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#Nappi, #Fusaro e l’anticapitalismo di destra

valentina nappiSul web, se vi fa piacere, potete leggere uno “scambio” di battute tra Valentina Nappi, dalle pagine di Micromega, e Diego Fusaro, a partire da un blog chiamato l’Intellettuale Dissidente. Le prime battute furono quelle di Valentina Nappi che ragiona di anticapitalismo e fascismo arrivando a conclusioni che possono trovarvi d’accordo oppure no. Risponde Fusaro che la paragona pressappoco ad un verme e mentre tira fuori un sempre verde “né destra né sinistra” racconta la sua teoria.

La Nappi risponde dedicando una squirtata (in faccia) al Fusaro e il Fusaro scrive che lo squirtaggio sarebbe “emblema della società dello spettacolo e della pornografia del capitalismo postborghese“. Fiumi di parole per dire una cosa sostanziale: una pornostar ha da fare la pornostar e deve evitare di filosofeggiare, qualunque sia l’argomento che le piace trattare. Un tal Riccardo, tra i commenti al post di Fusaro, sostiene che non varrebbe la pena rispondere a una “prostituta“.

Tutto ciò dopo che Fusaro scrive che vedere la pornostar come l’emblema dell’emancipazione delle donne è più o meno una cosa brutta brutta (e qui mi sembra di rileggere talune femministe radicali che pronunciano l’antipornografia con lo stesso piglio di Andrea Dworkin). Da Libernazione partecipa Capriccioli che parla di maschilismo pur non essendo, da quel che leggo, d’accordo con nessuno dei due. Riferisce Il Giornale, con il solito piglio finto/antimoralista, che passa in difesa della Nappi a partire da una posizione sessista. Ce n’è per tutti, dunque, e il fatto è che detta così non ci si capisce molto. Io tenterei di fare una sintesi che mi è più comprensibile. Che esista, oggi, una destra anticapitalista, ovvero quella socialnazionalista che in nome di un “né rossi né neri ma liberi pensieri” va in giro a distribuire pagnotte ai poveri e scende in piazza tentando di rubare la rappresentanza di movimenti di lotta per la casa, per il diritto al reddito, per il lavoro, è un fatto più che acclarato. Basta solo guardare certe piazze forconiane, con tanto di cartelli dedicati alla famiglia, slogan razzisti, antiabortisti e omofobi e varie ed eventuali che tenderebbero a sfruttare povertà e sete di lavoro per realizzare correnti politiche che, a parole, sembrerebbero più di sinistra della stessa sinistra.

E’ anche vero che oggi, con il centro sinistra che pare essere lo sponsor principale del neoliberismo, con le sue teorie sul lavoro flessibile, licenziamenti facili, sottrazione di diritti, e vai con questa becera musica, è molto facile fingersi sinistra a partire da destra. E’ facile per chi, per esempio, si lascia incantare dalla narrazione mediatica dominante che spaccia per terroristi i movimenti dei centri sociali e i vari gruppi di sinistra o anarchici che difendono territori dalle speculazioni, difendono persone dagli sfratti e chiedono reddito e casa senza perciò aderire a questo o a quel partito.

Chi invece conosce questi movimenti sa perfettamente che spesso le loro piazze vengono infiltrate da fascisti che non mollano l’ideologia neppure per un secondo e che recitano slogan per il “popolo”, sono pro/palestina mentre sdoganano proclami antisemiti, parlano di anticapitalismo con soluzioni nazionaliste, raccontano di lotte per il lavoro mentre, nella stessa frase, sputano veleno contro migranti o gay. Vista in questo modo, dunque, al di là di quello che dicevano Nappi e Fusaro, si capisce che esiste una destra anticapitalista, un tempo si chiamava addirittura fascismo noglobal, e perciò si capisce anche perché Fusaro, che a occhio mi pare uno che pronuncia il superamento delle categorie destra e sinistra, abbia risposto in quella maniera. Posso sbagliarmi ma mi pare di capire che, personalmente, non ci sia da rallegrarsi da nessuna delle conclusioni in campo.

L’unica parte sulla quale vale la pena produrre un ragionamento, senza entrare nel merito delle loro argomentazioni, è quella che riguarda il paternalismo di Fusaro che stabilisce che la Nappi non potrebbe dirsi emblema dell’emancipazione della donna (davvero?) e fondamentalmente la relega ad un ruolo del quale lei non potrebbe liberarsi mai. In questo senso capisco perché lei gli abbia risposto così e, a prescindere da tutto, che vi devo dire? A me lei continua ad essere molto simpatica e continua a piacermi.

Fa la pornostar, ha delle idee, le manifesta, non si lascia zittire da nessuno ed entra nel merito di varie questioni, le donne, la maternità, l’omofobia, il sessismo, etc etc, a volte dicendola giusta, altre volte dicendo cose che non condivido affatto, ma in ogni caso non usa la bocca solo per fare pompini e le mani per fare seghe. E’ una persona e come tale va considerata. Pensate un po’, ha anche un cervello così come ce l’hanno le sex workers in questo caso impropriamente citate per parlare di una pornostar. E’ che di moralismo e sessismo l’Italia è piena. Vediamo un po’: quello si, lo confermo, non è né di destra né di sinistra.

