Antiautoritarismo, Autodeterminazione, Comunicazione, Critica femminista, R-Esistenze, Violenza

#India: uomini che proteggono le donne? (patriarcato buono e dintorni)

videoindiano

Sta girando questo video. Paternalista fino al midollo.Un po’ ansiogeno e intimidatorio: guai ad andare in giro da sole. Guai a non avere intorno un gruppo di uomini buoni pronti a proteggerti. Una donna, secondo il video, riesce a rialzare la testa solo con l’ausilio di un tot di protettori. Il video sollecita la funzione di patriarca buono che dovrebbe essere alternativo a quello cattivo. Ma il tutore, il patriarca, ha sempre e comunque una funzione di controllo nei confronti delle donne. Se ti difende esige di determinare e controllare e sorvegliare le tue azioni, di moralizzare la tua vita. Perciò le donne dovranno salvarsi da sole e/o con l’ausilio di strumenti di diritto che sono determinati da filosofie non all’insegna di uno Stato paternalista e autoritario, dove in realtà il mezzo è la repressione e il fine è sempre quello di stabilizzare un ordine sessista delle cose. Lei la vittima, da salvare, lui il tutore/protettore, che la salva. Lei in funzione passiva e lui che agisce. Lei che attende di essere salvata, immobile, e lui che la onora e la rispetta per la sua funzione meramente biologica, in quanto moglie, in quanto madre, in quanto “femmina”.

Un patriarca, per quanto “buono”, è sempre un patriarca. Quello che simbolicamente in questo video, forse, bisognava fare vedere erano donne che prendevano per mano questa donna e poi uomini che prendevano per mano quelle stesse donne, perché le lotte si fanno uno accanto all’altra, a fianco di chi si difende e non a “tutela”. E’ lei che determina la sua difesa. Lei che non delega. Lei che decide quali strumenti usare e quali no. Perché se qualcuno si sostituisce a lei, come spesso accade, finisce che i tutori pensano di poter avere il diritto di prendere le redini della tua vita e gestirla come pare a loro.

Uno Stato, o anche una religione, che tratta una donna come se non fosse in grado di decidere che cosa fare per difendersi, alla quale non resta che usare gli uomini come scudi umani, dovendo poi loro un immenso “grazie”, celebrando il culto del guerriero, dell’eroe, del soldato che si immola in nostro nome o per la patria, è uno Stato paternalista e in qualche modo anche autoritario.

Si affida a qualcuno chi è malato e se la violenza è una malattia allora tu diventi quella che dovrà placare l’ansia di parenti e amici, di tutta la società e di quelli che dicono di difenderti ma comunque ti considerano di loro proprietà. Il corpo delle donne come corpo sociale, il corpo degli uomini che lo proteggono, per poi fargli fare, nella migliore delle ipotesi, tanti figli e opporsi, in ogni caso, ad una gestione autonoma di quel corpo quando e se lei vuole abortire, è una concezione tipica delle mentalità sociali autoritarie.

Guardate bene questo video e poi ditemi: facciamo che questa donna stava andando presso un consultorio o in un ospedale ad abortire, facciamo che questa donna era lesbica e si teneva per mano con un’altra donna, in queste due circostanze, secondo voi, se lì davanti si ponevano antiabortisti fanatici o lesbofobi che sentivano attentato il proprio potere sui corpi delle donne, davvero avreste visto altri uomini, mano nella mano, a difendere questa o queste donne per consentire loro di gestire il proprio corpo secondo la propria libera scelta?

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