Antisessismo, Autodeterminazione, Comunicazione, Critica femminista, Femministese

La cantante dice : niente trucco! (sul recupero della purezza)

Alice, a proposito di questo video, mi scrive:

Metà delle donne che ho su Facebook lo sta condividendo. Da una parte mi piace, penso che la parte ‘decostruttiva’ dello stereotipo sia positiva, la spinta a non conformarsi, a sentirci belle come siamo, per carità. Ma mi mette un po’ a disagio il messaggio subliminale, della serie la donna è natura: la vera donna è struccata. Senza parlare del fatto che si dà per scontato che siamo tutte vittime del modello dominante di bellezza, e che l’unico modo per liberarsene sia rifiutarlo in toto, non appropriarcene e poi rigirarlo come ci pare. Non lo so, mi piaceva sentire il tuo parere, se hai voglia di rispondere.

Lei è Colbie Caillat, figlia di un produttore, normalmente truccata, cresciuta tra musicisti conosciuti e che ha fatto carriera nel pop/folk/rock. La canzone che ascoltate è “Try”, il cui significato è facilmente intuibile. Dice che non devi necessariamente fare quello che si aspettano gli altri, truccarti, conciarti in un certo modo, perché sei bella al naturale, sei bella comunque. Il video è d’impatto, perché presenta alcune donne, ciascuna a rappresentare un modello preciso, la nera, la bianca, la giovane, l’anziana, la magra, la grassa, la malata di cancro e altre varie ed eventuali, all’inizio truccate e poi, man mano che va avanti, si struccano, tolgono parrucche e ciglia finte, con gesti liberatori, sorridendo, mostrando maggiore levità.

Il messaggio vuole essere positivo, incoraggiante per quelle che si sentono costrette a dover aderire ad un modello estetico imposto e a dire questa cosa è comunque lei che basta cercarla su google per trovare sue foto non precisamente al naturale. Allora immagino che il punto sia che ciascuna può fare quello che vuole purché ci si senta bene con se stesse, anche se è facile rappresentare icone di varie categorie di donne comunque tutte quante fotogeniche ed esteticamente gradevoli.

Quello che però non mi convince molto di questo messaggio, che ha un suo perché intendiamoci, incluso il fatto che il femminismo vende (basta vedere quante volte gli altri video dell’artista sono stati visti e quanti milioni di click sono stati invece dedicati a “Try”),  sono due cose:

1°] l’immagine delle donne che viene fuori dal video è rassicurante, “pulita” e “commovente”. Le donne vengono rappresentate come “vittime” di un modello estetico in maniera esasperata. La molla emotiva scatta soprattutto alla vista della donna malata di cancro, e si potrebbero contare decine e decine di film, inclusa la serie televisiva Sex in the City, in cui si usa la retorica, pretenziosamente consolatoria, della testa calva come sinonimo di liberazione. Io guardo, mi emoziono e piango ma sento sempre che manca qualcosa. In primo luogo: la liberazione di queste donne passa dal fatto che abbiano un reddito, una casa e cure sanitarie gratuite. Poi saranno fatti tuoi se scegli di truccarti, metterti una parrucca oppure no, sempre che tu abbia i soldi per farlo. Negli Stati Uniti, come sappiamo, non tutte le donne hanno i soldi che ha questa cantante. Non tutte hanno casa e reddito e non tutte hanno diritto ad una assicurazione che copra le spese sanitarie perfino nei casi in cui vi sono malattie gravi. Se fai una ricerca sul web viene fuori che non a tutte le donne malate di cancro è garantita ogni cura, ogni intervento, la ricostruzione del seno se ti è stato tolto, perché devi contrattare tutto e nulla o quasi è gratis. Perciò, temo, che in certi casi l’ultima cosa di cui ti preoccuperai sarà il trucco.

Poi parlavo di “pulizia”, nel senso che in queste rappresentazioni in cui si contesta l’obbligo di fare scena con un certo look – e lì capisco il messaggio se riferito legittimamente alla cantante – in genere manca una visione sporca del trucco per le donne. Ci sono quelle che si fanno tatuaggi e pearcing o che rivestono il corpo di messaggi nei confronti del mondo, lo fanno diventare un veicolo per identificarsi in reti sociali e identitarie, e in questo video vedo solo la rappresentazione di una donna pulita, senza smorfie, senza espressioni che la caratterizzino, che è lì con gli occhioni stracolmi di gratitudine perché qualcuno t’ha detto di toglierti il mascara. Non so. Lo trovo stucchevole.

