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Il controllo delle migrazioni europee in mano alle lobby

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Da Firstlinepress.org:

Di Natascia Silverio

La Commissione Europea investe nell’industria privata milioni di euro di fondi pubblici per proteggere le frontiere esterne dell’Europa

Oggi e domani si tiene a Bruxelles il vertice in cui verrà designato il prossimo presidente della Commissione Europea. Si parlerà anche del nuovo documento programmatico e di immigrazione. Renzi, alla vigilia del semestre di presidenza italiana dell’UE, dichiara che “l’Europa dovrà avere la forza di gestire in modo unitario e condiviso ciò che sta accadendo nel Mediterraneo internazionalizzando l’intervento umanitario con un investimento molto forte in Frontex” e accenna anche a “destino e valori in comune”. Proponiamo di seguito la prima parte della traduzione di un articolo, pubblicato su Setmanari Directa, che documenta il forte legame di Frontex con le industrie private del settore della sicurezza. In questo senso i “valori in comune” dell’UE sono, in realtà, gli interessi delle lobby che restringono la libertà di movimento dei migranti.

 

L’Agenzia Europea per la Gestione delle Frontiere Esterne degli Stati Membri dell’Unione Europea, comunemente conosciuta come Frontex, è operativa dal 1 Maggio 2005.  L’agenzia era stata promossa l’anno scorso dal Consiglio Europeo e le viene attribuito come obiettivo principale il miglioramento della gestione delle frontiere esterne degli stati membri dell’UE e il coordinamento operativo tra questi stati. Frontex li assiste nella formazione delle guardie di frontiera, tiene traccia degli sviluppi della ricerca pertinenti al controllo e alla sorveglianza delle frontiere esterne e coordina con gli stati voli congiunti di espulsione.

In questi ultimi anni, l’agenzia ha assunto maggiore autonomia e ha ampliato la propria capacità decisionale riguardo alle operazioni di controllo delle frontiere. Il budget iniziale dell’agenzia era di 6 milioni d’euro, mentre nel 2013 disponeva di più di 90 milioni di euro per finanziare le attività. La sua autonomia permette una capacità decisionale riguardante lo sviluppo della ricerca, i progetti e le operazioni. Queste operazioni sono finanziate direttamente da fondi pubblici provenienti dall’Unione Europea ed è la stessa agenzia a scegliere i fornitori e a raccomandare alla Commissione Europea e agli stati membri le società idonee a sviluppare strategie di controllo. Frontex funge così da collegamento tra gli stati membri e l’industria privata che si occupa del settore della sicurezza.

Il direttore esecutivo di Frontex, Ilkka Laitinen, un ex guardia finlandese di confine, è anche membro del consiglio consultivo di Security Defense Agenda (SDA), una lobby integrata da grandi compagnie di sicurezza e da R&S (Ricerca&Sviluppo) come Eads, Thales o la spagnola Indra. Allo stesso tempo, queste compagnie sono parte dell’Organizzazione Europea per la Sicurezza (acronimo inglese EOS), una lobby composta da più di 30 società, alla cui presidenza è recentemente salito Santiago Roura, amministratore delegato di Indra.

SDA e EOS hanno organizzato un incontro nel 2011 a Bruxelles. L’incontro vedeva la partecipazione dei membri dell’Unione Europea in qualità di relatori, di Frontex e dell’industria della sicurezza. Durante il forum è sorta la seguente domanda: una rinnovata partnership del settore pubblico/privato puó aiutare a migliorare la sicurezza dell’Unione Europea?

Alta sicurezza

La lobby EOS ha organizzato nel 2012 a Bruxelles una tavola rotonda sull’alta sicurezza. L’obiettivo principale dell’incontro era discutere come una politica industriale europea per la sicurezza potesse sostenere, con successo garantito, lo sviluppo di una Strategia per la Sicurezza Interna e come aumentare la competitività dell’industria europea della sicurezza. Secondo EOS, il successo dell’iniziativa non solo “dimostra la volontà della Commissione Europea e del Parlamento Europeo di collaborare con il settore privato per lo sviluppo delle politiche dell’UE riguardanti una società più sicura, ma anche quella di sostenere lo sviluppo di un’industria europea più forte, basata sulla leadership della tecnologia e sulla creazione di impiego per condurre la crescita economica”.

Tra gli ospiti erano presenti il Commissario Europeo per l’Industria, l’italiano Antonio Tajani, e il Commissario Europeo per gli Affari Interni, la svedese Cecilia Malmström, in qualità di Direttrice delle Politiche Migratorie dell’UE. Nel 2013, la Malmström ha criticato l’efficacia del tagliente filo spinato della recinzione di confine di Melilla ma ha affermato che “la legge viene completamente rispettata”.

All’iniziativa hanno partecipato l’attuale direttore della Capacity Building di Frontex, Eric Berglund, autore del rapporto ‘Identified Needs‘ di Frontex. Il rapporto, pubblicato nel 2008 sul sito internet della Commissione Europea, sostiene che le frontiere debbano restare aperte per il commercio e la circolazione delle persone e chiuse alle attività criminali, tra cui anche la cosiddetta “immigrazione illegale”. Il rapporto spiega anche brevemente il programma Eurosur.

 

Da sinistra: Antonio Tajani, Commissario Europeo per l’Industria; Cecilia Malmström, Commissario Europeo per gli Affari Interni; Lorenzo Mariani, Direttore Amministrativo di Selex; Luigi Rebuffi, Direttore di Eos

Da sinistra: Antonio Tajani, Commissario Europeo per l’Industria; Cecilia Malmström, Commissario Europeo per gli Affari Interni; Lorenzo Mariani, Direttore Amministrativo di Selex; Luigi Rebuffi, Direttore di Eos

I programmi di Frontex

Durante l’incontro del 2012, il programma Eurosur è stato ampiamento discusso per poi essere presentato dall’Unione Europea il 22 Ottobre 2013, come risposta pubblica all’enorme naufragio avvenuto a Lampedusa diciannove giorni prima. L’annuncio di questo nuovo programma ha prodotto titoli del tipo “Eurosur è efficace per prevenire tragedie come quella di Lampedusa” o “Eurosur: nuovi strumenti per salvare le vite degli immigrati”.

