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Malleus Maleficarum: le streghe ostetriche e il diavolo etero

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Il Martello delle Streghe è stato pubblicato in latino nel 1487 ad opera dei frati domenicani Jacob Sprenger e Heinrich Institor Kramer, allo scopo di soddisfare l’urgenza di reprimere l’eresia, il paganesimo e la stregoneria in Germania. La pulsione inquisitoriale difatti arriva e fu realizzata molto più da quelle parti e coinvolse anche protestanti puritani, calvinisti e solo dopo si realizzò nel sud Europa una inquisizione cattolica e spagnola della quale anche in Sicilia fu lasciata ampia traccia (Renda, Messana). Il tribunale inquisitorio fu comunque istituito nel 1231 da Gregorio IX e nel 1484 Innocenzo VIII promulgò la bolla Summis Desiderantes affectibus, con la conferma dell’esistenza delle streghe e l’incarico a Institor e Sprenger di “punire, incarcerare e correggere” le persone infette dal crimine della “perversione eretica” e di svolgere con nuovo potere in Germania il ministero dell’inquisizione.

L’opera fu stampata per ben 34 edizioni con una vendita pari a decine di migliaia di copie che vuoi o non vuoi diventarono base della cultura dell’epoca. Ad ogni modo fu soprattutto Institor ad esercitare il ruolo di inquisitore e pur di fare questo e uccidere le streghe si trovò contro perfino alcuni vescovi di buon senso del luogo, un paio, uno dei due condannato e bruciato, e nel frattempo con le sue azioni comunque ottenne favori da diversi papi, Sisto IV, Innocenzo VIII, Alessandro VI.

Quel che si diceva era dunque che “non bisogna lasciare in vita neanche una strega” e bastava il semplice atto di parola, da parte di colei che contraddiceva l’inquisitore, e lui si trasformava né più e né meno che nel suo stalker. La perseguitava fintanto che non riusciva a dimostrare una colpevolezza presunta e dedotta per via di pregiudizi e una visione delirante da parte dell’inquisitore. La libertà di espressione diventava “perversione eretica“. Il dissenso alla chiesa non era assolutamente permesso. Per impedirlo si realizzava l’azione di contrasto da parte dei tutori dell’ordine pubblico.

Gran parte del Malleus Maleficarum è l’esposizione e la costruzione dell’immaginario maschile, nella società occidentale, intorno all’atto sessuale. La prova certa, ovvero quella che avrebbe determinato la condanna della strega, derivava dalla observatio, pratica ereditata e riaffermata più tardi dalla psichiatria. Nel testo quel che è femminile viene trattato con una misoginia senza pari in una definizione del soggetto femminile come raccapricciante, con raccomandazione autoritaria affinché non avvenisse alcuna femminilizzazione della società, giammai, perché solo il mostrarsi simili alle femmine significava assoggettarsi ai diavoli. Nelle pagine del Malleus Maleficarum scorre un delirio politico che immagina come unica soluzione la necessità di esistenza di una organizzazione disciplinare e totalitaria. Pensiero unico, norme imposte, potere sui corpi, sulla sessualità.

In questo contesto l’inquisitore si basa appunto sull’osservazione, quel che interessa è catalogare e giudicare il sintomo e non tutto il resto. La semplice disobbedienza era giudicata tale: un sintomo della stregoneria. Perciò gli inquisitori prescrivono l’obbedienza, certe volte anche la morte, in nome della libertà. C’è da dire che la Germania non tollerava moltissimo l’intrusione dell’inquisizione romana, ma in quel tempo di grande povertà c’erano fior di rivolte contadine, e costituivano una minaccia per i padroni, i ricchi, i privilegiati. Di fatto l’inquisizione fu anche usata come diversivo, per terrorizzare, controllare quella popolazione che vinta dal pregiudizio e dalla paura si consegnò volentieri a quei tutori. Il metodo è sempre lo stesso, fateci caso: esiste qualcuno che alimenta il terrore in direzione di altre persone, così gli si consegna il marchio autorevole di tutore e sarà lui a stabilire norme per controllare e piegare la volontà della popolazione.

Tenete conto anche del fatto che l’inquisizione era un buon modo per condannare persone che diventavano rischiose per i poteri già esistenti così da sottrarre loro tutti i beni. In Germania, ma accadde anche in Italia, prima della fine del 1400 furono sterminate varie comunità ebraiche. Non erano ben visti i commercianti e non si poteva sopportare la loro scalata sociale. Persone che si ribellavano a quelle modalità autoritarie venivano semplicemente accusate di stregoneria o complicità con streghe anche solo per il fatto che nel movimento contadino un tale si innamorava di una tale e per un rapporto sessuale venivano accusati di fornicazione. Gli inquisitori, come d’altronde ancora oggi accade, furono violentissimi inibitori del dissenso e soffrivano di un delirio di onnipotenza non comune, per cui presero a moralizzare le sorti del mondo con un interesse morboso che riguardava la sessualità delle donne.

