Donna, disabile e non voglio amore eterno. Voglio sesso a pagamento!

Sono una disabile e ho bisogno di fare un po’ di sesso. Qualcun@ che mi tocchi, mi accarezzi, mi faccia stare bene. L’ho detto a mia madre che continua a ripetermi che serve una persona che mi ami, ma io non voglio che una persona mi “ami”, voglio solo scopare. Davvero non capisco perché mai per godere un po’ dovrei accollarmi una relazione con chiunque. Dice che lei lo farà presente al medico perché potrebbe farmi male e io so che il medico se ne strafrega perché in realtà è un vecchio bacucco ancora più bacchettone di quanto non sia lei. Per lui io sono una creatura di Dio da custodire e trattare con tanta compassione e per il resto se anche non ho la forza di masturbarmi non gliene frega niente.

Non sono completamente inabile al godimento. Posso fare molto poco ma quel che posso fare va anche bene. Ho superato controlli dalla ginecologa che ha detto che è tutto okay e ho un paio di tette che urlano vendetta se solo qualcun@ le toccasse. Ho labbra, lingua e una vagina funzionante. Riuscissi a vedermi meglio potrei trovare qualcosa di eroticamente seducente perfino guardando il mio culo. La mia patologia è degenerativa ma io non voglio pietà e mi sono rotta le scatole di restare con mia madre che fa ancora la guardia alla mia verginità.

Ho un’amica che ogni tanto mi porta al cinema e anche in pizzeria. Si sente tanto figa quando lo fa e in realtà a parte i miei acciacchi penso di essere io a fare un gran favore a lei perché per quanto lei abbia tutto quanto a posto mi sembra così sola e imbranata che a volte penso l’universo abbia un gran senso dell’umorismo. Chi può non lo sa fare e chi non può invece resta ad aspettare che altri facciano per lei. Ho chiesto in ospedale, una volta, cosa pensavano che io dovessi concludere con la mia sessualità e dissero che il bene più prezioso per una donna è custodire la capacità di fare figli. Non voglio essere madre, dissi, e quasi ci rimasero male perché non recitavo la parte della derelitta che si strugge per avere un figlio e solo per questo piange la propria condizione.

Vedi quella? – diceva l’infermiera – E’ una donna realizzata, è felice perché ha un marito e un figlio. E non so voi ma in queste circostanze io penso solo che mi stanno prendendo per il culo. Con tutte le sfighe che mi sono capitate la sfiga mia più grande sarebbe quella di non avere un marito e un figlio? Voglio dire: ‘sta gente è anche sadica, non solo bacchettona, perché insiste nel dettarmi un ruolo normativo facendomi sentire mancante di tutto meno che di quello che mi manca veramente. Dei miei desideri se ne fottono per quanto a una disabile pare sia un po’ più complicato dire di no.

L’ho ripetuto mille volte e allora ho detto a mia madre di cercarmi un tizio che avevo conosciuto all’associazione per disabili. Mi aveva detto che ogni tanto da lui arrivava una tipa che fingeva di essere badante ma era una donna che vendeva servizi sessuali. Ho chiesto se volesse condividerla con me e mi ha detto che però lei non sarebbe forse stata interessata a fare sesso con un’altra donna. Io tutto immaginavo meno che ci fosse la gelosia nella condivisione della stessa assistente sessuale. Perciò una sera ho costretto la mia amica ad andare in un posto dove sapevo di poter trovare le puttane. Non ero nelle condizioni di fare la schizzinosa o di poter scegliere tra un uomo o una donna. Avrei preferito un uomo perché le donne non mi attraggono ma a quel punto mi andava bene qualunque cosa. Avrei chiuso gli occhi e mi sarei goduta quelle mani, quella pelle e quella bocca.