Il programma Eurosur è il nuovo sistema globale di sorveglianza delle frontiere esterne dell’Europa. È composto da un sistema di monitoraggio e da uno scambio di informazioni progettati per consentire ai membri del network (Frontex e gli stati membri) di condividere dati relativi alle frontiere in tempo reale attraverso i loro centri nazionali di coordinamento. Uno degli obiettivi principali di Eurosur è impedire l’ingresso nell’Unione Europea di migranti e rifugiati attraverso un processo di esternalizzazione delle frontiere. Questo processo ha finanziato progetti di collaborazione quali il Piano Spagnolo sull’Africa, attraverso cui l’Unione Europea ha sviluppato sistemi di sorveglianza sulle coste della Mauritania e del Senegal e ha istituito nei paesi nordafricani un network di centri per gli stranieri (CIE).

Alla tavola rotonda sull’alta sicurezza ha partecipato anche Antonio González Gorostiza, membro di EOS e direttore della protezione delle infrastrutture critiche della società Indra. González Gorostiza era il coordinatore del progetto Perseus, formato da Frontex e multinazionali come Indra e Eads. Il programma Perseus, attualmente in fase dimostrativa, è un sistema di sorveglianza e di intervento pre-frontiera dell’area del Mediterraneo attraverso un network di sistemi ad alta tecnologia. Tra il 2007 e il 2013, Perseus aveva un budget di 43 milioni d’euro per la fase di sviluppo.

Questo finanziamento è giunto dall’FP7: Seventh Framework Programme for Research and Development of the EU (Settimo Programma Quadro di Ricerca e Sviluppo dell’Unione Europea). L’FP7 rappresenta un’iniziativa per finanziare la ricerca e lo sviluppo, che è pubblicizzata come un investimento nello sviluppo umano. Le sovvenzioni vengono concesse in seguito a un “invito a presentare proposte e perizie” e il budget stanziato dalla Commissione Europea proviene da fondi pubblici. Attraverso l’FP7, l’UE finanzia progetti di ricerca che finiscono per diventare sistemi di controllo e favoriscono grandi aziende che si occupano di ricerca e sviluppo.

L’FP7 ha finanziato, tra gli altri, i progetti integrati di sorveglianza e interoperabilità delle frontiere Seabilla, sviluppati da Selex, Eads, Thales TTI Norte e Indra con un budget di 15 milioni di euro; Talos, sviluppato da TTI Norte e Israel Aerospace Industries (IAI – Aziende Areospaziali Israeliane) con un budget di 3.9 milioni di euro e Operamar, sviluppata da Thales, Indra e Selex con un budget di 669.000 euro. Molte di queste R&S appaiono come punto di riferimento all’interno del documento di lavoro della Commissione Europea pubblicato nel 2011: esso tratta della determinazione della struttura tecnica e operativa del programma Eurosur e della determinazione delle misure da intraprendere per la sua attuazione. Questo documento fa riferimento a Perseus, Talos e Operamar affermando: “Questi progetti hanno cominciato a dare risultati, che saranno considerati durante lo sviluppo di Eurosur”. Il 24 settembre 2013 durante una presentazione pubblica a Madrid, il Ministro dell’Interno spagnolo Jorge Fernandez Diaz ha mostrato l’arresto di un’imbarcazione come parte dei primi risultati di prova del progetto Perseus.

Durante il forum organizzato da EOS, González Gorostiza ha riconosciuto pubblicamente l’intenzione della Commissione Europea di chiudere la fase di ricerca di Perseus, Talos e Operamar, per continuare con quella di attuazione.Alla fine del 2013, Thales, Amper, Eads e le aziende spagnole Indra e GMW hanno vinto contratti con vari ministeri all’interno dell’Unione Europea per lo sviluppo del programma Eurosur. Il programma avrà un budget di 244 milioni di euro per il periodo 2014-2020.

Il presidente della CEOE si arricchisce con la barriera di separazione di Melilla

Il presidente della Confederazione Spagnola delle Organizzazioni Imprenditoriali (CEOE), Joan Rosell, ha affermato in una dichiarazione alla rete radiofonica Cope nel luglio 2012: “Abbiamo aperto le porte verso l’esterno e per molti anni circa mezzo milione di stranieri sono entrati in Spagna ogni anno. Era un problema e oggi, visto in prospettiva, si rivela chiaro”. Queste dichiarazioni hanno prodotto titoli del tipo: “Aprire il paese agli immigrati quando la disoccupazione era all’8% è stato un problema” oppure “l’immigrazione ha aggravato il problema della disoccupazione”.

Lo stesso Joan Rosell è presidente della società d’investimenti Miura Private Equity dal 2008. Sotto la sua guida, l’azienda ha acquisito a metà del 2009 il 60% di Proytecsa, una società di sicurezza responsabile della progettazione e dell’installazione della recinzione tridimensionale di Melilla e della manutenzione del perimetro della frontiera. La ristrutturazione della recinzione, effettuata nel 2006 dalle società Indra e Sallén, ha comportato un investimento di venti milioni di euro.

La rete intorno a Frontex

La rete intorno a Frontex

 

Daniela Ortiz and Xose Quiroga / antigonia.com

Pubblicato su Setmanari Directa nº344

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