Il Malleus Maleficarum in questo senso potrebbe rappresentare, per dirla con Armando Vermiglione, una sorta di Pornografia sacra e comunitaria, con nuovi temi che suscitavano l’eccitazione del popolo, nuovi elementi di godimento collettivo. Era l’unico libro che parlava di sesso che non fu mai censurato e si teme che gran parte del suo successo avvenne perché costituiva, di fatto, una raccolta di dettagli a dimostrazione dell’eresia di talune categorie di donne e tali dettagli non potevano non eccitare la fantasia sessuale dei lettori. Le stesse modalità di tortura per fare confessare le streghe sono, d’altronde, né più e né meno che molestie, stupri e atti di sadismo operati sui corpi delle donne. Nel testo, per esempio, giusto per darvi una chicca, si parla dell’insistenza con cui serve far distinguere alle streghe lo sperma dell’uomo mite da quello del diavolo. Quello del diavolo pare fosse “freddo”. Non chiedetemi il perché. Ma in generale i racconti sessuofobi degli inquisitori istigarono emulazioni, delazioni, spesso frutto di semplice pregiudizio o antipatia nei confronti dell’accusata, isteria collettiva e tutto questo ovviamente non poteva che essere utile al fine di ottenere la “confessione“. L’arte dell’inquisitore è quella di considerare i sintomi come prove indiziarie e gli indizi come elementi che costituiscono la presunzione di colpevolezza.

Presunti colpevoli erano quelli che esprimevano “cattive opinioni” e tanto bastava per essere tacciate di stregoneria. Gli inquisitori si ritenevano sempre dalla parte della ragione, dunque stabilivano che quel che bisognava perseguire era l’intenzione della strega, anche se quell’intenzione resisteva soltanto nella loro immaginazione. L’intenzione di devastare il mondo, di piegare il carattere dell’uomo, di contaminare le altre donne e consegnare bimbi al diavolo. La donna con “intenzioni” malvage gode del sesso non riproduttivo, dunque l’unico sesso buono è quello che produce figli all’interno di un legame socialmente riconosciuto. L’uomo omosessuale viene considerato allo stesso modo impuro. Si sarebbe trattato di “amore disordinato che rischia di travolgere la società ed è il primo e principale prodotto diabolico“. L‘amore disordinato, in ogni caso, veniva addebitato alle donne, malvage, a prescindere dal fatto che fossero streghe. Così vengono descritte come “di debole intelligenza, ciarliere, vendicative, invidiose, colleriche, volubili, smemorate, mentitrici, dai desideri insaziabili” perché le donne, già solo per il corpo che possiedono, sono preferite dal diavolo, dunque la loro è prostituzione diabolica. Inutile dirvi che uno dei crucci essenziali degli inquisitori era quello di far fuori le prostitute.

Il corpo degli uomini invece non sarebbe stato oggetto di desiderio del diavolo. Dio lo ha scelto per incarnarsi e poi gli inquisitori stabiliscono che il diavolo, può pure essere tale, ma “non commette atti contro natura“. Il diavolo è indubbiamente etero, così è deciso. Gli uomini semmai sono considerati vittime, in una prospettiva sessuologica, di donne dispotiche, streghe che “minacciano l’inscrizione del rapporto sessuale nell’omaggio al diavolo, turbano il governo dell’amore, che è principalmente cortese. Sconvolgono le menti degli uomini fino all’amentia. Con la violenza della carne rovinano le anime.” Così, ‘ste donne perfide, non facevano altro che reclutare seguaci e “Donne corrotte e abbandonate vengono drogate con una bevanda per essere indotte a partecipare ai riti delle sette di streghe.”

Da qui parte l’assillo dell’inquisitore contro la droga, perché il Malleus Maleficarum è anche un manuale contro le droghe, a vantaggio della medicina sacramentale. Si intende che così si consuma anche la guerra tra scienza e religione, per cui perseguitate saranno quelle che usano medicina alternativa, le erboriste, i medici che non privilegeranno le cure di un prete a salvare il corpo e l’anima delle persone affette da varie malattie, interpretando esse come riprova della collera di dio o come prova di esistenza del diavolo e in entrambi i casi si ricorre alla retorica del sacrificio e della decontaminazione dei luoghi attraverso riti che comunque finivano per fare morire la gente.

Ad essere oggetto di particolare persecuzione poi furono le ostetriche, accusate di fornire metodi demoniaci alle altre donne che così pare rendessero impotenti gli uomini, nel senso che esisteva qualche arcaico metodo contraccettivo per salvarle da decine di gravidanze indesiderate e così quegli uomini avrebbero fatto più fatica a metterle incinta. Le ostetriche venivano accusate anche perche assistevano le donne nell’aborto, così vinceva una immagine che demonizzava queste presunte streghe denunciate come assassine o divoratrici di bambini, come spacciatrici di diavoleria, “droghe”, per vincere la volontà delle altre. Ma il cruccio dell’inquisitore era preciso: “il parto è troppo affidato alle donne, alla madre che vuole soltanto l’aborto o un bambino da uccidere“. Magari così potete rendervi conto che quando si parla di aborto e controllo dei corpi delle donne la questione arriva da molto lontano.