2°] La seconda cosa è quella che diceva Alice, il ritorno alla natura, ed è una natura anche transofoba perché, sempre per riferirmi alla “pulizia” con rappresentazione di modelli borghesi riconoscibili simil mamma/figlia/nonna della porta accanto,  tra le donne mostrate, per esempio, non c’è una trans. E la trans non c’è probabilmente perché spezza la visione che mette all’indice le donne che non sono al “naturale”, quindi quelle che non sono biologicamente donne e che si sono servite di operazioni di chirurgia estetica. Non c’è una figura che non sia donna come mamma t’ha fatto ed è la “natura” il frame costante di un certo messaggio in femministese, perché al sessismo, al maschilismo, a chi ti impone ruoli di genere, incluso quello di essere desiderabile al di sopra di tutto, all’imposizione dell’essenzialismo biologico – tu sei quel che sei perché lo vuole la “natura” – si risponde solo restituendo alla “natura” un valore positivo, senza riuscire ad operare alcuna rivoluzione, alcun ribaltamento e senza scardinare niente.

La donna è bella perché è bella al naturale – e qui vorrei vedere la reazione ad un video in cui ci sono uomini che smettono di depilarsi, di farsi i muscoli in palestra e di conciarsi in un certo modo per piacere – e se natura deve essere che natura sia. Dunque una donna è bella e splende in quanto al naturale è rasserenante, sembra più madre di famiglia, più figlia che arriva vergine fino al matrimonio, più martire sopravvissuta alla malattia sul cui martirio l’industria delle gran feste di “beneficenza” fanno affari, più dolce, più soave, più gradita al patriarcato e più da medioevo insomma.

Ecco, mi viene in mente che in questo video, per quanto io sia completamente d’accordo con la storia degli stereotipi e di dover riappropriarci del diritto a essere quello che vogliamo, però la differenza tra la truccata e la struccata suona un po’ come la differenza tra la strega e la donna angelo. Eterea, avvolta di luce angelica, con l’anello della purezza al dito. Così, passando per una buona dose di classismo, anestetizzando i conflitti e le reazioni che potrebbero esserci contro altre oppressioni economiche e sociali, si va da uno stereotipo all’altro. E se devo dirvelo, trovo insopportabile la luce bianca, lo sfondo bianco, tutto bianco, perfino le donne nere sembrano sbiancate, e mi viene voglia di sporcarmi e truccarmi molto. Ma proprio tanto. 🙂

In basso le donne “al naturale” che preferisco. E per dare un esempio di commercial positive message che mi convince di più (sei bell@ qualunque cosa tu scelga di essere) forse può esserci il video di Christina Aguileira.

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5 pensieri su “La cantante dice : niente trucco! (sul recupero della purezza)”

  1. Vi dirò di più, quello che a me dà invece fastidio di questo video, è la presunzione che una donna che si trucchi o si vesta in un certo modo, lo faccia solo per compiacere, per piacere ad altri. Non viene nemmeno considerata l’ipotesi che qualcun* possa scegliere un certo tipo di abbigliamento o di look per piacere in primis a sè stess*, o perchè lo prende come un gioco, o come un modo di trasformarsi, o perchè trova rilassante avere un momento da dedicare a sé, o ancora perchè per qualcun* il trucco è quasi una forma d’arte, un’espressione di creatività. Sembra quasi che le donne debbano sempre essere rappresentate come fragili bambole o utopiche custodi della naturalità, sempre in balia delle scelte, delle volontà e delle imposizioni altrui: la donna autodeterminata in queste rappresentazioni semplicemente non esiste; viene però sistematicamente sostituita da bambine frignone, costantemente ingannate dal mondo e bisognose di cura, e soprattutto di qualcun* che indichi loro la retta via.

    1. si. poi ‘sta cosa delle guide spirituali che fanno marketing di se stesse è diventata un po’ una costante perfino di un certo mondo femminista 8https://abbattoimuri.wordpress.com/2014/07/22/il-femminismo-bottegaio-e-la-sorellanza-di-steovaie/), figuriamoci dove si commercia in senso vero e proprio.

    2. Sono d’accordo. Il fatto che una donna si trucchi o adotti look particolari non significa necessariamente che lo faccia per piacere agli altri, e questa visione delle donne sempre un po’ troppo fragili e delicate, sempre assoggettate a qualche tipo di convenzione e bisognose di approvazione, francamente ha rotto le scatole. Conosco un sacco di donne che si truccano e si curano per piacere a se stesse e basta, o perché si divertono a giocare col proprio stile, ma in base a questo video questo genere di donne non esistono… Capisco che le intenzioni del video erano buone, ma comunque bisogna stare attenti quando si vogliono lanciare certi messaggi.