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5 pensieri su “#Nappi, #Fusaro e l’anticapitalismo di destra”

  1. A volte serve anche sprecare un paio di parole per un Diego Fusaro. E ovviamente turandomi il naso.

    Ora che codesto pseudo-filosofo de noantri non sia in grado di comprendere lo sfottò para-femminista e femminile nei suoi confronti di Valentina Nappi posso più che capirlo, così come posso anche capire che quello squirting che Valentina vorrebbe dedicare alla sua faccia potrebbe distruggerlo, e nessuno più del prete Fusaro ne è cosciente (Fusaro, dietro l’apparente edonismo “allegro” della Nappi c’è un tale odio e una tale rivolta del corpo, quello che conta, Fusaro, il Corpo!, contro di te e tutti i lemuri come te che non te lo puoi nemmeno immaginare, o te lo immagini?), ma che venga a sciorinarci che “la pornostar Nappi e gli intellettuali di Micromega lavorano per la distruzione della cultura borghese e il mantenimento del capitalismo”, beh, questo è grave.

    Ma è grave non tanto per l’enormità della fesseria pronunciata, che di per sè non è nemmeno commentabile, e d’altronde è di Fusaro che stiamo parlando – Fusaro, Valentina Nappi non è rappresentativa di niente (e nemmeno gli intellettuali di Micromega se per questo), e in media sbaglia tutto quello che dice e che fa, ma la sua intenzione è capibile, ed è buona, mentre la tua no – bensì per il fatto che un individuo del genere, con un semplice “prof” davanti al suo nome, possa avere la facoltà di andare ad “insegnare” corbellerie del genere: “la distruzione della cultura borghese e il mantenimento del capitalismo”, nel 2014 e all’interno di una istituzione come l’Università italiana, a degli allievi che non dovrebbero essere lì solo per perdere del tempo, e che rischiano pure di ripeterle domani in un eterno ciclo dell’idiozia che si configura come un incubo ancora più grande.

    In conclusione che dire? Posso solo suggerire a Valentina Nappi di non rispondergli più e di non perdere più tempo con lui, hai altro da fare e se ti riesce cerca di farlo meglio. Perchè Fusaro è la morte, fosse anche soltanto dell’intelligenza, mentre tu sei la Vita, e il tuo compito è molto più importante e impegnativo.
    OK? Forza allora!

  2. Ieri una mia amica mi ha segnalato proprio quell’articolo che alla fine mi ha fatto incazzare per alcune ragioni e non ultima quella di aver polemizzato con la ragazza solo perchè, questa, sicuramente ha dato del fascista a tutta una serie di persone di sinistra che si comportano proprio da fasciste , rinunciando a quegli ideali di libertà, solidarietà che dovrebbero essere nel dna di una persona di sinistra.Nell’articolo in parte c’è anche un analisi corretta ma sono le risposte sbagliate. A cominciare dal voler contrapporre la pornografia ad una degenerazione della società come se fosse colpevole di chissà cosa. In questo la sinistra è diventata moralista,becera,morbosa peggio dei democristiani post guerra o dei fascisti.
    Ma poi ancora propone una vecchia ideologia per combattere il potere finanziario e cosa propone?E certo …propone la lotta al capitalismo! Un genio! Ecco perchè noi di sinistra non vinceremo mai.Ecco perchè alla fine un sacco vuoto è diventato presidente del consiglio! Ma possibile che la sinistra non sappia sintetizzare una nuova politica capace di guardare al presente per costruire il futuro? Non è al capitalismo che si deve far la guerra ma a chi calpesta le regole. La guerra la si deve fare a chi non vuole lo Stato.C’è bisogno dello Stato che sia garante con imprese statali che stiano sul mercato insieme alle private perchè solo così si potranno garantire prezzi minimi onesti e chi vorrà far concorrenza semmai la dovrà fare in qualità. Ma non è la guerra al capitalismo che si deve prospettare e non certo prendersela con la pornografia.
    A pate ciò, ti leggo spesso e 99 su 100 sono d’accordo con ciò che scrivi.Mi piace il tuo modo di considerare le donne prima di tutto persone;non come fanno certe femministe ottuse che pensano siano tutte uguali e fatte con lo stampino.Donne da proteggere o, come nella risposta di quel coglione che hai citato, donne che devono stare al proprio posto come se una donna solo perchè fa film porno non avesse il diritto di difendere la sua categoria.

  3. Non condivido una sola parola di quel che dice Fusaro (oddio), ma ho letto l’articolo “squirtare in faccia a Fusaro” (bel titolo) e non ci ho capito assolutamente nulla. Quell’articolo non ha senso, che tu sia pornostar o chicchessia, questo fatto è incontrovertibile, e no, non è per un mio deficit cognitivo. Quindi, mentre mi chiedo de che stamo a parlà, sono sopraffatta da quest’immagine grottesca del dibattito, in cui gli pseudo-filosofi istituzionalizzati sono totalmente ignoranti quando si tratta femminismo & co., e qui non c’è scusa che tenga, e le pornostar intervengono più che legittimamente, ma coprendo con un linguaggio pacchianamente contorto il nulla, e questo scatena un dibattito in cui non si capisce bene di cosa stiamo parlando. Bah. PS: l’intellettuale dissidente è un giornale veramente orrendo.

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