Direi che con questa premessa posso anche lasciarvi alla lettura del capitolo del Malleus Maleficarum che parla proprio della presunta responsabilità streghesca delle ostetriche. La prossima volta racconterò come si strutturava un processo a carico di una strega, soprattutto quello realizzato dall’inquisizione spagnola che in Sicilia ebbe grande rilievo: la tortura e l’interrogatorio; le presunte prove testimoniali ottenute spesso tra chi, donne incluse, odiava le accusate o rimediava benevolenza della corte grazie a una menzogna; l’onere della prova a carico dell’accusato la cui presunzione di colpevolezza era uno stigma, comunque un marchio, che gli sarebbe costato la persecuzione ad opera di gente che non faceva altro che immaginare che ogni dettaglio, per quanto estraneo alla questione, fosse perciò dimostrazione di colpevolezza; la costruzione delle imputazioni; la figura dell’advocatus, che in realtà giocava a legittimare gli inquisitori affinché si pensasse che la persona condannata avesse avuto la migliore difesa; il collegio giudicante, formato da individui aventi forte pregiudizio nei confronti dell’accusat@. Per ora eccovi uno dei capitoli che parla di queste cose. Buona lettura!

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Da Il Martello delle Streghe:

Questione XI

Le streghe ostetriche in diversi modi uccidono nell’utero i concepiti, provocano l’aborto e, se non fanno questo, offrono ai diavoli i bambini appena nati.

La verità esposta sopra viene provata al tempo stesso da quattro terribili atti compiuti sia sui bambini ancora nell’utero materno sia sui neonati. Siccome i diavoli devono eseguirli per mezzo delle donne e non degli uomini, quell’omicida si dà da fare per trovare alleati fra le donne più che fra gli uomini. E di tal fatta sono le opere.

I canonisti, che trattano dell’impedimento ottenuto per stregoneria più di quanto non facciano i teologi, dicono che la stregoneria fa sì non solo che qualcuno, come è già stato detto, non riesca a compiere l’atto carnale, ma anche che la donna non concepisca o, qualora concepisca, in seguito abortisca. A questi si aggiungono un terzo e un quarto modo: qualora non riescano a provocare l’aborto, uccidono poi il bambino oppure lo offrono al diavolo.

Intorno a questi primi due metodi non sussiste alcun dubbio perché l’uomo con mezzi naturali e senza l’aiuto dei diavoli, per esempio con erbe o altri impedimenti, può fare in modo che la donna non possa generare o concepire. A proposito degli altri due metodi occorre esaminare se possano essere praticati anche dalle streghe e certo non sarà necessario dedurre argomentazioni qualora i giudizi e gli esperimenti di estrema evidenza rendano le cose più credibili.

Quanto al primo dei due metodi, certe streghe, che vanno contro l’inclinazione della natura umana, anzi contro le condizioni proprie di tutte le bestie, eccettuata solo la specie del lupo, sono solite divorare e mangiare i bambini. A questo proposito l’inquisitore di Como ci ha raccontato che per questo motivo era stato chiamato a fare l’inquisitore tra gli abitanti della contea di Burbia. Infatti, un tale, cui era stato rapito un bambino dalla culla, mentre spiava un convegno notturno di donne, aveva visto e constatato che il bambino veniva ucciso e divorato, dopo che ne era stato bevuto il sangue. Così in un solo anno, quello immediatamente trascorso, mandò al rogo quarantuno streghe, mentre altre si erano rifugiate presso l’Arciduca d’Austria Sigismondo. A conferma di questo vi sono alcuni scritti di Giovanni Nider nel suo Formicarium. Il ricordo del recente libro e di ciò che egli scrisse è ancora vivo, per cui non risulta incredibile come può sembrare. Sono proprio le streghe ostetriche a causare i danni peggiori, come hanno raccontato a noi e ad altri le streghe pentite, le quali dicevano che nessuno nuoce alla fede cattolica più delle ostetriche. Infatti quando non uccidono il bambino, lo portano fuori dalla camera come se dovessero fare qualcosa, ma sollevatolo in aria lo offrono ai diavoli. Nella seconda parte del settimo capitolo si parlerà dei metodi che osservano le streghe in queste cose vergognose. Ma prima di affrontare questo argomento occorre una premessaa proposito del permesso divino. Infatti all’inizio è stato detto che tre cose concorrono necessariamente all’effetto stregonesco: il diavolo insieme con la strega e il permesso divino.

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5 pensieri riguardo “Malleus Maleficarum: le streghe ostetriche e il diavolo etero”

  1. il BDSM in forma medioevale….. è mio modesto parere che. le restrizioni sessuali creano dei mostri in quei soggetti che, per loro natura, avrebbero una vita sessuale ricca e florida e “atipica” e invece la devono reprimere…. vedi torture alle streghe. vedi manga giapponesi. vedi stupri di gruppo nei militari o sesso forzato nelle prigioni maschili….

    1. scusa ma non trovo paragonabile l’immaginazione della pornografia dei fumetti giapponesi alle torture e agli stupri veri e propri… c’è la stessa differenza che passa tra giocare con le pistole ad acqua e spararsi tra bande rivali….

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