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#Germania #SexWorking: arrivano le/gli abolizionist* che vogliono schedare i/le sex workers!

"Noi non abbiamo bisogno di essere salvat*"

“Noi non abbiamo bisogno di essere salvat*” – Source: BesD

Com’era prevedibile (e come avevamo previsto) l’ondata moralista e abolizionista che arriva dal nord intende mettere in discussione innanzitutto le leggi di quei paesi che hanno già regolarizzato la prostituzione. Una campagna delegittimante nei confronti delle sex workers e delle loro rivendicazioni viene portata avanti da lungo tempo al punto da descrivere la situazione tedesca per sentito dire, per convinzione personale, o per semplice incapacità di fare informazione in modo intellettualmente onesto.

Dopo le pressioni svedesi e britanniche sul parlamento europeo per ottenere la risoluzione abolizionista e dopo la legge francese, tuttavia bloccata in senato, ecco una proposta di legge tedesca che segue la deriva bacchettona e autoritaria che la “socialdemocrazia” ha intrapreso in Europa. Vi sintetizzo la faccenda usando le parole di Paolo che ha tradotto un po’ di cose per la pagina del Comitato per la difesa dei diritti delle Prostitute.

I punti della proposta di riforma della legge tedesca sulla prostituzione (Prostitutionsgesetz ), sostenuta da CDU (conservatori) e SPD (socialdemocratici), i due partiti al governo sono tanti.

– Proibizione dei bordelli flatrate, dove le sex worker guadagnano un fisso giornaliero e sono considerate lavoratrici dipendenti. La trovata pubblicitaria di questi posti è che entri e fai sesso con quante donne vuoi. In generale sono rari gli uomini che superano la singola prestazione con la singola donna. Di solito chi lavora nei flatrate lo fa perchè, per i motivi più vari, è fuori dal mercato nei bordelli normali o perché ci sono persone che preferiscono una posizione di lavoro dipendente e un fisso sicuro piuttosto che essere lavoratori autonomi soggetti alle oscillazioni del mercato. La Coalizione sostiene che questi luoghi sarebbero degradanti, perchè vi sarebbe l’obbligo di avere un numero indeterminato di clienti senza adeguato compenso. In realtà invece l’esigenza della chiusura non è certo venuta dalle Sex Workers che vi lavorano, che vedono questi club invece come un porto sicuro in alternativa alla strada. Ed è proprio sulla strada che questa riforma rischia di mandarle.

– Proibizione di locali nei quali si lavora anche facendo gang bang, quella pratica che normalmente vede una donna accompagnarsi a più uomini contemporaneamente. A fronte del pagamento di un biglietto d’entrata il cliente accede ad una o più stanze nelle quali una o più Sex Workers tengono sessioni di 30/40 minuti con più uomini, e per quella sessione incassano un compenso fisso, normalmente molto alto. Questi luoghi in Germania non sono molti e non sono nemmeno per tutti, nel senso che ci vuole una certa esperienza, parecchie persone hanno difficoltà e timore a fare sesso attivo con la presenza di sconosciuti. Non è infrequente che vi siano clienti che, attirati dalla curiosità, paghino il biglietto per poi ritirarsi senza essere riusciti a consumare, intimoriti da una pratica per cuori e menti solide, dove è sempre necessario sapersi muovere. Per contro le SW che vi lavorano sono tutte persone ben determinate alla professione, con esperienze importanti nel mondo del lavoro sessuale. Anche in questo caso c’è il solito richiamo a pratiche degradanti (degradante è uno dei termini tanto cari agli abolizionisti, giusto per ricordarlo…) fondato realmente sul nulla, anzi esclusivamente su una visione filoabolizionista: nel presupposto che ciò che è lecito e dignitoso senza soldi diventa indegno e illegale a pagamento, con buona pace della libertà di scelta consapevole delle SW su come guadagnare attraverso il lavoro sessuale. Anche qui la proibizione di questi luoghi non è certo un’esigenza delle SW, che cercheranno altre forme per incontrare questa clientela di appassionati con il rischio ritornare nell’illegalità e nel lavoro nero.

– Registrazione dei Gestori, con la possibilità di non consentire a persone con precedenti penali di gestire case. Non dovrebbe essere retroattivo. Lascia qualche perplessità, l’aumento del peso burocratico di nuovi obblighi e nuovi controlli sarà a scapito delle strutture più piccole, mentre meno problemi avranno le megastrutture.

