Leggo questo e al di là del fatto che mi pare si discuta di una ministra che, in un modo o nell’altro, forse, intende opporre altre regole al via libera dato dalle sentenze a proposito di fecondazione eterologa (già usata in Toscana), mi chiedo come si possa, oggi, da femminista voler mettere un freno al desiderio delle persone quando si tratta di avere figli. Terragni dice due cose: che il donatore di spermatozoi non dovrebbe essere anonimo, perché il bambino avrebbe diritto a conoscere la sua origine biologica, e che non trova progressista battersi per i diritti delle coppie infertili – “anche di età avanzata” – che intendono accedere alla fecondazione assistita per avere un figlio. Mi pare lei consideri più auspicabile “battersi” perché ragazze e ragazzi “non infertili possano dare corso per via naturale” al desiderio di fare figli e lì si riferisce agli ostacoli da rimuovere, ovvero la mancanza di lavoro e servizi, la difficoltà di accesso ai mutui, tutte cose che contribuirebbero, secondo lei, alla bassa natalità. Poi aggiunge che, se non erro, contribuire all’aumento dei livelli di natalità del paese è ritenuta una battaglia conservatrice, genere “figli della patria”, quando non in odor di reazione.
Ecco, io sono una di quelle che quando ha letto di un eventuale, non so se malinteso, piano di fertilità ho parlato proprio in questi termini. Da femminista penso che i corpi delle donne non dovranno essere messi a disposizione di un piano che per ragioni, non so, di Stato?, orientativamente le riduce alla loro mera funzione biologica e riproduttiva.
Sono tra quelle che quando sentono di piani di fertilità o cali di natalità chiedono conto delle politiche sull’immigrazione, perché se lo Stato ha bisogno di giovani che paghino le tasse e quindi le pensioni dei vecchi, di giovani che restano confinati alle porte dell’Europa ce ne sono veramente tanti. Perciò sono anche quella che se sente parlare di calo di natalità, da parte di chi forse dimentica i miliardi di persone esistenti nel pianeta che non riescono neppure, tutte quante, ad avere le risorse necessarie per campare, ha come il sospetto, al di là delle sicuramente ottime intenzioni di chi espone questa preoccupazione, che ci sia un problema di purezza etnica da salvaguardare. I figli nostri sarebbero meglio dei figli di gente di altra etnia e cultura.
Che dire poi della “naturalità” che dovrebbe essere un limite per chi desidera avere un figlio, da giovani o “anche in tarda età“, se non che diventa lo stesso argomento che userebbero quelle persone che decisamente hanno dei problemi rispetto al fatto che le coppie lesbiche o gay possano avere un figlio? Perché l’orientamento di un governo che non considera i corpi solo per la loro funzione biologica e che rispetta i desideri delle persone, senza un retaggio che considererei obsoleto, non può essere dato da quel che le persone possono fare o non fare in “natura”. Fosse così si dovrebbe impedire allora ogni genere di intervento medico che mette le persone in condizione di vivere più a lungo anche quando la “natura” vorrebbe il contrario.
Sulla questione dell’anonimato del donatore io, poi, che in genere non sono molto d’accordo con la ministra per la salute Lorenzin, stavolta devo dire che invece approvo. Lo stesso si suppone debba avvenire per la donatrice di un ovulo quando e se succederà che qualcun@ ne avrà bisogno. Perché la biologia, questa cosa di segnare la discendenza, e lo dico con grande rispetto, per quel che mi riguarda segna un confine con una cultura che è parecchio anacronistica. Un donatore è un donatore, per sua scelta, non è e non potrà mai essere un padre, né in termini affettivi né economici, e in quanto al discusso diritto del bambino di conoscere l’origine del dono mi sembra più un assillo morale degli adulti che non dei figli che non so quanto, come e perché debbano o vogliano sapere questa cosa.
Poi sono d’accordo sul fatto che dovrebbe essere supportata l’attività genitoriale, e che in generale le persone dovrebbero essere supportare anche con iniziative di tipo economico, che consentano loro di avere una vita serena, ma questo prescinde dal desiderio o meno di avere figli. Le politiche economiche non possono davvero, secondo me, essere immaginate in funzione dell’aumento di natalità. E le persone che non vogliono avere figli, allora, possono restare senza reddito e senza casa? Il welfare di una nazione sarà sempre pensato secondo piani etero/familisti? L’investimento che dovrebbe fare un governo è quello di salvaguardare la vita e ogni scelta possibile delle persone a prescindere dal fatto che vogliano o non vogliano fare figli. Di certo un governo non può pensare a fare il selezionatore delle coppie operando una divisione tra le fertili e le infertili perché non mi sembra una buona scelta. E a voi?
