Il 22 maggio 1978 veniva approvata la legge 194. Il 22 maggio 2014 ancora non viene correttamente applicata. Ce lo ricordano i movimenti che sono oggi scesi per le strade per presidiare ospedali e piazze e se lo ricorda ciascuna di noi per tutte quelle volte in cui non abbiamo trovato un contraccettivo disponibile, qualcun@ che ci consegnasse una pillola del giorno dopo e per quelle volte in cui in ospedale abbiamo avuto difficoltà a raccontarci e esercitare il nostro diritto di scelta.
Parliamo di cose che riguardano i nostri corpi, perché il corpo è mio è decido io, e nessun@ può impormi di portare avanti una gravidanza così come nessun@ può lasciarmi morire se decido di abortire. L’obiezione di coscienza in Italia ha superato ogni limite accettabile. Trovare un ospedale in cui una donna che vuole abortire possa essere assistita è un’impresa enorme e nel frattempo insistono i movimenti per la vita e tutta la componente politica cattolica, che, vi ricordo, include anche i renziani, del Pd, che a parte avere una passione per i cimiteri feti-cisti si sono rifiutati di votare il rapporto Estrela in Europa che parlava di aborto sicuro e garantito, di diritto alla salute per le donne che abortiscono, di educazione sessuale nelle scuole, di applicazione delle leggi e dunque monitoraggio sulla grave situazione nella quale ci obbligano gli obiettori di coscienza.
Ricordo che gli aborti clandestini esistono ancora, che le donne migranti, soprattutto, fanno ricorso a farmaci dannosi e letali per abortire clandestinamente, perché più sei ricattabile e più, naturalmente, hai difficoltà a fare valere i tuoi diritti. Ed è difficile per tutte noi, corpi di Stato sui quali lo Stato decide per ragioni di tutela, di limitazione alla nostra autodeterminazione, perché padre padrone che considera i nostri corpi oggetti delle sue decisioni.
Abbiamo diritto ad una sessualità consapevole, ad essere informate affinché si possano prevenire malattie sessualmente trasmissibili e gravidanze indesiderate, abbiamo diritto alla contraccezione, inclusa quella d’emergenza e abbiamo diritto ad un aborto gratuito e assistito, perché la nostra vita conta e se non vi interessa la nostra opinione, la nostra scelta, la nostra decisione, se insistete nel considerarci minorenni e minorate, incapaci di intendere e volere, sulle quali altr* potrebbero avere potere di decisione, se volete ancora esercitare autoritarismo sui nostri corpi, allora, semplicemente, significa che non ci considerate persone. Ho una notizia per voi: lo siamo, persone. Siamo già nate. Lasciateci decidere. Lasciateci vivere. Lasciateci stare. Altrimenti avrete a che fare con la nostra rabbia e con la nostra lotta.
Buon anniversario di lotta a tutte voi!
Ps: vi ricordo il manifesto per una rete italiana autodeterminata a cura di Womenareurope. QUI anche una petizione rivolta alla ministra Lorenzin per una corretta applicazione della legge. Le foto in basso dal blog delle Cagne Sciolte.

