Antiautoritarismo, Comunicazione, Pensieri Liberi, R-Esistenze

#DeboraBilli, i giustizieri del web e i Giorgio’s Angels

deborabilli

Non ho la più pallida idea di chi sia Debora Billi a parte il fatto che collabora con il M5S e che ha detto una battuta idiota per la quale poi si è scusata. A parte il rischio di beccarsi, probabilmente, una denuncia per offesa all’onore e al prestigio del Presidente della Repubblica, così come è successo ad altre persone che hanno usato riferimenti non consoni nei confronti di Napolitano, poi da questa vicenda si ricavano due cose: certi “giornalisti” stanno lì a tentare di ricavare una notizia da un tweet e il punto non è cosa scrivi ma chi scrive cosa. Se la signora Billi fosse stata una di passaggio, di quelle che non hanno relazioni con il partito più disprezzato da certa stampa italica, non se la sarebbe filata nessuno. Siccome la Billi lavora con il M5S per colpire quel movimento si fa a chi trova la sconcezza più sconcia tra chi può anche lontanamente essere messo in relazione al M5S.

Dunque ecco i media che sono ridotti, appunto, a ricavare una notizia da un tweet mettendo alla gogna una persona sulle prime pagine dei giornali ed ecco tutti gli anti/M5S che ne approfittano e che vanno lì a insultare questa donna che oltre alla gogna, ovviamente, si becca pure il linciaggio.

Guardate quello che le dicono sulla sua pagina facebook, per esempio, o tutti gli insulti che le stanno arrivando su twitter, perché in Italia, e non solo qui purtroppo, l’uso dei social network è finalizzato alla lapidazione di chiunque ti stia sulle palle. E’ un luogo in cui si realizza la semplice voglia di linciaggio di gente che ieri insultava due genitori gay e oggi insulta lei, senza che questo faccia alcuna differenza. E sembra incontenibile questa maniera di polarizzare lo scontro, che ovviamente non risparmia nessuno e che riguarda certamente anche alcuni elettori del M5S, come se i social network fossero il luogo in cui si concentrano mondi impazziti in cui chiunque può dire a carico di un’altra persona qualunque cosa insultante, negativa, pessima, senza sapere che non c’è giustificazione per tutto questo.

In più vorrei farvi notare la retorica di certi commenti: “vergognati, potrebbe essere il nonno dei tuoi figli“, scrive qualcuno, alimentando l’idea di una familiarità e vicinanza che per certi versi risparmia il presidente dalle critiche, quando ve ne sono state, e oggi chiama all’appello la difesa dell’anziano che non è un anziano qualunque ma è un Presidente della Repubblica che ha un ruolo istituzionale di rilievo.

Nessuna offesa a lui, come a chiunque altro, è giustificata, e mai bisognerebbe neppure accennare alla morte di una persona anche se si ritiene un avversario politico, ma allo stesso tempo non sono giustificati gli insulti da parte di questo squadrone di  non meglio definibili soggetti, i Giorgio’s Angels o qualcosa del genere, che dovranno capire che il fatto che loro non sono conosciuti non li legittima a usare pretesti per avere il piacere di buttare un po’ di merda contro qualcuno. I giustizieri fai da te  che gravitano sul web fanno abbastanza schifo, in generale, e dovrebbero guardarsi allo specchio qualche volta per analizzare la propria comunicazione prima ancora di dare la caccia all’untore di turno.

Chi insulta la Billi e vorrebbe distinguersi da quel che fanno, secondo quel che dicono, alcuni M5S, non sono poi così diversi e non è la nobiltà della ragione dell’insulto che vi rende migliori. Forse siete pure peggio perché ammantate di nobili intenzioni il linciaggio squadrista e perché immaginate che il web sia un campo di battaglia.

Perciò se qualcuno dovrà dedicare biasimo a tali faccende sarebbe il caso che lo dedicasse al metodo, a prescindere da chi lo usa, perché non c’è ragione alcuna per agire da piccoli spettatori che sono lì a tirare pietre sul personaggio del grande fratello che vogliono fuori dalla casa. Perché la dinamica è sempre la stessa. Ieri qualcuno se la prendeva con una persona per un bikini, e lì vedevi gente che di comunicazione non sa nulla dare lezioni a chi la pratica per mestiere, e oggi danno lezioni morali e perfino professionali a quest’altra donna per un brutto tweet.

Mi piacerebbe vedere quali sono le professioni di questi grandi comunicatori d’assalto, mi piacerebbe quanto è fallimentare la loro vita, quanta frustrazione sfogano sul pretesto di passaggio. Mi piacerebbe che vi rendeste conto che quel pretesto e la gogna offerta non sono che un anestetico che vi allontana dai vostri problemi. La gogna e il linciaggio sono l’intrattenimento del web 3.0. E click dopo click, like dopo like, insulto dopo insulto, il vostro mondo sparisce e sparisce la vostra pelle e anche se non ve ne rendete conto sparite poco a poco anche voi, la vostra rivendicazione, la consapevolezza di quel che vi serve, la forza di lottare. Perché lo sapete, si, che l’insulto su facebook non è “lotta”?

2 pensieri su “#DeboraBilli, i giustizieri del web e i Giorgio’s Angels”

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