  2. A me il video è piaciuto. Certo, non è perfetto, ma le critiche si possono muovere a qualsiasi cosa. Senza dubbio c’è dietro anche un’operazione di marketing ben architettata, perché si tratta pur sempre di musica commerciale.

    Io non mi trucco praticamente mai per alcuni motivi, tra cui:
    -ho molte cose da fare e preferisco dedicarmi ad altro o dormire un quarto d’ora in più
    -non ho modo di mantenere il trucco decente durante la giornata, sudo parecchio e voglio potermi lavare la faccia quando voglio
    -ho pelle ed occhi di una delicatezza indecente, tollero malissimo la maggior parte dei trucchi;

    Dicevo, non mi trucco, tuttavia sono una persona molto pulita (e curata, a modo mio). Mi è capitato, dopo aver rivolto una domanda ad un professore universitario estremamente maschilista, che costui non rispondesse alla mia domanda (pertinente alla lezione ma non aderente alla sua visione del mondo) e ne approfittasse per darmi della “sciatta” davanti a un centinaio di persone, umiliandomi. Gli chiesi se fosse per la mancanza di trucco e rispose di sì, che le donne che non si truccano sono sciatte e innaturali, giacché tra i pavoni i maschi fanno la ruota e tra gli umani le femmine si truccano, per piacere all’altro sesso. [idea di costui che chiaramente io aborro]

    Non è stata la prima né l’ultima volta che qualcuno si è permesso di dirmi che avrei dovuto truccarmi di più, perché sono una ragazza e pure carina. Spesso in occasioni sociali classiche (compleanni, lauree ecc) mi trucco perché non ho voglia di sentire critiche. Ora, sono tutt’altro che una sostenitrice della “natura a tutti i costi” (ho piercing e tatuaggi) ma vorrei che la mia faccia non fosse demonizzata solo perché provvista di occhiaie visibili e appartenente ad una femmina.

    Nonostante l’idea del trucco come espressione della creatività mi sia molto congeniale (quando ho occasione E voglia di farlo mi diverto molto), mi piacerebbe che non fosse considerato un attributo necessario del genere femminile. E che magari fosse permesso senza biasimo anche agli uomini di qualsiasi orientamento sessuale, dato che è una forma di espressione come un’altra. Secondo me se il trucco smette di essere un elemento caratterizzante del femminile sarà un vantaggio per tutt*.

    N.

    PS: sì, il bianco onnipresente è orrendo e non ha scusanti, credo che l’ambientazione in contesti di vita reali e meno asettici avrebbe reso molto meglio. Nel complesso direi che quindi rende meglio quello della Aguilera, che non avevo mai visto:)

  3. Anche a me il video è piaciuto. E non capisco le critiche che hai mosso. Non c’è una transessuale perché, semplicemente, non tratta di transessuali. Capisco che quella dell’accettazione delle persone che cambiano sesso sia una causa che ti sta a cuore, ma non per questo ogni produzione che riguarda le donne deve comprendere un o una transgender.
    Il tema del video è il modello di bellezza falso e inarrivabile che ci viene sbattuto in faccia, uomini e donne. E capisco che ci siano uomini e donne forti che se ne strafregano dei canoni di bellezza odierni, ma ci sono anche persone deboli a cui è stato inculcato che DEVONO essere belle e attraenti e seducenti se vogliono piacere. Piacere agli altri, a se stessi, è uguale. Perché noi non abbiamo un nostro concetto di bellezza, abbiamo quello che qualcuno ci ha riversato dentro la testa.
    La cantante stessa ha affermato di sentirsi molto a disagio nel dover stare senza trucco di fronte alla telecamera in quella luce bianchissima.
    Lei vive quel disagio in prima persona, per questo ha voluto fare una canzone per tutte le persone che si sentono come lei. Non sta dicendo che tutte si DEVONO sentire come lei. Lei si sente spronata ad essere ciò che non è dall’industria musicale: dirle che ci sono problemi più gravi del suo è crudele e inutile. Non avrà problemi di reddito né di assicurazione sanitaria, è vero. Quindi chi ha i soldi non deve lamentasi di nulla?
    Non sono d’accordo.

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