunnilingus e lei dice che neppure sa di cosa sto parlando.
Mi sento improvvisamente in imbarazzo e un po’ scema perché mi rendo conto del fatto che le battute ironiche non possono essere comprese da chi non sa di che sto parlando. Recupero un’espressione seria e provo a spiegarle i due o tre turni del piacere vissuto tra persone consapevoli. Lei dice che non ne sa nulla. Il 44enne aggiunge che anche lui, in realtà, non sa niente di cunnilingus. Ché l’unica volta che aveva provato lei aveva detto di non gradire e gli era venuto il dubbio di non farlo bene e che non ha mai ricevuto una fellatio perché si vergognava a chiederlo e nessuno l’ha mai offerto.
La 24enne dice che una volta, quand’era adolescente, ha fatto un pompino a un ragazzo, ma ne era quasi rimasta disgustata. Odiava i propri liquidi e le proprie zone erogene, figuriamoci se mai poteva farsi piacere quelle altrui. Così mi rendo conto del buco temporale che si è creato in quella stanza e che è veramente difficile parlare, occhi negli occhi, con una persona che sa molto poco di sesso o ha talmente tanti disagi al punto da non riuscire a viversi una serena affettività.
Il 44enne mi fa delle domande e chiede, timidamente, come ho scoperto quello che so e io provo a raccontare delle mie ricerche e del fatto che, in ogni caso, la mia vita sessuale non mi sembra aver avuto mai grandi intoppi. Non era sicurezza, perché ero piuttosto timida, ma rispondevo agli stimoli con grande desiderio e eccitazione e ho sempre avuto un buon senso dell’umorismo che mi ha fatto trasformare in cose ironiche e serene anche ciò che avrebbe potuto trasformarsi in tragedia. Quasi mi vergogno a parlarne così esplicitamente ma mi rendo conto che un po’ serve e che le discussioni piene di non detti non servono a nessuno.
Il mondo è pieno di persone che di sessualità non sanno davvero nulla. Parlarne è indispensabile. Esprimere dubbi, chiedere informazioni, esplicitare perplessità, va tutto bene, perché quella è una materia che non può, ancora, restare un tabù. L’assenza di una vita sessuale provoca grandi nevrosi, l’ho già scritto. Non sentitevi in imbarazzo. Ditemi: voi state bene? Vivete una buona sessualità? O no?
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Questa è una poesia di Philip Larkin, Annus Mirabilis
I rapporti sessuali ebbero inizio
nel millenovecentosessantatre
(piuttosto tardi per me) –
Tra la fine della censura di Chatterley
e il primo LP dei Beatles.
Fino ad allora c’era stato soltanto
una sorta di patto,
una baruffa per l’anello,
un senso di vergogna che cominciò a sedici anni
e si diffuse in ogni cosa.
Poi il diverbio di colpo svanì:
tutti ci sentivamo uguali
e ogni esistenza divenne
un favoloso en plein;
un gioco in cui non si può perdere.
Così la vita non fu mai migliore come
nel millenovecentosessantare
(sebbene un po’ troppo tardi per me) –
Tra la fine della censura di Chatterley
e il primo LP dei Beatles.
[traduzione di Luisa Pontrandolfo (Alte Finestre, ETS, 1990)]
Io non ho una vita sessuale con altre persone, non sono mai stato con una ragazza. Ho 29 anni. Forse potrei chiedere un sussidio al Vaticano. Per certi versi me la cavo bene, non sono diventato una persona rancorosa, sono piacevole da frequentare, sensibile. La cosa buffa è che non piaccio alle ragazze che mi piacciono (sono ancora alla fase Sognatore de Le notti bianche, mi innamoro diventiamo amici e poi è un casino) e a volte piaccio a quelle che non mi piacciono . Ma è vero che se uno prende un’aspirina, un litro di cola e abbraccia un amico diventa sterile?
Assolutamente no, nel mondo gay la situazione è davvero ai limiti dell’immaginabile. Io sono uscito da certe dinamiche, ma molti ancora ci cascano. Da un lato lottano per emergere, dall’altro per imporre agli altri gay una visione omofoba che percepiscono dalla società, la stessa che li opprime. E’ grazie a questa dinamica che proliferano i siti/macellerie in cui ogni brandello di umanità viene ridotto in cenere. Io per primo ho accettato compromessi assurdi per fare sesso e… mi sento stanco a 22 anni.
> Vivete una buona sessualità?
Decisamente sì.
Da tre mesi, da quando ho incontrato la mia nuova compagna, vivo il sesso meglio di quanto l’abbia mai vissuto prima. Perché insieme abbiamo trovato una sintonia e un’intesa che consente ad entrambi di essere se stessi, e di esprimere appieno il proprio eros, le proprie fantasie, desideri e kinks (sì, siamo entrambi kinky, BDSM-er e poly-friendly).
