Acchiappa Mostri, Antiautoritarismo, Autodeterminazione, Critica femminista, Femministese, R-Esistenze

Il femminismo satanico e la caccia alla nemica del femminismo

adessobasta

Riflettevo su una deriva scivolosa e neofondamentalista che sta prendendo un certo femminismo, lo stesso che dichiara che la libertà di scelta oramai è paragonabile soltanto alla subordinazione al maschilismo, satana in persona, e mi veniva in mente, per ovvia analogia, un passaggio di un pezzo che ho letto e di cui vi propongo una sintesi. Giusto per dirvi quanto un certo femminismo somigli ad una certa corrente religiosa, quella più, diciamo così, integralista e che giammai potrebbe ragionare con me di cose dell’umano mondo.

Si parla in questo articolo, scritto da un’insigne filosofo e studioso, dell’origine satanica “dell’ideologia gender”. Tra grandi citazioni e volontà di indagare dove e come Satana si nasconderebbe tra le pieghe dei ragionamenti della contemporaneità si dice che: “dietro l’ideologia che genera le leggi sul matrimonio omosessuale «c’è l’invidia del Demonio, attraverso la quale il peccato entrò nel mondo: un’invidia che cerca astutamente di distruggere l’immagine di Dio, cioè l’uomo e la donna che ricevono il comando di crescere, moltiplicarsi e dominare la terra. Non siamo ingenui: questa non è semplicemente una lotta politica, ma è un tentativo distruttivo del disegno di Dio. Non è solo un disegno di legge (questo è solo lo strumento) ma è una “mossa” del padre della menzogna che cerca di confondere e d’ingannare i figli di Dio». Il padre della menzogna, per i cristiani, è Satana.

Analogamente ci sono certe femministe, anche piuttosto litigiose, che fanno il processo alle intenzioni e che sostengono che dietro alcune affermazioni, lotte, ragionamenti, vi sia un disegno distruttivo ad opera del patriarcato. Sostituisci patriarcato a Satana e l’effetto demonizzante sarà identico. Vi dico questo ricordando, per me stessa, che tali analogie vengono alla luce se solo si realizza che un certo femminismo, per certi versi, non è stato in grado, al momento, di operare una decostruzione, un ribaltamento, una sovversione del discorso pubblico giacché prende ampio spunto dalla cultura, dai simbolismi, della religione cattolica. Basta vedere le donne “crocifisse” quando si parla di femminicidio o la passione necrofila e feticista per lo stereotipo della “vittima”.

Si scrive poi che Satana si troverebbe nel “omosessualismo“, il “femminismo“, “l’ideologia di genere” e perfino nel “socialismo“, il “comunismo“, “l’anarchismo“. Anzi sarebbero le persone che sposano queste correnti di pensiero ad aver invocato per se’ Satana come “padre” delle loro idee.

Altra analogia: Un certo femminismo dice di combattere il patriarcato ma cerca sempre la “paternità” delle idee che non condivide, anche quando a pronunciarle è una donna. Non ne cerca mai la maternità. Chissà perché. Come se in fondo, perdendo totalmente laicità, a dichiarare tanta autonomia di pensiero poi in realtà si ragiona ugualmente per possessioni ed esorcismi.

Nel pezzo si cita uno storico e poi si dice anche che la figura del cattivo è quella che affascina di più. Sarebbero figure diaboliche, dunque da evitare. Così penso all’insistenza con la quale certe frange inquisitorie “femministe” tentano di rappresentare la parvenza demoniaca di alcune donne affinché tutt* sappiano quanto e come bisogna considerarle “nemiche del femminismo“. Di più: sarebbero nemiche delle donne e manca poco che vengano definite nemiche dell’umanità al completo. In certi scritti si sprecano accidenti e maledizioni in direzione di questa o quella, perché si vede poco, si fa vedere troppo, perché “io sono meglio”, perché di là sicuramente c’è il Male. Ci sono sedicenti femministe che hanno totalmente perso la spinta rivoluzionaria e fungono da agenti normalizzatrici, dove la femminista diventa moralista, inquisitrice, reazionaria, a rieducare le donne non già come disobbedienti all’autorità ma solo piegate al cospetto di una autorità differente.

Vado avanti nello scritto e leggo dell’esistenza di un “femminismo satanico” che si ispirerebbe ad un pensiero che prende spunto da questo ragionamento: “Satana, nel Giardino dell’Eden, ha offerto a Eva la possibilità di liberarsi del controllo patriarcale di Dio e di Adamo, e va dunque celebrato e venerato come il liberatore delle donne. In quanto simbolo dell’inversione e del rovesciamento, Satana insegna anche alle donne – ma pure agli uomini – a scegliere liberamente la loro identità di genere, e imprime il suo sigillo anche sulla scelta omosessuale. Le streghe del Medioevo, secondo questa prospettiva, sono davvero esistite: erano donne libere, spesso capaci di reinventarsi un’identità maschile o di affermarsi come lesbiche.

Sintetizzo. Chi parla di liberazione delle donne, libertà di scelta e autodeterminazione in realtà non capisce che quella “libertà di scelta” l’avrebbe data Satana. Dunque le donne davvero libere non esistono. Esistono soltanto le possedute di Satana, le streghe.

Analogia: c’è un certo femminismo, prendo ad esempio quello radicale di Dworkin e MacKinnon, con eventuali seguaci italiche, che a parte avercela con le pornostar autodeterminate, perché il porno è male e va moralizzato, oppure con le sex workers, perché di prostitute autodeterminate figuriamoci se esistono, quelle che dicono di essere tali sono possedute, da Satana, dal pappone, dal maschilista, comunque non sarebbero credibili, a parte avercela perciò con le donne che rivendicano libertà di scelta in zone e territori che sono terreno di evangelizzazione ad opera di quelle femministe, insistono dicendo che la libertà di scelta non esiste in quanto tale e che chiunque dica di essere autodeterminata in realtà sarebbe posseduta dal patriarcato o dal suo corrispondente neoliberista.

Da lì la foga del branco che smette di ascoltare le donne e semplicemente ne sovradetermina le scelte, le giudica, le racchiude in categorie rigide e infine stabilisce una sentenza che corrisponde, di volta in volta, ad un preciso comandamento del femminismo egemone.

Ecco: io non so come il femminismo sia arrivato a questo punto. So che io non mi adeguo a tutto questo e con me molte altre donne che pure si dicono con convinzione femministe. Perché, diciamo così, bisognerà liberare il discorso pubblico da una serie infinita di deliri mistici di donne che vanno in cerca di canonizzazione per la crociata che stanno compiendo per la salvezza delle donne. Le donne non hanno bisogno di sacerdotesse giudicanti (spesso anche forcaiole) ma eventualmente di amiche. Non di giudici e di inquisitrici, non di donne che vanno in caccia di altre streghe, ma di sorelle che guardano a se stesse come entità perfettibili, contraddittorie, altrettanto umane. Se c’è chi, tra le femministe, ha deciso di aver superato la soglia dell’umana specie per toccare quella della deità allora ci troviamo di fronte ad un fenomeno del tutto diverso. E’ un dogma, nulla più di questo. Con tutte le storture normative che ogni dogmatismo rigido e immobile porta con se’.

Come potrebbe una donna laica, femminista, adeguarsi a tutto questo?

Le Diable de Papefiguiere, by Charles Eisen

Annunci

Un pensiero riguardo “Il femminismo satanico e la caccia alla nemica del femminismo”

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.