Antiautoritarismo, Comunicazione, Critica femminista, R-Esistenze, Violenza

James Hillman ha sempre ragione

Bollettino di Guerra mette in rassegna la notizia di un delitto che riguarda un tale che ha ucciso sua moglie. Condivido qui, a questo proposito, un post, dal Tumblr Maitresse A Penser:

Mentre inforno la pizza, fatta con sapienti manine di donna, ascolto distratta il TG Regione, regione Piemonte per essere precisi.

La giornalista, anche lei un po’ distratta, legge, con lo stesso trasporto con cui leggerebbe la lista della spesa, di una donna uccisa dal compagno nel cuneese: “un altro femminicidio”.

E adesso che abbiamo etichettato l’ennesimo omicidio di una donna con il suo bel nome speciale, possiamo passare senza indugio alla fiera del bue grasso di Carru’.

James Hillman diceva che ogni volta che si crea una legge in difesa di una categoria, di fatto, si stanno negando i diritti della stessa.

Non mi pare che da quando abbiamo adottato questo macabro neologismo la situazione delle violenze sulle donne sia migliorata.

Certo i politici, e le politiche, di turno si riempiono la bocca con questa parola cosi’ rotonda: FEM MI NI CI DIO.

Pensate che bell’effetto pronunciarla scandita davanti alle telecamere della TV.

Inasprimento delle pene per chi commette il neonato reato di Femminicidio, come se uccidere un essere umano, di qualunque genere, non fosse gia’ la cosa piu’ grave in assoluto.

La risposta politica a cio’ che avviene fra le mura delle case italiane e’ una parola nuova per Wikipedia.

Non sarebbe stato meglio investire sull’educazione invece che sull’inasprimento della pena, che non sembra essere un deterrente per nessuno?

Educare le donne a pretendere, come requisito essenziale di una relazione, il rispetto.

Perche’, cara giornalista distratta del TG Regione, gesti come questi non vengono dal nulla, “inspiegabili motivi”, ma sono il frutto di anni di abusi taciuti.

La pizza era buonissima, croccante fuori e morbida dentro.

—>>>Leggi anche: Quella “sbandata” di una sex worker e la trans dall’identità negata – che riguarda altri delitti consumati in questi giorni e la maniera in cui i media hanno trattato queste notizie. Educazione e cultura, reddito, sono le cose sulle quali investire per prevenire anche questi delitti. Una persona che dipende economicamente dall’altra, quella che viene marginalizzata in periferia da mille ordinanze pro/decoro e da un razzismo neppure tanto strisciante che combatte la prostituzione per avere una ragione per deportare le migranti, quella che non può esigere un riconoscimento sociale perché trans, sono vittime di un eguale disegno di esclusione sociale. Quel disegno lo risolvi eliminando stigmi, cause delle disuguaglianze, pregiudizi e guardando a soluzioni preventive prima che repressive che poi sono quelle che non servono assolutamente a nulla!

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