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#Duropurismo e pensiero unico di sinistra

Qualche giorno fa condividevo link in solidarietà a Erri De Luca e subito arriva chi ricorda che però egli disse una determinata cosa a proposito di Israele e Palestina. Non so esattamente cosa scrisse o disse e a questo punto non mi interessa neppure approfondire perché, lo dico con chiarezza, sono stufa. Stufa di tanto settarismo e di garantismo “a corrente alternata“, stufa del fatto che la solidarietà parrebbe più facile da dare a quell* che neppure parlano la tua lingua perché di quelli, è chiaro, puoi immaginare la pensino come te in tutto e per tutto. Eppure se indaghi la politica del compagno, la compagna, dell’immigrato, della precaria, del gay, la lesbica, delle donne, di chiunque ti ritrovi accanto nel tuo cammino identitario, troverai mille contraddizioni, complessità e differenze.

C’è da parlare della difesa di un diritto che riguarda anche te e tu stai lì a guardare la contraddizione, il punto di vista differente perché sai solidarizzare solo con chi la pensa come te? E gli altri? Meritano quello che gli capita? Racconto una cosa che accadde molti anni fa. Movimento antimafia, arrivano a casa di una giornalista/militante minacce e remember molto gentili da parte di chissà chi. Parte una sincera gara di solidarietà da compagni e compagne di ventura, gente che scriveva la realtà di ieri e anticipava quella di oggi, e la sezione locale del partitino più gruppetti di sinistra vari cosa fanno? Mandano a dire che non solidarizzano perché non amano i primadonnismi e non condividono alcune posizioni della tizia. La tizia restò viva, per fortuna, ma fosse stata ammazzata probabilmente quei “compagni” li avreste visti dietro la bara a battersi il petto per reclamarne le spoglie come martire del loro gruppo politico. Di queste cose in Sicilia, negli anni che furono, ne ho viste veramente tante e non posso spiegare quanto grande è lo sconforto, l’amarezza, provata mentre varcavo la soglia della disillusione. Non c’è sogno politico che non si infrange nella miseria umana. Questo è il punto.

Dopodiché torno all’Italia, un po’ di anni dopo, e vedo che la storia non è mai cambiata. Se domani a me succede qualcosa immagino che c’è gente “a sinistra” che farà il tifo per i miei oppositori e nemici, immagino che qualcun@ brinderà, perché la critica politica dalle nostre parti si trasforma in insulto, in persecuzione, in distanza dal punto di vista personale e umana. Se non la pensi come me ti auguro tutto il male possibile, sono io che devo prevalere su di te perché alla fine quel che prevale è una logica autoritaria in cui si parla di multicultura e pluralità ma si teme la differente idea di chi ti sta vicino. Ipocrisie, limiti, censure, grettezza culturale e pesantezza.

C’è chi ne fa una questione di principio: non sanno produrre critiche senza insultare, e anche sul web la questione va così. Ma il trucco c’è e basterebbe seguirlo, non scrivo nulla che non sono in grado di dirti anche se ti guardo in faccia. Se quel che scrivo non potrò mai pronunciarlo in tua presenza, significa che sono pensieri che fanno schifo, vuol dire che sono insulti, che si attacca la persona e non si produce una critica politica, significa che sto facendo gossip e che quel che sto praticando è mobbing e ostracismo.

A me qualcuno rimprovera il fatto di essere “ecumenica”, altri mi danno della “venduta”, ma sono complimenti che arrivano a chiunque provi a dissentire o comunque sia parli con gente che anche non la pensa come te. Quale problema c’è a discutere in maniera civile con chi è diverso da te se dici esattamente quello che pensi? Temi che il male sia contagioso? Se pensi questo sei tu che hai delle idee fragili e ti difendi dalla demoniaca influenza del prossimo e quindi, parlando di ecumenismo, non so chi è più condizionato dalla cultura religiosa tra me e chi ritiene necessario escludere, marginalizzare e ostracizzare chi la pensa in modo diverso.

A me capita di criticare le azioni politiche di una persona ma mai ne farei un fatto personale. Nessun risentimento, nessuna ostilità. Oggi ti dico che non sono d’accordo con te, rivendico le mie idee anche in modo netto, domani io e te rideremo insieme per un’altra cosa e dopodomani, se a te succede qualcosa, mi troverai al tuo fianco, perché questo è per me fare politica e cultura.

Perciò, vi prego, ogni volta che cito tizio e caio, che critico o supporto qualcuno, giacché non prendo le persone a compartimenti stagni, fuori da ogni rigida dicotomia, dato che penso che chiunque tra noi ha idee diverse e che non dobbiamo essere d’accordo su tutto, smettete di portarmi l’elenco dei “reati” d’opinione da attribuire a tizio e caia, basta con i processi alle intenzioni e con la cultura del sospetto, perché io non mando al confino, non inscrivo nella lista dei cattivi e non metto al bando nessuno. Se volete confrontarvi ragionate nel merito della questione. A voi sta bene, per esempio, che in Italia esista un così grande livello di giustizialismo e di oppressione quando si parla di libera opinione oppure no? E io non parlo solo della mia opinione ma perfino di quella che non mi somiglia. Libera io di criticarla ma libera anche di dire che non bisogna censurarla. Più facile è il compito di lottare contro le censure quando si parla di Erri de Luca e non vi sta bene neanche quello. E dunque che si fa?

Posso suggerirvi un ripasso di cultura libertaria? Grazie!

Ps: ovviamente la solidarietà va a Erri De Luca così come in mille occasioni l’ho espressa nei confronti di qualunque altro denunciatoarrestato e vittima di repressione.

4 pensieri su “#Duropurismo e pensiero unico di sinistra”

  1. solo per esprimere il mio sostegno
    non vorrei che un post che sento cosi’ vicino, cosi’ condivisibile, restasse senza un minimo segno di approvazione.
    So che non da molto, e so che non contribuisce a sviluppare il discorso, ma lo faccio perche’ mi va, perche’ e’ una vita che mi sento dare dell’ecumenico come fosse un’offesa: non la vivo come tale perche’ sono ateo, dev’essere quello il segreto
    b.

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