Update: questo è quello che la Lorenzin ha comunicato oggi in commissione. Praticamente interviene per “migliorare” le regole decise in Toscana e fare un decreto che non servirebbe. Ipotizza che la discussione sulla possibilità di lasciare o togliere anonimato al donatore deve essere discussa in aula. Leggo però sul Fatto Quotidiano che il Decreto prevede che il figlio sappia del genitore biologico dopo l’età di 25 anni. Staremo a vedere.
Ps: Aliunde17 mi ha ricordato del pezzo, scritto da Pasolini, tratto da “Lettere Luterane” e dal titolo “Vivono, ma dovrebbero essere morti”.
Tutto pensavo meno di diventare dipendente dal blog di una femminista! 😉 (è un complimento) A questo proposito, le volevo chiedere se ha mai letto il saggio di Pasolini dal titolo “Vivono, ma dovrebbero essere morti” e, nel caso, cosa ne pensa.
no, quello mi manca. di pasolini ho letto altre cose. di che parla?
Della “naturalità”, di cui si parla anche in questo articolo. E’ molto interessante, si trova in Lettere luterane
le lettere luterane le ho lette. mille anni fa. non mi ricordo di questo pezzo. andrò a rileggere. 🙂
grazie!
🙂
eccolo, ce l’ho in mano ed è vero. hai ragione 🙂
Beh, è una bella cosa fare critiche analoghe a quelle di Pasolini! 🙂
seee, addirittura. 😀
non oso tanto.
Stavo giusto pensando in questi giorni in merito alla legge sul nuovo cognome che, se fossero ancora vivi, sarebbe interessante (e divertente) ascoltare un dibattito fra Pasolini e la Fallaci sulla dicitura “prossimità neonatale”; magari moderato da Moravia. Chissà che avrebbero detto! L’unica certezza è che intellettuali così, a prescindere da come si schierino, mancano terribilmente.
Per chi fosse interessato (come me’) allo scritto di Pasolini puo’ leggerlo qua’
http://pasolinipuntonet.blogspot.it/2012/11/gennariello-i-ragazzi-sono-conformisti.html
L’ho trovato molto interessante. Pero’ non vedo molto il nesso positivo con questo post. Pasolini dice che il nato in provetta, essendo nato “contro natura”, dovrebbe portare addosso questa sua origine. Ed in modo negativo! No ?
Cioe’ se paragoniamo il nato in provetta con colui che e’ stato salvato dalla morte grazie a tecniche mediche Pasolini scrive
“La nuova generazione è infinitamente più debole, brutta, triste, pallida, malata di tutte le precedenti generazioni che si ricordino. Le cause di ciò sono molte (e cercherò di analizzarle tutte nel corso delle nostre lezioni): una di queste cause è la presenza, tra i giovani, di coloro che avrebbero dovuto morire: che sono molti; in certi casi (Sud e classi povere) la percentuale è altissima. Tutti costoro o sono depressi o sono aggressivi: ma sempre in modo o penoso o sgradevole. Niente può cancellare l’ombra che una anormalità sconosciuta getta sulla loro vita.”
Che non mi sembra proprio una bella cosa…
Ahahahah, sorrido Andrea, non rido, giuro. Naturalmente Pasolini, come tutti gli intellettuali del suo calibro (come anche la Fallaci) parlano da bastian contrari praticamente su tutto… Il loro tono è sempre provocatorio perché vorrebbero farci vedere le cose sotto altre angolazioni… per farci capire, come diceva Calvino, “che il mondo non è fatto tutto a una maniera”. Pasolini era anche contro l’aborto, per esempio. Ma credimi che se leggi ciò che scrive (sempre in Scritti Corsari) ti puoi fare un’idea del suo punto di vista sulla questione… in generale sono scrittori che vanno letti molto, va letto di loro il più possibile per capire come ragionano. E secondo me ragionano piuttosto bene. 🙂 Buona scoperta!