– Registrazione dei /delle Sex Workers. Un grande passo indietro, una mossa terroristica per scoraggiare il lavoro sessuale, un moltiplicatore di stigma. E’ sotto attacco l’anonimato e il rispetto della privacy. E’ esattamente quello che nessuna Sex Worker in tutto il mondo vuole. Ogni schedatura viene giustificata con la sicurezza dei/delle Sex Workers. Ogni schedatura è sempre contro le Sex Workers, divide, crea sempre due categorie, regolare/irregolare, legale/clandestino. Quel nome inserito negli archivi dello Stato sarà una spada di Damocle perpetua per chi, ed è la maggioranza, utilizza il lavoro sessuale per un periodo breve/medio della sua esistenza e poi sparisce verso una vita diversa.

– Età minima 21 anni per fare lavoro sessuale. E’ il punto più controverso. Vuol dire far entrare nell’illegalità una fascia vulnerabile del lavoro sessuale. L’intento chiaro è fermare l’ondata degli ultimi anni da Romania e Bulgaria, anche se di questo effettivo aumento di persone migranti non è data prova. La tratta non c’entra nulla, la questione è che parecchie migliaia di ragazze hanno capito l’affare e arrivano in Germania molto presto, attirate dal guadagno, visto che ancora oggi una buona giornata in un Flatrate vale come un mese di lavoro dipendente in Romania. Non sono così tante queste Sex Workers migranti, ma è quello che si tenta di far percepire alla pubblica opinione. Per questo si vuole una riforma che tolga per tre anni (18-21) la piena capacità di agire a questo gruppo di persone. Una specie di volontà limitata. A 18 anni si può avere una divisa, sparare, uccidere, ma non si potrà fare lavoro sessuale. L’intento è anche moralista e salvifico, nel presupposto che il lavoro sessuale sia un danno in sé, e sulle persone giovani il danno sia maggiore.

– Preservativo obbligatorio. Ancora un intervento moralistico sulle pratiche condivise del lavoro sessuale. A parte la difficile applicazione della norma, è un tentativo assolutamente ingiustificato di intromissione nella libertà sessuale di persone adulte e consenzienti. Come si è ricordato più volte, la regola è che rapporti completi siano sempre protetti e i rapporti orali scoperti spesso a fronte di una maggiorazione del compenso. In 12 anni di legalizzazione clienti e Sex Workers sul punto si sono sempre autogestiti e con ottimi risultati, se è vero che in Germania, a differenza di molti paesi proibizionisti, da anni non vi è alcun significativo aumento delle Malattie Sessualmente Trasmissibili.

Il complesso delle proposte di riforma dei partiti oggi al governo in Germania mette assieme senza dubbio tante idee abolizioniste per mettere in difficoltà chi fa lavoro sessuale, colpendo le fasce più svantaggiate e la parte di clientela meno abbiente.
I richiami moralistici sono manifesti soprattutto nel divieto di flatrate e di gangbang party, avviliti dal fatto che pare chiaro che nessun proponente la riforma sa davvero di cosa parla e non ha mai nemmeno parlato con le SW che lavorano in questi luoghi. A mio parere molto pericolosa è la registrazione obbligatoria per i/le Sex Workers, che potrebbe essere affidata alle autorità provinciali, con il rischio veramente concreto di tanti casi di violazione del diritto all’anonimato.
Il Prostitutiogesetz è una legge che funziona bene, funzionerebbe meglio solo se si togliessero i divieti ancora presenti. Con la riforma io vedo un primo tentativo di non far funzionare più bene niente, di creare illegalità, di peggiorare la condizione delle SW più in difficoltà, di aprire spazi alle idee abolizioniste, di rilanciare la legittimità del giudizio morale che usa il divieto come arma politica per il controllo della sessualità e dunque, in definitiva, delle persone.

Le Associiazioni di Sex Workers tedesche naturalmente sono contrarie su tutto, e chiedono invece la decriminalizzazione totale del lavoro sessuale.

Mi pare interessante la sintesi di Katja Dörner, parlamentare dei Verdi Tedeschi:

“E ‘necessario migliorare la legge sulla prostituzione, ma con una riforma che vada a vantaggio delle donne e degli uomini che lavorano nella prostituzione. Misure come quelle volute dallUnione [i partiti conservatori CDU e CSU] servono solo a rendere la vita difficile alle prostitute. Nessuna di queste proposte può essere d’aiuto ai lavoratori del sesso in situazioni precarie. E’ tutto populismo “.

