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#SudCarolina: se non sei una madre carceriera ti arrestano e licenziano!

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Antonella mi scrive: “C’è tanto materiale in questo articolo (…) La storia viene dagli USA e racconta di come una madre sia stata arrestata (si, proprio così: arrestata!), perché durante le vacanze scolastiche della sua bimba di nove anni, non potendosi permettere campi estivi o altro, ha lasciato che questa giocasse “incustodita” nel parco di fronte al suo posto di lavoro. La storia brutta è diventata qualcosa di peggio quando la donna è stata addirittura licenziata. Insomma… tu donna devi essere madre e madre ineccepibile secondo canoni stabiliti, senza però preoccuparsi di garantire le eventuali condizioni minime per far si che questo accada….

Poi Antonella traduce anche due articoli che ne parlano. I testi originali in lingua inglese sono QUI e QUI. Nel secondo link si vede l’immagine della donna, afroamericana, povera, ritratta dopo l’arresto, a rischio di galera per un massimo di 10 anni, schedata come criminale, a monito delle altre madri, che mai e poi mai dovranno fare la stessa cosa pena lo stigma sociale che le tratterà peggio che se fossero delle assassine. E poi dice che alle donne non passa la voglia di avere figli. Comunque, in basso potete leggere le traduzioni in italiano.

Introduco la faccenda aggiungendo a quello che scrive Antonella un paio di cose:

sono cresciuta in una famiglia semi numerosa. Mia madre non ce la faceva a stare mille ore attaccata a noi e a noi era data la libertà di uscire e giocare in strada, con altri bambini, anche per ore, fintanto che non era pronta la cena e quella si affacciava, come facevano altre mamme, e ci chiamava uno per una per vedere se eravamo presenti all’appello. Non c’erano i telefonini e se giravamo l’angolo lei si disperava ma tra vicini ci si conosceva tutti e all’ora di cena comunque eravamo tutti a casa. Se in quelle strade passava la retata protettiva americana direi che avrebbero riempito la galera con mamme che lasciavano i figli a giocare all’aperto. Se dico a mia madre quello che è successo a questa donna americana sono convinta che mi ride in faccia. Le madri intese come beddamatresantissime e carceriere, alle dipendenze di uno Stato paternalista e autoritario che pretende di ottenere possesso/tutela di chiunque pur ledendo i tuoi diritti, sono la realizzazione massima di leggi concepite, evidentemente, a soddisfazione di una cultura giustizialista e patriarcale.

Poi: sono madre e ho fatto fino a tre lavori contemporaneamente per campare. La prole ha avuto il supporto di altre figure di riferimento. Se non c’erano si ricorreva ai vicini e quando non c’erano neppure i vicini, grazie alla tecnologia, telefoni e tutto quel che serve, comunque, dopo una certa età, mi è anche capitato di lasciarla da sola. Non le è mai successo niente di brutto, ma proprio niente niente. Per quanti sensi di colpa una madre possa avere, dato che la società ti consegna tutto o la maggior parte del lavoro di cura e non ti offre alcun servizio per sostenerti, quando non c’è scelta non c’è scelta: o mangi o digiuni e per mangiare e dar da mangiare servono soldi e i soldi io me li sono sempre guadagnati lavorando come un mulo. Non c’erano soldi per la baby sitter, no denaro per campi estivi o cose del genere. C’era la “famigghia” oppure mi attaccavo al tram. Mi è capitato di portare la prole con me, qualche volta anche al lavoro, quantomeno a quello più tranquillo, perché a fare la cameriera al pub sarebbe stato difficile collocarla, e tra l’altro dalle mie parti col cavolo che trovi un parco sorvegliato e attrezzato in una zona abitata, perciò mi metto nei panni di questa donna e penso che gode di tutta la mia solidarietà. Una si spezza la schiena e tenta di fare quadrare tutto quanto e poi t’arrestano e non basta neanche questo, ti licenziano pure perché l’etica del posto in cui lavori dice che una donna che non fa la mamma chioccia 24 ore su 24 deve anche stare a perire disoccupata e in galera. Sarebbe questo il mondo che in quella terra di grandi libertà, così attenti ai diritti delle donne, stanno costruendo? O è solo uno dei modi attraverso i quali si fa pesare il “bene superiore del minore” per criminalizzare un genitore? Vorrei anche sapere se con le stesse accuse, a questo punto, è mai stato arrestato o licenziato un uomo. Secondo voi è successo? Se si ditemi pure. Intanto vi lascio alle due traduzioni ringraziando moltissimo Antonella che ha subito intercettato una dinamica autoritaria di quelle che qui ci piace mettere in evidenza. Buona lettura!

