Antiautoritarismo, Autodeterminazione, R-Esistenze, Violenza

Prostitute uccise a Bagdad: Pia Covre scrive all’On.Le Forenza

Da Pia Covre, presidentessa del Comitato per i Diritti Civili per le Prostitute, una lettera all’On.Le Forenza (Tsipras-GUE) per sottoporle la terribile vicenda delle prostitute massacrate a Bagdad in un clima di integralismi sorretto da frange di esercito militare. Buona lettura!

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Gentile On. Eleonora Forenza

Membro del Parlamento Europeo- GUE

I giorni scorsi abbiamo appreso dai media internazionali di un massacro orrendo avvenuto a Bagdad a danno di un gruppo di donne che sarebbero state delle prostitute. Impressionante il fatto che “«Le morte sono prostitute che erano state avvisate. Già in passato ci sono stati attacchi contro i bordelli. Sono avvenuti due mesi fa nello stesso luogo. E sempre a Zayouna nel maggio 2013, quando vennero uccise almeno 12 donne», ci raccontano dalla popolare televisione Iraqia .

Di fronte a fatti così brutali sostenuti da leggi liberticide oltre che da integralismi religiosi credo che ognuno si debba indignare e debba protestare.

Considerato che:

– il Parlamento Europeo dalla sua nascita aspira ad essere una Istituzione rispettosa dei Diritti Umani,

– attraverso la Commissione FEMM  “Provvede alla concretizzazione delle disposizioni stabilite dagli accordi e convenzioni internazionali aventi attinenza con i diritti delle donne e promuove una corretta politica di informazione riguardo il genere femminile”.

– in l’Europa dignità umana, libertà, democrazia, uguaglianza, stato di diritto e rispetto dei diritti umani sono valori che da sempre sono saldamente ancorati nei trattati dell’UE.

– l’Unione Europea intende porsi sulla scena internazionale quale soggetto portatore dei valori di pace, democrazia, stato di diritto e rispetto dei diritti umani.

Chiediamo al Parlamento Europeo:

Che si pronunci con una condanna di questi gravissimi fatti di odio e sessismo praticati contro le donne prostitute in Iraq . E che vengano fatte proteste formali presso i Ministeri e le Autorità di quel Paese.

Rispettosi saluti

Pia Covre

A nome del Comitato per i diritti civili delle Prostitute Onlus

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Ecco l’articolo completo che parla di questo:

ROMA – “A terra tracce di sangue – scrive Lorenzo Cremonesi sul Corriere della Sera – Tanto sangue, segni di corpi trascinati sul pavimento. E buchi di sventagliate di proiettili sui muri.

Ma questa volta le vittime sono soprattutto donne, apparentemente prostitute in uno dei tanti bordelli segreti di Zayouna, uno dei quartieri oggi a maggioranza sciita nelle zone orientali di Bagdad. I numeri della strage sono riportati in modo confuso dai media locali, per lo più concentrati invece sullo scontro con le milizie sunnite nel nord-ovest e sulla crisi di governo che paralizza il Paese. Ma sembra che i morti siano almeno 29, di cui 25 o 27 donne. «Le morte sono prostitute che erano state avvisate. Già in passato ci sono stati attacchi contro i bordelli. Sono avvenuti due mesi fa nello stesso luogo. E sempre a Zayouna nel maggio 2013, quando vennero uccise almeno 12 donne», ci raccontano dalla popolare televisione Iraqia .
L’attacco è avvenuto sabato sera. Un folto gruppo di uomini armati, alcuni vestiti con uniformi militari, altri in civile, sono arrivati nella strada delle due palazzine sembra sparando in aria. Secondo almeno una versione, i loro mitra e pistole erano dotati di silenziatori. L’azione è stata rapida. Il commando conosceva il quartiere. Non è difficile. Anche se le donne e i loro clienti sono discreti. Le nuove leggi irachene vietano espressamente la prostituzione. Tutto diverso dai tempi della dittatura di Saddam Hussein, quando era formalmente perseguita, ma nei fatti tollerata. Le donne col velo nero arrivavano a offrirsi per la strada persino nei quartieri centralissimi di Karrada e Mansour. I club privati proliferavano. Ci venivano anche i ricchi dei Paesi del Golfo, gli sceicchi del petrolio.
Oggi sanno che rischiano grosso. Sul tavolo non è la condanna a una forte multa, o al massimo qualche mese di prigione. Ora rischiano la vita. Ma Zayouna è nota per i suoi bordelli. Gli assassini non hanno dato alle donne alcuna possibilità di fuga. Pare siano stati rinvenuti i cadaveri anche di quattro o cinque uomini. «Abbiamo trovato le donne morte già sul ballatoio e lungo le scale. Negli appartamenti i loro corpi erano dovunque, riversi sui sofà, nei bagni, sui tappeti, nelle camere. Una ha provato a nascondersi nell’armadio della cucina. Ma non ha avuto scampo», raccontano gli agenti accorsi sul posto. Chi sono gli assassini? La polizia e il ministero degli Interni non si sbilanciano. Ma i media locali puntano il dito contro le milizie sciite, specialmente i «sadristi» legati all’imam Muqtada al Sadr, o ancora più facilmente gli estremisti dello Asab Ahl al-Haq, un gruppo armato cresciuto negli ultimi tempi grazie alla mobilitazione degli sciiti per fronteggiare le sempre più aggressive milizie sunnite legate al «nuovo Califfato». «Zayouna è abitato anche da una piccola minoranza di cittadini sunniti, ma è controllata solo dalle milizie sciite», osservano. Probabilmente non è un caso che il massacro avvenga in concomitanza della crescita di zelo religioso che caratterizza il Ramadan.
Ma un secondo motivo sarebbe molto più terreno: è oggi in atto una forte competizione tra le milizie sciite per raccogliere volontari e finanziamenti tra la popolazione. La guerra alla prostituzione sarebbe dunque un sistema semplice e poco pericoloso per dimostrare la propria presenza sul territorio e la volontà di agire. In ogni caso, quest’ultimo massacro rimarca il caos violento in cui sempre più precipita l’Iraq. Nelle ultime ore le strade e le cittadine attorno alla capitale sono state insanguinate da auto bomba e sparatorie che hanno lasciato a terra una trentina di cadaveri. Il Parlamento ha intanto rinviato per la terza volta consecutiva le votazioni per la formazione del nuovo governo. La paralisi politica interna non può che facilitare l’indipendenza anarchica delle milizie.

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