Questo lo scrivo soprattutto per amiche e amici (anche virtuali) che mi vogliono bene e si preoccupano per me.
Nella mia terra e nella cultura che lì viene diffusa il rapporto medico paziente è un po’ fatalista. Ci vai quando non ne puoi fare a meno e comunque se Dio vuole sopravvivi e sennò pazienza. In generale quello che orienta le tue scelte in campo sanitario si riassume in un detto che ti porti dietro dall’infanzia: “mettiti le mutande pulite e fatti il bidet perché se esci non sai mai quello che ti può succedere e se finisci in ospedale nessuno deve pensare che sei di povere origini, dunque sporca, trascurata e di cattiva famiglia“.
Così, più che preoccuparsi della nostra buona sorte si passa il tempo a temere la sfiga di capitare al pronto soccorso giusto il giorno in cui non ti sei cambiat@ le mutande. Ma il concetto di per se’, per quanto possa apparire tradizionalista, dice anche un’altra cosa che è per davvero insospettabile. I familiari autorizzano i medici a toglierti le mutande, per necessità, certo, ma intanto in quei contesti puoi stare a figa all’aria e non c’è un problema di pudore. Nessuno ti dà della depravata e nessuno si sconvolge di quello che succede attorno al tuo corpo.
Volendo riassumere la questione direi che è una cosa parecchio liberatoria. C’è gente che è pagata per curarti e che ti tocca, ti palpa, ti fa spogliare e che esplora ogni minuscolo centimetro del tuo corpo andando ben oltre la semplice visione esterna. La pornografia ospedaliera passa attraverso una accurata radiografia che misura il sex appeal delle tue ossa, o attraverso un marchingegno endoscopico che ha una piccola telecamerina incorporata e che filma ogni piccola parte di te, intestini e feci inclusi. Che dire delle varie ecografie in cui il mezzo per toccarti è un affare che esplora le tue aree esterne per raggiungere quelle interne. Una specie di miracolo. Ti danno una ripassata all’addome e ti possono dire di quanti centimetri è la tua cistifellea. Se poi resti a fare una trans-vaginale, con tanto di roba infilata che ti esplora l’utero, mentre all’esplorazione assistono anche un tot di giovani specializzandi, ti rendi conto di quanto sia sopravvalutata quella parte anatomica e di quanto la morale varia a seconda di quando, dove, e come la figa diventa oggetto di spettacolo.
E’ per la tua salute, mi direte, ma anche il sesso consensuale, secondo me, è una questione di “salute” e il fatto che i corpi vengano considerati in modo tanto diverso, con moralismo e un alone di misticità se in fase di orgasmo e con tanta pragmaticità quando bisogna occuparsene in altro senso, la dice lunga su quanto la cultura influenzi il modo in cui guardiamo o vengono guardati i nostri corpi.
In definitiva la pornografia ospedaliera, che tutto vuol far vedere, fino all’ultimo frammento di cellula, per quanto a volte sia invasiva, in qualche caso perfino dolorosa, è l’altra faccia della medaglia, quella che tanti spettatori eccita mentre guardano serie televisive che perdono un’ora a farti vedere la consistenza di un fegato o di un cuore che riprende a battere. Dei corpi piace anche la parte interna, diciamolo, e se le nostre nonne avessero saputo avrebbero detto che oltre a essere pronte con le mutande pulite bisogna fare un clistere prima di recarsi in ogni posto a rischio. Pulite dentro e fuori, così ci vogliono.
Ora capirete che dopo un po’ di giorni di manipolazione e godimento muto mi sento un po’ sfinita e non vedo l’ora che ricominci la trafila per sentire se bisognerà esplorare ancora più a fondo. Però, credetemi, non c’è nulla di più comico che guardare la faccia di un medico imbarazzato che ti strizza la tetta e ti dice che non riesce a beccare l’immagine del ventricolo.
Alla mia prossima assenza, dunque, pensatemi così: a gambe e figa all’aria, con il corpo in balìa di un’orgia di dottori e con me che sperimento nuove forme di piacere. Perché potrò anche stare male ma sono pur sempre Eretica e se sto male allora sto male godendo. 🙂
Un abbraccio a tutt*.
Una dice… fammi un po andare a fare un controllo ed ecco che ti arriva il palpeggiatore di turno…
Ti pensiamo con gioia eretica, grazie e auguri!
coincidenza, anch’io da un paio di mesi sto spessissimo in ospedale. E anche a me è venuto da ridere davanti al medico che, imbarazzato, mi sposta la tetta per far passare l’ecografo…son cose. E il “per piacere, si spogli”, poi… (Ok, ma va detto che con tutta la buona volontà, cose come una gastroscopia non sono eccitanti per niente 😦 ) In bocca al lupo.
Ma non è che ti piace il clinical? :-p In bocca al lupo. è sempre un piacere leggerti!
In questo momento ho riaperto il computer e ti abbraccio di nuovo!!
Quel che viene ritenuto osceno è, in realtà, il piacere, non la nudità. L’ambito ospedaliero ne è una delle tante conferme.
Esistono prove storiche dove si descrive il periodo in cui la nudità era normale, ma il piacere cominciava ad essere condannato dalla Chiesa e conseguentemente dalla classe medica.
Ci tornerò su, magari in un momento più opportuno.