Trovammo una donna adulta che mi chiese se avevo una malattia contagiosa. Dissi di no. La mia amica ci portò in una zona riparata, lei scese dalla macchina e andò a fumare una sigaretta pochi metri più in là. Ancora ricordo il disagio e le sue risatine che dissimulavano l’imbarazzo. Le sono comunque grata perché solo per questa cosa temo che lei potrebbe perfino beccarsi una denuncia. La sex worker mi venne accanto e cominciò ad accarezzarmi. Non era il posto né il momento giusto e non mi piacque. La pagai e dissi di lasciar perdere. Poi pensai anche che se il sesso fosse ritenuto un diritto forse una disabile come me, squattrinata, economicamente dipendente, non avrebbe avuto difficoltà a pagarlo meglio.

Quel fallimento non mi scoraggiò dal fare ancora le mie ricerche. Non dico come ma alla fine trovai un uomo squattrinato con il quale concordai un pagamento. Un immigrato, senza lavoro, di media intelligenza. Non potevo regolarizzare la sua posizione né assicurargli una stabilità economica e non mi piaceva sfruttare la sua condizione. Mi chiese di fargli un contratto da badante ma i contributi da versare erano troppi. Mi disse che avrei potuto sposarlo per consentirgli di non avere alcun problema e capii che di me gli interessava l’opportunità di restare in una nazione che diversamente non lo avrebbe accolto. Chissà perché si pensa che una persona, perché disabile, dovrebbe voler essere disposta a fare questo. Scommetto che a una donna bella, perfettamente abile, non lo avrebbe proprio chiesto né da lei se lo sarebbe aspettato. Mia madre, quando gliene parlai, disse che forse avrei dovuto cogliere l’opportunità. Sarebbe stata una opportunità per me e non per lui, ecco. Dopo un paio di incontri, difficoltosi, comunque lo licenziai. Non era quello che volevo per quanto mi dispiacesse non poter fare niente per lui.

E adesso sto così, incastrata tra i miei desideri mancati e persone attorno a me che mi compiangono per i motivi sbagliati. Dove io mi dispero perché non posso sentire addosso la lingua di nessuno a loro importa che io non possa coltivare relazioni parentali affidandomi all’amore eterno. Tutto sbagliato ed è lì che avviene la negazione di me. Così io spero che un giorno possa esserci una possibilità, per me, per quelle come me, per tutte le persone che non hanno la possibilità di trovare il sesso gratis o per quelle che non vogliono appartenere a nessuno in cambio di un orgasmo. E a proposito: io l’ho provato l’orgasmo. Una volta. Una volta sola. Troppo poco, in effetti.

Ps: E’ una storia vera. Si colloca ovunque e in qualunque tempo. Grazie a chi l’ha condivisa con me.

Leggi anche:

The Sessions: l’assistente sessuale per persone disabili!

“L’accarezzatrice”, Giorgia Wurth racconta la vita di un’assistente sessuale per disabili

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Comments

  1. ciao piacere mi chiamo Ale disabile pure io…. siamo un pò sulla stessa barca… mia email aguidi@hotmail.it se vuoi possiamo vedere di confrontarci ciao Ale

  2. ciao laglasnost, io non so se sei vera e se sei tu che scrivi. Leggo che è una storia vera. Suppongo tu sia vera. Splucio un po’ il blog in cerca di indizi. Troverò qualcosa? Pensi che potrei trovarti?

  3. Fabio Ichnusa says:

    La situazione che ho letto mi ha molto colpito, anche perché tiguarda un modo di concepire il sesso che coincide col mio: semplice, naturale, gioioso per entrambi, realmente condiviso. Sentimenti e quant’altro sono un plus di tutto rispetto, ma pur sempre un plus. La difficoltà che tu lamenti la lamenta anche una qualunque persona che voglia sentirsi davvero felice, libero da pressioni e modelli che non hanno vera ragion d’essere. Per conto mio quello che ho letto descrive una bella persona, che sa vivere autenticamente e pienamente più di tanti cossiddetti “sani”, che in realtà sono malati dentro, di conformismo e finzione e invidia per chiunque non sia in gabbia come loro

  4. e impossibile! e moralmente incompressibile una cosa di queste, chi non ha cuore non a corpo.

