Disavventure ginecologiche di una prostituta

Voi penserete che la ginecologia c’entri poco con la prostituzione o al massimo debba munirsi di formule riparatrici perché una vagina troppo attiva più che di una ginecologa dovrebbe aver bisogno di un muratore che si occupi di restauri. In realtà si tratta di pregiudizi perché la mia vagina non subiva crolli e le pareti del mio utero non presentavano crepe. Anzi, in quanto prostituta penso di aver avuto accesso alle attenzioni e alle cure di un ginecologo molto ma molto più rispetto a una donna che fa qualunque altro mestiere.

L’unica cosa è che di ginecologi ne ho dovuti cambiare molti per via del fatto che non sempre erano obiettivi quando analizzavano le mie robe interne dopo aver saputo che mestiere faccio. Alle domande di rito, se fai sesso, in che modo, eccetera, io preferivo rispondere con sincerità. Il primo verificò la mia profondità peggio che fosse uno speleologo. Il secondo sembrava cercare residui fossili di passaggi umani. Dovetti spiegare che lo sperma è roba fluida e che comunque io non facevo il mestiere senza preservativo. Lo rassicurai, inoltre, del fatto che capita raramente che ad un uomo si stacchino pezzi di pene che restino attaccati alle pareti della vagina. Anche il successivo sembrava più un archeologo che uno davvero interessato alla mia salute. Mi chiese se usavo attrezzi per fare sesso e gli parlai di dildi, palline e di qualche altro marchingegno del piacere. Mi guardò come se fossi una figlia del diavolo e dopo un vade retro stabilì che non avrei più avuto bisogno di lui.

Poi ci fu la ginecologa che quando seppe che avevo perfino partorito un figlio mi disse che il passaggio di un bambino da quella vagina “sporca” lo avrebbe sicuramente segnato. Le dissi che se lei immaginava che la mia vagina fosse tanto affollata era perché c’era il mondo intero ad applaudire la venuta al mondo di mio figlio. Applausi alla nascita, come fosse un divo. Cosa può esserci di meglio?

Poi ci fu quella che quando chiesi di abortire mi disse che si si, certamente era la cosa migliore da fare. Allora spiegai che non volevo abortire perché sono una puttana ma solo perché, come tante altre donne fanno, non volevo un altro figlio e non l’avevo scelto. Tutto qui. La facilità con la quale favorirono la mia operazione mi lasciò immaginare che alcuni preferirono restituire quelle cellule al nulla pur di non lasciare che si sviluppasse un feto dentro di me. Mentre mi anestetizzavano per l’intervento un dottore mi chiese, con disappunto, se mentre aspettavo il primo figlio avessi continuato a esercitare la mia professione. Gli dissi che avevo limitato le mie attività a sani sfoghi ormonali, perfino terapeutici, durante i quali frustavo i miei clienti. Chiesi se nel loro reparto avevano immaginato un servizio del genere per le convalescenti gravide. “E’ veramente utile, lo sa?”. La sua espressione si fece imbarazzata e poi atterrita.

L’ultima, appena poche settimane fa, mi ha detto che i miei fibromi si sono moltiplicati e mi ha detto che la motivazione è semplice. “Signora, lei non ha avuto altri figli. Il suo modello di vita ha favorito tutto questo.” E’ stato allora che ho deciso di non tollerare più questi commenti e queste colpevolizzazioni. Fai il ginecologo o il prete? Che razza di medici esistono nei nostri ospedali? Puttana o no io pago il ticket perché dichiaro comunque una specie di guadagno. Ho un’attività ufficiale, un negozio, che mi permette di dare un futuro a mio figlio, non sono diversa da tante altre donne e il fatto che si pensi che la salute delle donne possa essere condizionata, punita, dalla scelta di promiscuità mi fa pensare a quella montagna di pregiudizi che accompagna un gay quando va a dire che ha l’Aids.

Per chiarire, ve lo giuro, per quanto abbiate idee malsane su quello che i clienti possano desiderare e fare con una puttana, vi assicuro che nessuno ha la capacità/possibilità di raggiungere e danneggiare l’utero con il pensiero. E no: le malattie delle donne non aumentano con il numero delle penetrazioni. Anzi. Senza voler parlare di me, mi dicono che la questione, semmai, sarebbe inversamente proporzionale. Meno sesso fai e più stai male.

Però, cosa posso saperne io. D’altronde…sono solo una puttana.

Ps: è una storia vera. Grazie a chi me l’ha raccontata. 

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Comments

  1. Grazie per il bellissimo post e grazie alla persona che ha avuto il coraggio e l’umanità di raccontarci la sua storia.
    Grazie.

  2. Molti medici ti colpevolizzano comunque , chiunque tu sia, a me avevano detto che i fibromi crescevano perchè ero “inattiva” da troppo tempo… Non capisco davvero questo desiderio di alcuni rappresentanti della categoria di voler normare l’altrui sessualità attraverso sottili insinuazioni , come se qualsiasi manifestazione patologica nei genitali fosse diretta conseguenza delle nostre pratiche sessuali.

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