Una delle cose più violente agite sui corpi delle persone dagli autoritarismi è l’oppressione e il veto moralista e normativo sulla sessualità. Un atto libertario e liberatorio, giusto per svestirci un attimo della tenuta militante dura e pura, è quello di scrivere, tette al vento, possibilmente a cosce nude e accavallate (fa caldo!) i mille e uno modi in cui alcune donne dissimulano la masturbazione.
Ci sono quelle che osano uno strofinio mentre con loro ci discuti. Strusciano le cosce e le vedi incastrarsi alla gamba del tavolo perché a loro è toccato sedersi in quell’angolo. Ci sono quelle che le vedi con la testa un po’ svagata e poi si assentano e vanno in bagno a toccarsi. Quelle che quando le ospiti a casa e dormono nel tuo letto pensano che se si toccano pianissimo poi nessuno mai potrà scoprirle. Scordatevi di passare inosservate. Anche se voi trattenete il fiato e non muovete un muscolo comunque sia nel silenzio pieno della notte quella mano che lavora per toccare la clitoride si sente eccome. Si sente perfino il rumore della fica che a un certo punto s’apre e quella pelle che si incendia produce un suono inconfondibile che non si può celare.
Poi ci sono quelle che le trovi al mattino dopo abbracciate al cuscino e dalla posizione delle gambe capisci che lo hanno stretto tra le cosce fino a sfinirsi di orgasmi. Il cuscino stretto in basso è un buon metodo, in effetti, perché strofina due zone contemporaneamente, clitoride e ano, e la contrazione dei muscoli alle gambe combina tutto il resto. Una goduria. Ci sono quelle che amano farlo in ufficio dove talvolta resistono poltrone dai braccioli perfettamente utili all’uso, e ancora sono buoni i momenti in cui si sta da sole a pensare un po’ svagate, ad occhi chiusi, con il pensiero altrove. Capita di svegliarsi con una voglia matta di toccarsi perché i sogni a volte raccontano quel che vuole la pelle anche se non oserà farlo mai, così le orge notturne diventano lo stimolo per una ricerca paziente di attrezzi che possano servire perfettamente all’uso.
Conosco una fanciulla che tiene a casa sempre una carota e un cetriolo perché ama le due misure, indifferentemente, e vedessi con quale accortezza ripulisce i suoi giochini erotici e li sigilla per renderli impermeabili a qualunque contaminazione. C’è la donna che vedi un po’ distratta, fingendo indifferenza, lì tra le onde e sai perfettamente che si sta toccando perché i volti del piacere si distinguono lontani un miglio. C’è quella che si tocca in spiaggia, quando poggia piano sul bacino un pareo, una maglietta, qualunque cosa e poi inserisce piano la mano e sembra quasi dormire, invece ad osservare quel lieve movimento del tessuto ti rendi conto che si sta toccando e infine la vedi stringere le cosce e poi si rilassa.
Poi trovi quelle un po’ più attrezzate e anche disinibite hanno un cassetto pieno di dildi, vibratori e oggetti divertenti e ti raccontano dello sforzo di riuscire a leccarsi da sole il capezzolo, per chi ha tette sufficientemente grandi, o di trovare la zona giusta per produrre una eiaculazione al femminile di quelle che non è detto che un/una partner può farti ottenere. La relazione di piacere che si ha con il proprio corpo è fatta anche di odori. Vedi la donna che assaggia, letteralmente, la propria pelle, la gusta, la lecca e annusa. Quella che si accarezza ripetutamente il braccio e si aggrappa alla carne come se non dovesse viversela mai più. C’è quella che chiude gli occhi e annusa un momento del passato e subito arrossisce perché le emozioni non scorrono via così facilmente.
Sono persone che mantengono con se stesse una intimità invidiabile, regalando a se stesse quintali di piacere e poi assumendo quella espressione compiaciuta, soddisfatta, tipica di chi ha appena fatto del buon sesso. Non mancano di nulla, loro, perché la masturbazione non è un surrogato di qualcosa. E’ altro sesso, è roba nostra, vostra, loro. E’ la misura della vitalità che resiste mentre c’è un mondo intero che prova ad addomesticare la tua carne. Perché liberare il piacere è cosa ardua, a volte, e si fa meglio se si parte da se’. Lo puoi scoprire anche con altri. Lo puoi raccontare e partecipare. A me è capitato di masturbarmi assieme all’uomo con cui ho fatto sesso, perché è uno spettacolo eccitante anche per chi vi assiste e non solo per chi lo pratica. E se qualcun@ dice che non potete farlo, che è peccato, che non è mai abbastanza, non date retta. Liberate un po’ di piacere per voi stess*. Poi respirate piano e regalatevi una carezza. E tanta buona liberazione a tutt*.
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