"Il problema non è il mio lavoro, ma il tuo prurigginoso moralismo"

“Il problema non è il mio lavoro, ma il tuo prurigginoso moralismo”- © Matt Lemon Photography. All Rights Reserved

Ancora da Paolo una traduzione di una intervista con Fabienne Freymadl, Portavoce di Berufsverband erotische sexuelle und Dienstleistungen, BesD (sindacato dei sex workers nato nel 2013), tratta da Taz.de:

BesD è un’organizzazione registrata con sede a Berlino.
L’organizzazione persegue gli obiettivi di: migliorare le condizioni di lavoro dei lavoratori del sesso, fornire informazioni e orientamento sui diversi aspetti del lavoro sessuale, impartendo un quadro realistico sul lavoro sessuale, agire contro la discriminazione e criminalizzazione di coloro che sono coinvolti nel lavoro sessuale.

Nel tentativo di frenare la c.d. “prostituzione forzata” *, la coalizione di governo di Conservatori e Socialdemocratici ha trovato l’accordo sui principi di base per riformare la legge sulla prostituzione tedesca del 2002. In un’intervista di Barbara Dribbusch per il quotidiano tedesco Die Tageszeitung, Fabienne Freymadl, portavoce politico dell’organizzazione dei lavoratori del sesso BesD, mette in guardia contro una legge moralizzatrice e spiega perché le riforme danneggiano i lavoratori del sesso e non riescono a realizzare il loro presunto obiettivo.

Divieto di Flat Rate e Gang Bang party

In futuro, i lavoratori del sesso dovranno registrarsi presso le autorità, i proprietari di bordelli dovranno sottoporsi a controlli di affidabilità, e Flat Rate e Gang Bang Party saranno messi fuorilegge. Queste misure fanno parte della prevista riforma della legge sulla prostituzione in Germania, che i membri della coalizione di governo hanno concordato giovedì 14.08.2014 .I lavoratori del sesso, però, respingono quanto previsto dalla riforma.

Manuela Schwesig, Ministro della Famiglia (socialdemocratici), ha dichiarato che con la nuova normativa, per la prima volta, ci sarebbero “regole chiare per la prostituzione legale in Germania, in grado di proteggere le donne”.

Socialdemocratici (SPD) e Conservatori (CDU / CSU) stanno ancora discutendo su altri elementi, tra cui l’età minima per i lavoratori del sesso a 21 anni. I Conservatori, infatti vogliono innalzare l’età minima per il lavoro sessuale da 18 a 21anni.

Tra gli elementi già concordati c’è l’introduzione dell’ obbligo di registrazione per i lavoratori del sesso. Le prostitute dovranno quindi registrarsi e successivamente chiedere la cancellazione della registrazione alle autorità comunali. I singoli Stati federali dovranno decidere quale autorità locale sarà responsabile, ha detto un portavoce del Ministero Federale della famiglia. il Ministero per la Famiglia e Ministero Federale per la famiglia sono la stessa autorità: Il nome completo del ministero è ‘Ministero federale della famiglia, degli anziani, le donne e i giovani’.

Una legge che preveda la registrazione obbligatoria danneggia le donne, ha criticato Fabienne Freymadl, portavoce politico dell’Organizzazione BesD, che difende i diritti dei lavoratori del sesso in Germania.

I timori dell’obbligo di registrazione

Soprattutto i lavoratori del sesso che lavorano su una base part-time non vogliono registrarsi a causa del rischio che i loro dati possano essere comunicati a terzi ,e le donne potrebbero essere emarginate a causa dello stigma che ancora grava sulla professione- ha detto Freymadl-. Inoltre chi subisce violenze, potrebbe non denunciarle più alla polizia , se non in regola con la registrazione obbligatoria presso le autorità.

Il BesD è anche critico con “regime di permessi” e i “controlli di affidabilità” per proprietari di bordelli. Secondo la nuova normativa, i proprietari di bordelli con precedenti penali possono essere esclusi dalla gestione operativa delle case. Tuttavia, è prevista una deroga per coloro che hanno precedenti penali , se singole persone che vendono sesso in appartamenti privati. (N.D. T. italiano: non mi è chiaro, penso si riferisca a coloro che gestiscono appartamenti privati di piccole dimensioni, con la necessità, dunque, di distinguere i bordelli a seconda della loro dimensione. Questo problema in Germania, finora, non si era mai posto. Lo dice anche l’intervistato di seguito.)

