Acchiappa Mostri, Antiautoritarismo, R-Esistenze, Violenza

Femminicidi, mostri, forche e giustizialismo

La vignetta di Mauro Biani
La vignetta di Mauro Biani

Facciamo una ri-sintesi? E dunque abbiamo un tizio che dovrebbe essere figlio illegittimo di uno che dice di non avere figli illegittimi. Il Dna sarebbe pure compatibile a quello di una donna, sua sorella o sorellastra, perché in questa fiction non abbiamo capito molto, ma dopo tanto dire che era stato un marocchino perché una cattiva traduzione l’aveva inchiodato senza se e senza ma quest’ultima conclusione parrebbe un po’ più di buon senso. Intanto abbiamo il mostro in prima pagina, quasi ovunque, e poi anche la foto dei figli del presunto mostro, così, tanto per non farci mancare niente, anche se, giustamente, la Procura avrebbe voluto un minimo di prudenza, ché non si capisce come un ministro possa twittare che hanno preso l’assassino se ancora non c’è stato neanche un processo. Il garantismo l’è morto in Italia, e questo si sa, ma è morto anche il buon senso e siamo lì a goderci questi uomini della patria, paternalisti, che difendono donzelle indifese, cavalieri senza macchia e senza paura che twittano e facebookano e poi proclamano che loro, ecco, proteggeranno tutte le vergini innocenti e le madri e le mogli e le femmine sparse, purché non si parli di trans o prostitute o donne migranti rinchiuse nei Cie, perché in quel caso non vedremo mai un tweet del ministro che scrive “l’abbiamo preso!”.

Giustizialismo a go’ go, sui media, nelle discussioni di facebook, la corsa al linciaggio, dappertutto, e la totale perdita di buon senso. Anche sui femminicidi di questi giorni, su facebook stiamo mettendo a punto la serie di probabili opzioni (in continuo aggiornamento) da fornire al ministro dell’emergenza che ha già pronte le truppe antifemminicidio a protezione delle “nostre donne”.

Potete partecipare anche voi, se credete. Ecco:

4 femminicidi (probabili) in due giorni. Possibili opzioni (aggiornate):

a – abbiamo cresciuto, tutti quanti, una manica di psicolabili/coglioni;
b – è il caldo;
c – E’ il patriarcato, il maschilismo, la cultura del possesso;
d – E’ il gene maschio. Sottoporre a lavaggio del cervello gli uomini prima dell’uso.
e – Le donne sono tutte merde e se la cercano. Obbligarle ad obbedire all’uomo farebbe diminuire i femminicidi.
f – Se non puoi dare la colpa all’uomo normale, marito normale, eccetera normale, ci sono sempre gli stranieri. Si sa che la cultura dello straniero è sempre più patriarcale della tua.
g – E’ sempre colpa delle femministe che quando parlano delle vittime vanno un po’ oltre le sciocchezze solite trite e ritrite e sterotipate.
h – E’ colpa dei Mondiali di Calcio.
i – E’ la crisi del sistema familiare tradizionale.
l – E’ colpa del linguaggio del corpo femminile che spaventa il maschio (nascondere il corpo delle donne, please!)
m – E’ colpa delle villette a schiera (abbattiamole!).
n – E’ colpa della “propaganda omosessualista”.
o – E’ colpa del rapporto simbiotico madre-bambino! Le donne sono rompicoglioni e castranti.

Scegli la tua opzione. La invieremo al ministero dell’emergenza che è già pronto a paracadutare sulle città forze militari anti femminicidio.

E poi un’analisi minima, assieme a due valutazioni che ho scritto su Il Fatto Quotidiano e che potete leggere QUI, perché in generale è veramente complicato ragionare a bocce ferme con tutta l’isteria collettiva che si vede in giro.

Un tentativo, a proposito della strage familiare con assassino reo confesso:

Quando qualcuno pensa che l’altro rappresenta un pericolo, un ostacolo alla realizzazione dei propri piani, quando in un modo o nell’altro, in termini del tutto narcisisti, si ritiene che l’altra persona sia responsabile di tutto quello che per te non funziona, eccola lì, forse, la spiegazione per un delitto così orrendo. E senza lasciarci tentare da analisi che guardano al mostro altrove, ditemi, quante volte avete visto messe in atto, da gente fuori di testa, dinamiche del genere? Quante volte avete visto persone ossessionate dal fatto che l’altra persona sia un impedimento ai propri piani o alla salvezza dell’umanità? E’ cultura del possesso, disumanizzazione dell’altro, è egoismo, è anche volontà di dominio, è fanatismo.
Dice: «La famiglia era una gabbia. Non sopportavo più questa vita»
«Ma non le bastava il divorzio?», chiede il magistrato. «No. Con il divorzio i figli restano». Un delirio culturale, individuale. E’ pericolosa la gente così e io ne ho timore. Così come ho timore di chi approfitta di un delitto per criminalizzare un intero genere o una categoria umana e di chi si dà spiegazioni semplici che evitano di ricercare risposte reali che possano aiutarci a prevenire. Troviamo risposte che possano prevenire delitti del genere, ve ne prego. E smettiamo di usare i delitti per galvanizzare platee di forcaioli e lincianti e dirigerli verso obiettivi che ci stanno sulle scatole: etnie, categorie umane, tipicità di persone.

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5 pensieri riguardo “Femminicidi, mostri, forche e giustizialismo”

  1. Buondì..mi chiamo alessia, da un po’ seguo il blog..ho diverse cose da dire in merito, perciò mi scuso s sarò un po’ prolissa.
    Primo: trovo ridicolo e anche fastidioso l’uso e abuso di questo neologismo, “femminicidio”, ma perché, le donne non sono persone? Omicidio non va bene? Teniamo presente che non c’è nulla di discriminatorio in questa parola, perché in italiano semplicemente è il genere maschile a fare da termine generico (ovvero, non marcato per il genere) è una questione di lingua, formale, non di sostanza..”omicidio” significa “uccisione di una persona, non di un uomo..no? Allora perché serve una parola a parte per le donne? Io lo trovo ridicolo, oltre che ipocrita.

    Secondo: il caso di Brembate. Sì, ovviamente è stata l’ennesima prova di inettitudine da parte di un ministro dell’interno sempre più in cerca di una giustificazione alla sua presenza..detto ciò e fermo restando che la vicenda è ancora fumosa e va ovviamente chiarita nelle sedi adeguate, tra il dna e la parola del presunto omicida e dei suoi familiari, mi fido di più del primo..

    Terzo: è vero, non ci sono mostri in nessuna di queste vicende. Solo persone comuni, vigliacche, superficiali, opportuniste, tutto qua. Veramente ce ne meravigliamo ancora? Il male sta in ognuno di noi, scegliere come comportarsi ogni giorno spetta a noi. E no, non c’è un premio per chi sceglie di comportarsi bene, di avere coraggio, di essere onesto, il premio è la scelta, non serve altro né ci si deve aspettare altro. Perché chi fa fuori moglie e figli per scappare con un’amante che nemmeno lo vuole (o chi ruba, o chi frega il prossimo) rinuncia alla propria dignità, alla propria umanità. Non esiste castigo peggiore, puoi anche farla franca e fregare tutti i tribunali del mondo, ma tu lo sai chi sei e cosa hai fatto. E se la tua umanità vale quanto una vacanza al mare, bè..anche questa è una decisione con la quale dovrai convivere per il resto dei tuoi giorni. Puoi illuderti che il pentimento e il perdono cambino qualcosa, ma ciò che hai fatto resta e non è una macchia che si toglie con la trielina o con qualche altro rituale fantasioso (a cui comunque uno può scegliere anche di credere, non dico di no). Alla fine, per come la vedo io, il peggior castigo per queste persone è dover continuare a convivere con se stesse e con il vuoto che le accompagna.

    1. Ciao Alessia, sebbene trovi il tuo commento in linea con il mio pensiero, sono un pò scettico sul secondo punto.

      Perchè è una proba di inettitudine del ministro degli interni? Inoltre, nel terzo punto, indichi come sia nostra, la scelta se fare del male oppure no. E sull’arbitrio, c’è poco da fare.

      Per tutto il resto, ripeto, sono in linea con il tuo punto di vista.

      1. Ciao, be’ perche’ l’annuncio alla stampa l’ho trovato del tutto fuori luogo, quanto all’incapacita’ mi riferivo alla performance del ministro finora..questo non sa mai niente di cio’ che gli succede sotto il naso, magari poteva risparmiarsi lo sputtanamento in anteprima di uno che per ora e’ presunto colpevole e lasciare che gli inquirenti facessero il loro lavoro. Anche perche’ mi e’ sembrato uno spot pubblicitario a suo uso e consumo, dato l’alto profilo mediatico del caso..ma e’ un mio punto di vista..

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