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McDonald licenzia la donna arrestata per aver lasciato che la sua bambina andasse al parco da sola

Una storia terribile e disgustosa che diviene ancor più terribile e disgustosa: McDonald ha licenziato Debra Harrel, la donna arrestata per aver lasciato che la figlia di nove anni giocasse da sola al parco mentre lei era al lavoro. Perché, che altro può fare una madre che lavora e che non si può permettere costosi campi estivi?

Harrel, durante le vacanze scolastiche estive della figlia, all’inizio la portava con sé al lavoro dove la bambina poteva restare e giocare con un computer portatile; ma la loro casa è stata visitata dai ladri e, tra le altre cose, anche il laptop è stato rubato. A questo punto ha lasciato che la figlia giocasse in un parco ben frequentato, dotata di un cellulare per le emergenze.

Per questo è stata arrestata.

L’avvocato che l’ha rappresentata pro bono ha dichiarato che è stata rilasciata dalla prigione il giorno dopo essere stata tratta in arresto e ha confermato che era stata licenziata dal lavoro. Non aveva informazioni tuttavia sulle cause del licenziamento.

Una rappresentante di McDonald ha evitato di commentare la vicenda, dicendo che le questioni relative al personale non possono essere oggetto di dichiarazioni.

Ha inoltre precisato che l’azienda sta tuttora collaborando con la polizia locale per le indagini del caso.

La buona notizia è che Harrel ha potuto ritrovare e riunirsi con sua figlia. Tuttavia il caso è ancora aperto presso il Dipartimento dei Servizi Sociali.

“Laddove ci fossero gli estremi per un reato – e in questo caso la bambina è considerata vittima anche se non ha ricevuto nessun danno – e il reato fosse a carico di un membro della famiglia, il dipartimento ha mandato per intervenire e rimuovere il minore da situazioni di immediato pericolo. Stanno facendo solo ciò che la legge impone di fare.”

Immediato pericolo? Andare al parco con un telefono in caso di necessità è immediato pericolo?

L’idea che i bambini non debbano stare lontani più di un metro e mezzo dai loro genitori sta diventando ridicola, fuori controllo e – naturalmente – donne povere e in particolare donne nere povere stanno diventando le vittime di questa etica parentale iperprotettiva.

Purtroppo per tutte le madri (perché è abbastanza palese che saranno loro a portare il peso di queste aspettative da super-genitori) ora ci si aspetta che i bambini siano strettamente sorvegliati in ogni momento, ma naturalmente saranno le donne che non possono permettersi tate e campi estivi ad essere guardate con dubbio e sospetto, quelle che dovranno affrontare la scelta tra l’avere una vita e vedersi portar via i figli.

Se guadagni meno di 8 dollari l’ora da McDonald, cosa ci si aspetta che tu faccia durante le vacanze scolastiche estive?

Non lavorare fa di te una cattiva madre agli occhi di molti, perché fa di te una “welfare queen” (una donna che conta solo sul salario sociale), ma lavorare ti mette comunque in una luce negativa, secondo certi punti di vista, perché significa che avrai un figlio che sta tutto il giorno dentro un McDonald davanti a un computer oppure – non voglia il cielo! – a giocare in un parco.

E’ un giro vizioso che ha come sfondo un’etica genitoriale oppressiva, un’idea che ha misteriosamente preso piede nel paese durante gli ultimi dieci o venti anni.

E a questa donna, che stava chiaramente sputando l’anima per riuscire a prendersi cura di sua figlia, il meglio che può capitare è di essere arrestata, perdere il lavoro ed essere sotto indagine per conto del Dipartimento dei Servizi Sociali.

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MADRE ARRESTATA PER AVER LASCIATO LA FIGLIA DI 9 ANNI DA SOLA AL PARCO

Il caso di una madre del Sud Carolina arrestata per aver presumibilmente lasciato sua figlia di nove anni al parco per ore mentre lei era al lavoro in un vicino McDonald ha acceso un grande dibattito online, prima sul fatto se questa donna dovesse essere arrestata o meno e poi su quando si possa dire che un bambino o una bambina siano troppo piccoli per essere lasciati da soli.

Iniziamo parlando dell’arresto.

Mi colloco stabilmente nel campo di quelli che si sentono oltraggiati dall’arresto di questa madre di North Augusta, Debra Harrel, che è stata accusata, secondo la legge, di cattiva condotta contro un minore, reato punibile con la prigione fino a dieci anni.

L’avvocato di Harrel, Robert v:Phillips, ha dichiarato di aver assunto il caso pro bono perché aveva “toccato un nervo scoperto” per lui.

Lo stesso ha dichiarato che quando Harrell era al lavoro, di tanto in tanto lasciava la figlia a casa di amici, la lasciava con un gruppo di amichetti a giocare al parco o la portava con sé al McDonald e lasciava giocare all’interno del ristorante con un laptop.

