Antiautoritarismo, Antirazzismo, Autodeterminazione, R-Esistenze

Lo sbarco dei migranti a Palermo e le mamme di Modica

Sono alle prese con una traduzione che non riesco a finire (ad averci il tempo, mannaggia!) per raccontare meglio cos’è Frontex. Secondo Wikipedia sarebbe una agenzia esterna per la gestione della cooperazione internazionale alle frontiere esterne degli Stati membri dell’Unione europea. Secondo altre fonti sarebbe una agenzia privata che prende soldi dalla comunità europea per sorvegliare le frontiere, raccattare e deportare in modo asettico migranti che provano a raggiungerci. In tutto ciò, nella collaborazione con alcuni stati, per esempio la Grecia, di Frontex si parla non precisamente bene e per il resto possiamo vedere come le forze governative italiche siano parecchio propense a rifocillare questa struttura. Così per il nuovo centro destra, così per il Pd. Uno dei servizi per i quali la gente al servizio di Frontex è collaudata è appunto quello di intercettazione e trasporto migranti fino ai centri di identificazione ed espulsione (Cie) o ai luoghi di “ospitalità”.

Non so se battono anche le coste sicule o se nel frattempo a soccorrere i migranti che continuano ad arrivare a frotte ci siano le forze locali, fatto sta che in un recente soccorso marittimo, con relativo sbarco a Palermo, c’erano uomini con le tute e le mascherine bianche che lasciavano intravedere giusto gli occhi. Costoro prendevano in braccio, così conciati, i bambini. Bimbi trattati come fossero radioattivi. Questa sarebbe la Palermo antirazzista che accoglie gli “alieni” poi destinati ad essere smistati e dimenticati nei vari buchi neri del soccorso ospitalità migranti – ex strutture alberghiere in fallimento trasformate in centri di ammassamento e simili – dispersi nell’entroterra siculo.

soccorsoasettico

A pensare che siano radioattivi o contagiosi devono essere anche alcune “mamme” di Modica che si sono rifiutate di mandare i figli in gita sugli stessi bus utilizzati per il trasporto di migranti da Pozzallo ad uno spazio improvvisato che sta a Comiso in cui, appunto, ammassano i nuovi arrivati. Ci sarebbe un “alto rischio di contrarre malattie” e dunque queste signore sono lì a proteggere i loro figlioli dal possibile contagio derivante la monnezza umana arrivata da lontano. Mi chiedo se poi saranno d’accordo o meno quando i loro figli frequenteranno scuole in cui i figli dei migranti, come i bambini venuti giù dal mezzo militare nel porto di Palermo, occuperanno la stessa sedia e lo stesso banco.

Non so perché ma mi sono venute in mente le mamme NoMuos che effettivamente lottano per difendere se stesse e i propri cari da tutto quel che rappresenta il Muos. Prendono perfino legnate durante le manifestazioni e non ne parla quasi nessuno. Mi vengono in mente non perché siano la stessa cosa ma perché sono proprio all’opposto. Notano gli effetti dell’autoritarismo su quel territorio invece che rafforzarne la strategia occupazionale. Queste mamme di Modica, invece, mi spiace dirlo, avrebbero dovuto arrabbiarsi perché quei bus erano serviti al trasporto umano verso luoghi di confino. Non per i “rischi” derivanti dal possibile contagio con altre culture ma per la disumanità con la quale i migranti normalmente vengono trattati. Una disumanità banale, ché rappresenta, appunto, la banalità del male dato che non ce ne rendiamo nemmeno conto.

Ecco. Di queste cose è fatta la nostra bella Italia. Cose brutte. Chi vota per le europee si informi su quel che intendono fare con la questione dell’immigrazione i partiti scelti. Grazie.

—>>>Questo era quello che dicevano dei nostri nonni e delle nostre nonne quando migravano in America: “«Generalmente sono di piccola statura e di pelle scura. Non amano l’acqua, molti di loro puzzano anche perché tengono lo stesso vestito per molte settimane. Si costruiscono baracche di legno e alluminio nelle periferie delle città dove vivono, vicini gli uni agli altri. Quando riescono ad avvicinarsi al centro affittano a caro prezzo appartamenti fatiscenti. Si presentano di solito in due e cercano una stanza con uso di cucina. Dopo pochi giorni diventano quattro, sei, dieci. Tra loro parlano lingue a noi incomprensibili, probabilmente antichi dialetti. Molti bambini vengono utilizzati per chiedere l’elemosina ma sovente davanti alle chiese donne vestite di scuro e uomini quasi sempre anziani invocano pietà, con toni lamentosi o petulanti. Fanno molti figli che faticano a mantenere e sono assai uniti fra di loro. Dicono che siano dediti al furto e, se ostacolati, violenti. Le nostre donne li evitano non solo perché poco attraenti e selvatici ma perché si è diffusa la voce di alcuni stupri consumati dopo agguati in strade periferiche quando le donne tornano dal lavoro». (Da una relazione dell’Ispettorato per l’immigrazione del Congresso degli Usa, ottobre 1912).”

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