  5. Ciao! Ho letto il tuo racconto.
    Un tempo avevo uno zio rimasto disabile a causa di un incidente.Era un bell’uomo e ha dovuto imparare a vivere senza una donna accanto.

    Per me tu hai il diritto di fare tutto quello che vuoi e ti auguro tutto il bene possibile.

  6. mi piace tanto questa storia.

  7. Spero tanto di avere la fortuna di riuscirci .e comunque complimenti alla tua sincerita’

  8. Sono parole profonde che dovrebbero essere diffuse , le nostre radici cattoliche sono inestirpabili a quanto pare, i disabili sono dei santi assessuati, dei bambini da accudire in cerca di amore, emotivamente incapaci di bastare a se stessi… e così i sex workers e così gli immigrati e così tutti quelli che bisogna salvare… senza mai ascoltare. Io ti ho ascoltato e ascoltarti mi aperto il cuore, perchè le tue parole sono pregne di verità. Tempo fa avevo letto un articolo di una sex worker che assisteva sessualmente i disabili, si parlava però solo del desiderio di disabili uomini, le madri dei quali si erano preoccupate anche di questo bisogno dei figli.

    • hai ragione Lulli, la sessualità femminile, e in particolare il desiderio femminile, è ancora tabù. Il desiderio femminile non sempre è romantico, non sempre è sentimentale, non sempre è volto alla procreazione, spesso è – proprio come per gli uomini – semplice desiderio sessuale. Agli uomini disabili è riconosciuto almeno il diritto di desiderare, e si parla di sex worker, alle donne disabili neppure quello.

  9. Ciao, i miei complimenti per tutto cio che ho letto , posso assicurarti che ci sono persone uomini e donne che farebbero volentieri l’amore o quel che si puo con una persona disabile e non solo per dare piacere ed appagamento al prossimo ma anche perche ne traggono a loro volta un piacere ( fare sesso con una persona che vuole fare sesso) io stesso ho frequentato alcune ragazze affette da nanismo esiamo stati molto bene insieme peccato che poi per vari problemi anche legati alle famiglie che (giustamente) si preoccupano per loro la cosa è finita . come ripeto ci sono persone che cercano un dare avere senza impegni di sorta spero che tu possa incontrane qualcuno , un abbraccio
    Merlino

  10. Io non sono disabile, la maggior parte mi considerano un bel ragazzo, ma lo stesso non riesco a fare sesso senza pagare, non so se questo possa consolarti, ma avevo bisogno di sfogarmi, scusami e buona fortuna.

  11. ciao complimenti per la tua sincerità purtroppo non sei lunica persona sola non ti perdere d’animo certe cose capitano meno te lo aspetti saluti…

  12. A me dispiace sentire che una donna sia cosi.. Ai tempi che viviamo e mai possibile che non si trovi un ragazzo o un uomo disposto a fare.un saluto.

  13. Caspita però, a parole ci va forte questa disabile. Sono curioso, piacerebbe conoscere una così.

  14. Dove seiiiii ???? Ci penso io a te ❤ ❤ sento la libido scalpitante dai tuoi commenti ❤

  15. Minchia quanto sei figa! (“Figa” nel senso di “in gamba”, ” giusta”, “tosta” o affini, come “figo” al maschile…). Ti auguro tutto ciò che desideri

  16. Storia commovente

  17. Bella storia veramente e complimenti anche per la forza di volontà che riesci a dare nonostante gli ostacoli della vita. Sei una persona in gamba che nonostante mille difficoltà ti dai forza ma anche con il sostegno di chi ti vuole bene riesci a superare queste cose. Mi piace anche il tuo ragionamento e queste barriere mentali dovrebbero non essere presenti ma essere di grande apertura mentale…Un grande abbraccio e continua cosi

  18. speriamo che qualcosa si muova ….io sono con voi anche se non sono disabile ciaoi

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