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Sesso su base indiziaria: come posso dirgli che non funziona?

2-21-5-2012E’ quello che va più di moda, piace alle famiglie, è auspicato da religiosi e affini, perché di sesso esplicito non bisogna parlare, a scuola non puoi imparare e non c’è verso di pensare ad un futuro in cui io e tu potremo essere egualmente consapevoli di come vanno quelle due o tre questioni che riguardano il nostro piacere.

Mi scrive L. che racconta come la sua ultima relazione sia stata una specie di inferno vissuta con un uomo che poteva dirsi uno stalker delle zone erogene, o per lo meno di quelle che lui riteneva tali. Ci sono certi, dice lei, che non sono affatto ricettivi, e dunque lei diceva che insistere su quel determinato punto non sortiva alcun effetto, lui chiedeva scusa e la volta dopo eccolo, ancora, a ripetere lo stesso copione. Mi chiede L. se ne so nulla di memoria selettiva, mancato ascolto e reciprocità e indifferenza nei confronti dell’altro anche quando si parla di consensualità.

Cioè: io acconsento e faccio sesso con te e tu fai come se io non ci fossi e trovi il modo di trascurare il mio consenso, dunque anche il mio parere, nonostante io senta che il tuo corpo sia sdraiato sul mio, lo vedo e sento, lo posso toccare, ed ecco, vedi?, quella che sta in basso sono proprio io.

Allora lei ha riprovato a dirglielo e lui ha tirato fuori un pippone sul fatto che gli vengono le ansie da prestazione, le insicurezze e che si sente giudicato. Il senso di colpa da mancata efficacia nella prestazione, lui dice, è simile a quello che prova chiunque pensi di mettere in atto una violenza. Perciò, così non va bene e così neppure, lui non sa più bene cosa fare.

L. dice che in realtà, adesso, è lei che non sa cosa fare. Pare così brutto lasciarlo perché sessualmente non sono compatibili o è superficiale? E se poi lui se ne esce fuori con un tipico “quella lì è una puttana” lei che farà? Si sentirà davvero tale? Non che le interessi ma quello che le preme è capire, da un punto di vista di genere, se sta trascurando qualcosa o se lui ha ragione.

E io, che non conosco il tizio, non c’ho mai scopato, oltretutto la faccenda è parecchio soggettiva e perciò non posso parlare in sua vece né posso generalizzare, posso solo dire che nella mia esperienza, quando si parla di sesso, c’è poco da fare. Se quello che lui fa non ti piace, dopo innumerevoli e vani tentativi e strategie, dopo aver provato a rassicurare, aver “cura” (ahia la cura!), sedurre e conquistare quel minimo di empatia che rende possibile la sintonia tra i corpi, se tutto questo non funziona non è che puoi fartelo piacere per forza. Ciò non significa che lui sia sbagliato o che tu sia tale, vuol dire solo che presto troverete un’altra persona con la quale scoperete molto meglio. Non so se siete religiosi per cui se non avete il problema dell’indissolubilità del matrimonio, la fedeltà, monogamia e simili, potrò anche risultare blasfema, ma c’è solo da provare.

Poi la questione è anche da trattare in senso un po’ più ampio: la vostra relazione è fatta solo di sesso? C’è dell’altro? Perché se state bene per ogni cosa tranne che per quello, se vi stimate, temete di ferirvi e di perdervi l’un l’altro, e perciò provate a rendere conciliabile una inconciliabile vita sessuale, sta a voi capire quali sono le vostre priorità. Ma io non sono qui a gestire la posta del “Quore” e l’altro, unico, suggerimento che vi posso dare è quello di trovare il modo di rilassarvi e fare sesso senza pensare a niente. Se le ansie sono un problema, se addirittura istigano in lui una coazione a ripetere gesti già stigmatizzati, come si ripercorresse lo stesso itinerario per generare medesime conclusioni, io ho solo un consiglio possibile: se siete adulti, responsabili, maggiorenni, sperando non mi imputerete i danni vari ed eventuali, ché non si può mai sapere, potreste, solo, con calma, gioia e felice aspettativa per le conclusioni, farvi, che so… una canna?

Qualcun@ ha altri pensieri e suggerimenti vari ed eventuali?

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5 pensieri su “Sesso su base indiziaria: come posso dirgli che non funziona?”

    1. si si, certo. ha provato ma la volta dopo lui ha fatto esattamente la stessa cosa. non è che si trova in presenza di una donna ottocentesca di quella che dovevi avere capacità telepatiche per sapere quello che voleva. lei parla, eh, eccome se parla. 😀

    1. Boh, non so se è piagnone o meno. Però, appunto, se devi soffrire tutte le volte che fai sesso non è che se stai lì a massacrarti dai sensi di colpa hai risolto qualcosa. 🙂

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