Acc aliunde17… ci sono cascato con tutte le scarpe 🙂 Appena ho dato una sfoltita ai libri che si sono accumulati sul mio comodino mi ci metto e lo leggo. Ho effettivamente basato il mio commento su una lettura un’attimino veloce… Grazie x la dritta!
io penso che ognuno dovrebbe poter essere libero di creare la famiglia che desidera, avere figli, uno, tanti, nessuno, da solo, in coppia, etero, gay, adottato, naturale, in provetta, da giovanissimo, da ultraquarantenne o cinquantenne, insomma sono per la più assoluta libertà riproduttiva. penso però che al centro delle politiche debbano esserci le persone, e quindi soprattutto i bambini o comunque le persone non autosufficienti. quindi non un “piano di fertilità” fine a se stesso, non un “incentivo alla natalità” solo per fare numero, ma investire per difendere e tutelare i bambini, quelli già nati, non gli embrioni, quindi scuole e asili, tutela della maternità ma anche favorire la conciliazione, perchè è un diritto di un bambino avere 2 stipendi così come di passare del tempo con i genitori, è diritto del bambino andare all’asilo nido e in una scuola che faccia un orario conciliabile con gli orari lavorativi dei genitori. se si mettessero i bambini al centro della politica tutta la società ne avrebbe giovamento, anche chi non ha figli e non ne vuole avere, perchè un’economia basata su nonni e casalinghe non va da nessuna parte e tutti ne stiamo pagando le conseguenze. in questo paese spostano più voti embrioni e animali che bambini. certo è più facile assecondare le richieste dei pro-life e degli animalisti, costa meno accontentare le richieste dei fanatici che costruire asili nido, approvare congedi parentali ad ore (fermi da più di un anno grazie ai sindacati), aumentare l’indennità dei congedi parentali, allungare l’orario di chiusura delle scuole e così via. detto questo, sull’anonimato del donatore per la fecondazione eterologa sono d’accordo con te.
riguardo al parere della Terragni scritto nel PS del suo articolo invece, sono d’accordo con lei. nessuno dice che una cosa escluda l’altra, ognuno può avere simpatia per le battaglie che preferisce, ma direi che gli ostacoli che incontra una coppia che può avere figli “naturalmente” sono gli stessi che incontrerà la coppia che li ha avuti “artificialmente”, quindi chiedere maggiori servizi e maggiori tutele dovrebbe essere una battaglia comune per tutti. invece a volte ho l’impressione che ci siano battaglie più di moda di altre.
Scusa, ma io non ho capito la tua frase “Lo stesso si suppone debba avvenire per la donatrice di un ovulo quando e se succederà che qualcun@ ne avrà bisogno”.
Perche’ la cosa gia’ succede, non in Italia per ora, ma succede.
Io invece sono a sfavore dell’uso dei donatori, proprio perche’ femminista. La serie che city tu, The Lottery, e’ distopica ma in certi casi e’ gia’ realta’.
I cataloghi di donatrici tra cui scegliere la propria sono gia’ realta’ negli ospedali statunitensi.
E lo stesso vale per i donatori. Ma la donatrice si sottopone a trattamenti molto piu’ invasivi di un donatore maschio, che non fa niente di “strano” per poter donare. La donna ancora una volta e’ “usata” come produttrice. Questo non ti da’ fastidio, come femminista?
Chi sono le donne che “donano” i propri ovuli? Non sono disinteressate che lo fanno per solidarieta’, ma guadagnano qualcosa. E’ giusto che ci sia chi si sottopone a questi trattamenti per soldi?
C’e’ anche un’inchiesta fatta da un giornalista Reuters, mica dall’azione cattolica, eh!
E poi nessuno si pone il problema dei figli: i figli nati come reagiranno sapendo di essere frutto di donazione di seme, ovulo o addirittura multipla?
Totalmente slegati biologicamente dalla famiglia che li cresce.
Anche a questo proposito ci sono blog e siti che raccolgono le voci di persone nate con queste tecniche, visto che la donazione di seme all’estero e’ usata da piu’ di sessant’anni.
Se siamo tanto per i diritti di tutti, se siamo per il riconoscimento della liberta’ delle donne, per il riconoscimento dei diritti degli omosessuali, contro tutte le forme di discriminazione, come possiamo allora creare a tavolino esseri umani privi di un legame biologico con la propria famiglia solo per soddisfare il nostro desiderio di genitorialita’, indifferenti al probabile mercato che c’e’ dietro?
Io, da parte mia, ho rinunciato a questa opzione. Non posso pensare che, perche’ io voglio un figlio, qualcun altro possa soffrire.
E l’eta’ biologica, secondo me, andrebbe tenuta in gran conto.