Antiautoritarismo, R-Esistenze

#NoTav #MarcoBruno: 4 mesi di condanna per un “pecorella”!

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Marco Bruno, il ragazzo che aveva chiamato “pecorella” un carabiniere, è stato condannato per oltraggio a pubblico ufficiale con pena di 4 mesi di carcere con la condizionale. QUI trovate il video e la frase esatta da lui pronunciata. Di lui all’epoca si disse un po’ di tutto. Il carabiniere, tra l’altro, fu premiato con un encomio per non aver reagito. Scrive oggi Il Manifesto che “Si ver­sa­rono fiumi di inchio­stro che pro­dus­sero l’analisi socio­lo­gica dell’interno movi­mento Notav, pro­ces­sato con prova tele­vi­siva. Marco Bruno rap­pre­sen­tava un sog­getto vio­lento, pro­to­tipo di gruppi di per­sone irra­zio­nali, folli e mal­vage. Intorno al ter­mine «peco­rella» non fio­ri­rono ana­lisi seman­ti­che, ma ore ed ore di intrat­te­ni­mento giornalistico non hanno lasciato scampo, pro­du­cendo una sen­tenza di col­pe­vo­lezza accla­rata ancor prima che fosse avan­zata una denun­cia.”

Il Movimento NoTav a questo proposito scrive un comunicato di solidarietà nel quale ricorda come il rilievo mediatico dato al filmato in cui Marco Bruno diceva quelle cose al carabiniere sarebbe stato un modo “evi­dente di spo­stare l’attenzione dalla caduta di Luca Abbà“.

Wu Ming ricostruì e pubblicò le vicende che riguardano Marco (di cui potete leggere e vedere una intervista post/sentenza pubblicata su Spinta Dal Bass) e che durano oramai da anni. Parlarono di “narrazione tossica” e si occuparono di lui anche quando fu iscritto nel registro degli indagati per un’altra vicenda e poi prosciolto perché si dimostrò come lui fosse definitivamente altrove.

Spinta Dal Bass aveva pubblicato e diffuso la raccolta di scritti (con firme che vanno da Celestini a Wu Ming,  Erri de Luca e Zerocalcare, Tufano, Sasso e CaliaNemico Pubblico in cui si riassume la storia a partire dalla maniera in cui i media l’hanno trattata sbattendo il mostro in prima pagina. Stesso rilievo mediatico, se ricordate, ha avuto la faccenda della NoTav che baciò la visiera di un membro delle forze dell’ordine.

Come ricorda Marco nella sua intervista: la gente NoTav viene denunciata e processata con una frequenza enorme. Mille indagati in quattro anni, scrivono sul sito NoTav.info. L’ultima delle accuse, la più grave, è quella di terrorismo rivolta a Chiara, Claudio, Mattia e Nicolo, arrestati, costretti in una dimensione carceraria di isolamento, con i genitori, vari intellettuali e scrittori e il movimento NoTav a lanciare appelli e una manifestazione recente con migliaia di persone scese in piazza per chiederne la liberazione. Infine l’accusa di terrorismo cade con la Cassazione che “ha annullato con rinvio l’ordinanza del Riesame di Torino che confermava i pesantissimi capi di imputazione (attentato con finalità terroristiche e di eversione) con cui la procura di Torino accusava quattro NoTav: Chiara, Claudio, Mattia e Niccolò.

Restano comunque in carcere in attesa del processo che si riapre il 22 maggio. I Wu Ming scrivono “La pronuncia della Cassazione potrebbe inoltre migliorare le pesantissime condizioni detentive (Alta Sicurezza 2) a cui sono sottoposti i quattro NoTav. Condizione detentiva che si protrae ormai da 5 mesi proprio sulla base dell’accusa formulata dalla Procura.

A margine di questa questione, così come ricostruiscono i Wu Ming, c’è la vicenda della presunta aggressione da parte di improbabili NoTav all’autista di uno dei magistrati che si occupa dell’inchiesta. Infine si legge – su La Stampa del 15 maggio – che l’autista è indagato per simulazione di reato perché “avrebbe” inventato tutto. Marco Scibona, senatore del Movimento Cinque Stelle, ha perciò chiesto la rimozione del suddetto magistrato dalle indagini NoTav.

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Ci troviamo allora di fronte a una vicenda, che dura ormai da anni, in cui i NoTav (e chiunque solidarizzi con loro) vengono criminalizzati, indagati o arrestati per accuse che in corso d’opera di sgonfiano e poi condannati, eventualmente, con pene o per reati minori che vengono comunque usati dai media per dire: ecco, vedete? comunque qualcosa c’è. Qualcosa c’è, in effetti. Stabilite voi di che si tratta.

Solidarietà a Marco, agli accusati e arrestati di tutto il Movimento NoTav.

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