Anche prima vivevo bene la mia sessualità, perché ci ho passato anni a lavorarci su, e a liberarmi di tutte le idee stupide che mi avevano messo in testa. Vivi bene quando ti accetti per come sei.
Però, certo, per vivere appieno la sessualità devi anche avere un/a partner che sia altrettanto libero/a, ed in sintonia con te.
La “liberazione sessuale” è iniziata negli anni ’60, ma non è ancora finita.
Sarà conclusa quando la società avrà capito che la sessualità “sana” è quella in cui ciascuno la vive a modo proprio – senza nessuno che gli dica come dovrebbe essere.
Quarantacinquenne con due figli, vita apparentemente perfetta, mega villa a firenze, amici, viaggi, marito, tutto top ma vita sessuale dopo la nascita del mio primo figlio è andata in standby. Ho scoperto finalmente il sesso da un anno. Cazzo ho passato una vita senza provare un orgasmo o senza mai provare sesso orale, sono proprio una sfigata. Ho trovato un “amante” fuori dagli schemi, tamarro, ignorante, sdentato ma un professionista del sesso. Adesso non ci sto più dentro alla mia triste vita coniugale e sono caduta in una profonda crisi esistenziale di mezza età. Ma almeno ho provato dei meravigliosi orgasmi che mi ricorderò per sempre!
Ciao. Ho 49 anni. Per me il sesso è sempre stata un’ossessione e una chimera. Io faccio parte della “Postal Market” generation, di quelli che si masturbavano guardando le favolose foto di signore in lingeria trasparente riposte nelle pagine centrali del mitico catalogo. La mia prima esperienza sessuale la ebbi a 10 anni, con i miei compagni di classe. Una cosa gaya, insomma, nella quale mi trovai coinvolto totalmente. Tanto che continuai per qualche giorno con un mio compagno la relazione. Improvvisamente caddi in un misterioso stato di depressione, terribile e confessai tutto ai miei, che non la presero bene. Contemporaneamente ero innamorato di una mia compagna di classe mai i facevo parte dei rifiuti della classe (uno che alle feste non viene invitato, per essere chiari). Poi son passati 19 anni. Fino ai 29 anni ebbi il terrore di avvicinare una ragazza e farci qualcosa. Dico “una ragazza” perchè i miei sentimenti d’amre li provavo per le donne, ma in mezzo c’è anche un desiderio di rivincita. Credo di essere bisessuale, a dire il vero. Comunque la relazione con questa ragazza fu terribile. Non provavo piacere, non ci amavamo in fondo (e in fondo lei non fu mai gentile con me). Ah, a 26 anni andai da una prostituta, in casa. Risultato nullo, anzi quando uscii provai pure sollievo. Poi ebbi una lunga relazione con quella che tutt’ora è la mia socia, anche se non mia compagna: però il sesso venne a mancare presto. Credo che tra noi due in fondo andasse benissimo. Io e lei siamo due complici, l’equilibrio è questo. Lei soffre di tantissime problematiche di salute ed è intelligentissima. Per il resto il resto del mondo mi sembra una porta chiusa, anche se c’è tanta gente che mi vuole bene. Poi circa 5 anni fa mi misi con una bellissima donna un po’ più giovane di me che mi eccitava e mi eccita ancora adesso. Una persona a cui voglio tantissimo bene. Ma anche lei ha un tabù nei confronti del sesso e del suo corpo terribili. Benchè nemmeno battezzata e con genitori iperlaici, come molte persone con una famiglia così, è peggio di una suora. Ci siamo lasciati perchè per me cambiare vita così a 44 anni significò una gioia ma anche un avvicinamento alla morte davvero spaventoso. Comunque in un modo o nell’altro mi è capitato di sentire discorsi in cui, maschi e femmine, minimizzano l’importanza del sesso nella vita. Io ho sempre avuto una fervidissima fantasia sessuale, non c’è minuto nella mia vita in cui il sesso non sia presente. Non credo sia solo legato alla mia sensibilità ma ad un fatto: quello che il sesso sia centrale nella vita di una persona e che normalmente le persone usino delle scorciatoie sia per praticare che per rifuggire il sesso. Molte persone sbagliano col sesso. O tra i maschi c’è l’idea che da giovani devono fare collezione di scopate per poi “sistemarsi” o che sia da imbecilli pensare al sesso e magari è meglio sublimare. Le donne son più pacifiche forse anche se i miei incontri son sempre stati problematici da ambedue le parti. Risultat: una vita diversa, con risultati diversi (la mia vita confuta alcune mitologie tipo “le cose bisogna farle da giovani”, vedi carriera artistica) ma anche una forma di depressione che mi perseguita da sempre (sono da anni in cura, a volte ho crisi profondissime e son stato alcoolista per tanto tempo). Chi ridimensiona il sesso mente e ha paura di camminare verso la propria profondità.