Ma, dopo che il computer era stato rubato, la figlia era “annoiata a morte” a stare nel McDonald senza nulla da fare.

Per cui Harrel in diverse occasioni ha lasciato la figlia al parco, che dista sei minuti a piedi da casa e sette minuti in macchina dal suo posto di lavoro.

“Poteva andare a casa in qualunque momento” ha aggiunto “Ha le chiavi” e ha dichiarato che ha anche un telefono cellulare.

“E’ semplicemente assurdo insinuare che sia stata abbandonata al parco” ha fatto notare Phillips, dicendo che il parco è parte di un progetto sponsorizzato dall’amministrazione pubblica, dove vengono anche dispensati pasti gratuiti da personale adulto, ogni giorno della settimana.

“Si tratta di una bambina molto indipendente” ha dichiarato l’avvocato, che crede siano in gioco “grandi questioni che riguardano tutti” in questo caso.

“Perché se questa donna fosse incarcerata, indovinate cosa? La polizia avrebbe il dovere di arrestare qualcuno ogni volta che vedessero un bambino di nove anni non in presenza dei genitori. Davvero ci state dicendo che questi genitori verrebbero arrestati?”

“E’ una china davvero pericolosa” ha aggiunto.

Molti si sono chiesti (e se lo è chiesto anche chi scrive) se un arresto ci sarebbe stato anche nel caso in cui a lasciare nel parco una bambina fosse stata una mamma della classe media in un parco di un quartiere agiato.

Harrel è una afroamericana, madre lavoratrice con una paga minima.

“Il biasimo contro una mamma di colore è così sfacciatamente evidente” sono state le parole di una nota conduttrice tv di programmi per bambini.

“La bimba in questione ha una madre responsabile, lavoratrice, un cellulare, delle regole di condotta e ovviamente una storia di comportamenti affidabili e responsabili per cui la madre si sarà sentita ragionevolmente tranquilla tanto da lasciarla giocare per conto suo” ha dichiarato una blogger madre di tre figli.

“E’ giunto il tempo di smettere di criminalizzare le donne povere – bianche o nere senza distinzione – perché fanno quello che riescono a fare per tirar su i loro figli” sono state le parole di Taggi Smith, madre di un ragazzino piccolo.

“Non sarebbe di gran lunga meglio aiutare questa madre a trovare un centro giornaliero invece di affidare sua figlia ai servizi sociali?” La bambina era stata in un primo momento affidata ai servizi sociali ma ora è potuta tornare a stare con la madre.

Nel frattempo qualcuno ha preso l’iniziativa di una raccolta di fondi online per aiutare Harrell – licenziata dal McDonald per cui lavorava – con l’obiettivo di trovare una soluzione consona per sua figlia.

“In quanto genitori dobbiamo essere più di sostegno e meno accusatori”

(…)

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da qui in poi l’articolo parla molto più di questioni legate al dibattito “quanto grande deve essere un bambino per lasciarlo fare da solo alcune cose?”. E ci sono un sacco di testimonianze del tipo “noi da piccoli eravamo più liberi” e “il mondo era meno pericoloso o pericoloso uguale?”.

 

3 pensieri su “#SudCarolina: se non sei una madre carceriera ti arrestano e licenziano!”

  1. Va detto che se succede qualcosa di brutto al proprio figlio ogni genitore prova sensi di colpa, padre o madre che sia, è umano
    Detto questo, ciò che è avvenuto a questa donna è vergognoso, spero possa essere assolta. Comunque perdona il mio filo-americanismo (va detto che gli Stati del Sud tendono ad essere più conservatori del resto degli USA,quindi è possibile che ci sia una componente non dichiarata di razzismo dietro questo ingiusto arresto), ma un paese “di grande libertà” o più semplicemente un paese democratico non è mai un paese privo di errori, ingiustizie e colpe (un paese così non esiste) anche gravi ma è un paese dove è possibile vedere quegli, errori, quelle colpe, denunciarle e correggerle

  2. Ho trovato solo ora questo articolo, e trovo che un episodio del genere sia indegno di un Paese civile.
    Va bene preoccuparsi che bimbi e bimbe vengano seguit* e non lasciat* allo sbando, ma personalmente trovo che questa mania di tenere la prole sotto una campana di vetro sia ridicola, anche perché qui non stiamo parlando di una bimba di 3 anni lasciata dalla parte opposta della città, è una bambina grandicella che gioca a 5 minuti da casa, cosa che facevo pure io poco più di una decina d’anni fa senza che nessun* si scandalizzasse o pensasse di denunciare la cosa alla polizia (e io andavo anche nei campi, altro che parco pubblico pieno di gente)!
    Piuttosto non sarebbe meglio creare una cultura in cui le persone fanno rete tra loro per aiutarsi e sostenersi nelle piccole cose di ogni giorno invece di essere lasciate a loro stesse?

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