È poco chiara, tuttavia, la definizione di “bordello”,- ha detto Freymadl-. Anche un appartamento affittato da tre donne da utilizzare per il lavoro sessuale potrebbe potenzialmente essere etichettato come un bordello

La messa al bando dei Flatrate e dei Gang Bang Party dimostrano il vero intento moralizzatore della riforma -ha aggiunto il portavoce dell’associazione -. La messa al bando di alcuni modelli e pratiche commerciali, che l’opinione pubblica percepirebbe come particolarmente umiliante, non serve a combattere la c.d. “prostituzione forzata”, dal momento che le organizzazioni criminali non danno certo retta divieti o altro.

Le offerte forfettarie sono uno “stratagemma pubblicitario”

Il cosiddetto sesso forfettario- Flat rate significa che gli uomini che pagano una tariffa “tutto compreso” possono rimanere diverse ore in un bordello e fare sesso tutte le volte che lo desiderano. Ma è solo una trovata pubblicitaria, -ha detto Freymadl-. Di solito, questi uomini riescono ad avere solo uno o due incontri sessuali . La maggior parte degli uomini non sono in grado di fare di più. Questo modello di business ha il vantaggio per le donne che lavorano nel bordello di poter meglio pianificare cosa aspettarsi dal reddito, rispetto al fatto di dover farsi pagare ogni volta dal singolo cliente.

I cosiddetti Gang bang Party hanno generato un falso mito nella pubblica opinione ,- continua il portavoce dell’associazione-. Alle feste gang bang una lavoratrice del sesso fa sesso orale, vaginale o anale con più uomini contemporaneamente, e guadagna una quantità relativamente elevata di denaro in un tempo relativamente breve . L’opinione pubblica ritiene questa pratica come umiliante per le donne.

Ma se questi incontri fossero senza compenso, rappresenterebbero soltanto e non più di una particolare pratica,- sottolinea Freymadl-. Non c’è alcun senso nel limitare la complessità nel business con la scusa di combattere la “prostituzione forzata”, che fondamentalmente, e indipendente da qualunque pratica, già rappresenta una grave violazione dei diritti umani e un reato penale.

Lavoro sessuale come libera Occupazione

L’associazione di categoria dei lavoratori del sesso chiede di riconoscere il lavoro sessuale come un normale occupazione freelance e dunque chiede di abolire il divieto di prostituzione in zone off-limit.

I restanti punti di contrasto per quanto riguarda la riforma della legge dovranno essere chiariti ad inizio autunno. Il piano dei Conservatori per punire i clienti delle “prostitute forzate” rimane controverso. I critici temono una diminuzione dei clienti che denunciano alla polizia casi di “prostituzione forzata”, quando involontariamente vengono a contatto con queste donne.

Traduzione originale tedesco/inglese di Matthias Lehmann. Research Project Germany.

La prostituzione forzata non esiste. La prostituzione è una prestazione volontaria di servizi sessuali che si basa sulla premessa di un comune accordo tra i partner adulti. Senza questo consenso, non è la prostituzione ad essere forzata, ma la sessualità, siamo in presenza di violenza sessuale. ” Comunicato Stampa della Task Force Legge e Prostituzione

Altri articoli che prossimamente tradurremo e che per ora vi segnalo sono questo e questo.

Leggi anche:

Risorse:

—>>>il network delle organizzazioni europee composte da sex wokers: http://www.sexworkeurope.org
Tutti i post, le traduzioni, le news sul sex working su questo blog a partire dalla tag  Sex Workers

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Comments

  1. ciao. articolo molto interessante. volevo sapere dove posso trovare la fonte della citazione in fondo. “La prostituzione forzata non esiste. La prostituzione è una prestazione volontaria di servizi sessuali che si basa sulla premessa di un comune accordo tra i partner adulti. Senza questo consenso, non è la prostituzione ad essere forzata, ma la sessualità, siamo in presenza di violenza sessuale. ” Comunicato Stampa della Task Force Legge e Prostituzione. Grazie in anticipo

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