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#JobsAct: spese per coniuge non detraibili? Ditelo che ci volete mort*!

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Il Jobs Act toglie anche la possibilità di detrazioni del coniuge (o della coniuge) a carico. Un trucco. L’ennesimo. Considerato che precarizza ancora di più la vita di chiunque e che se ti ribelli e scendi in piazza ti manganellano diciamo che alla fine quello che ci resta, in questo tempo ignobile in cui si fa campagna elettorale sulla nostra pelle, è la chiara percezione che chi sta al governo ci prende mille volte in giro.

‘Sta cosa della detrazione per il coniuge, dicendo che poi si investirebbe in incentivi per l’occupazione femminile, è una cosa ignobile. Primo perché si trova un altro modo per “incentivare” la vita delle imprese invece che quella delle singole persone che non hanno un reddito e poi perché con la tipicità di contratti che stanno scegliendo e con la scarsa domanda che c’è di lavoratori garantiti in genere le donne sopra una certa fascia d’età comunque non le assume nessuno.

Allora fai conto che c’è una famiglia in cui un coniuge, più spesso una donna, ha perso il lavoro o non ne trova più e ha oltre 40 anni. Quella persona ha bisogno di assistenza medica, cibo, quel che serve e che dovrebbe essere garantito in una situazione monoreddito che se non rasenta la povertà poco ci manca. Le famiglie monoreddito si reggono su uno stipendio che il jobs act non reputa meritevole di attenzione perché sopra i mille e duecento euro, per esempio, ma cosa sono 1400/1500 euro, sudati tutti i giorni in 10 ore di lavoro e straordinari pur di avere quel che serve per la famiglia, se devi pagare spese per la casa, bollette, cibo e sanità? Non sono niente perché una famiglia monoreddito con quello stipendio e quelle spese è poverissima e campa veramente a stento.

Eppure non ha diritto all’esenzione ticket, non ha diritto ad alcuna agevolazione, non ha diritto proprio a nulla. L’unica cosa che gli resta è il fatto che se il/la coniuge a carico deve curarsi, spende e quelle spese sono detraibili a fine anno ti rimborsano qualcosa o paghi meno tasse. Sapete che vuol dire il fatto che quel o quella coniuge spenderà soldi che non saranno più detraibili? Che aumenteranno le spese che peseranno sull’unica busta paga della famiglia. Vale a dire che, dato che gli stipendi non aumentano mai e che i prezzi invece lievitano continuamente, alla fine di tutto in quella famiglia monoreddito il o la coniuge a carico, che non trova lavoro, che ha bisogno di cibo e cure per campare, sarà meglio si suicidi.

Perché quella che si sta mettendo in atto è pura eugenetica sociale. E’ istigazione al suicidio. E’ il disastro. Perché si stanno toccando le uniche, minime, cose, quelle briciole di sopravvivenza sulle quali puoi fare leva per non sprofondare del tutto. Dopo di questo c’è il disastro. E se disastro sarà allora avranno poco che manganellare la gente in piazza quando si ribella perché implode tutto quanto. E questo perché? Per fare taglia e cuci sulla pelle della povera gente a sostegno di banche, ricchi e potenti e dell’economia europea?

Andate a quel paese, voi, l’euro, l’austerità, i tagli che ritagliano dove non c’è più un cazzo da tagliare e i potenti che alla fine sulla morte della gente campa. Avete sulla coscienza la salute psicofisica di tante persone e il punto è che ci state massacrando, tutti quanti, e che in tanti non hanno più neanche la forza di ribellarsi e dire nulla. Perciò si affidano. Perciò quel che viene fuori è solo un urlo scomposto che non ha talvolta neanche senso. Andate a quel paese, per davvero, e tacete almeno mentre provate a raccattare voti sulla nostra pelle. Non c’è voto che tenga perché di votarvi per fare guadagnare uno lauto stipendio a voi che di noi ve ne fregate non c’è neppure voglia.

Guardateci in faccia se avete il coraggio, e dico proprio di guardare noi, la gente arrabbiata, quella che quando arriva a dirvi che non ci incantate con le vostre balle avete paura e vi trincerate dietro i palazzi protetti da un cordone enorme di polizia. Guardateci in faccia e poi provate a prenderci in giro e a dirci ancora che le nostre vite andranno per il meglio. Provateci. Provate ad ammansirci come bestie ammaestrate al circo da tenere buone con stronzate e con la frusta. Provate a raccontarci che bisogna affidarsi, delegare, sperare. La speranza è morta. L’avete uccisa voi. Noi – però – siamo ancora vivi e vediamo chiaramente tutto.

Chiedete sacrifici? Fateli voi quei sacrifici. A noi non resta più neppure il sangue e l’aria per respirare. Fate voi quei sacrifici invece di continuare a straparlare mentre la gente crepa. Fateli voi. Noi abbiamo già dato.

2 pensieri su “#JobsAct: spese per coniuge non detraibili? Ditelo che ci volete mort*!”

  1. come si fa a non essere d’accordo con questo articolo a loro di noi non frega nulla, nessun politico ha provato a interessarsi di quanto accaduto alla manifestazione di roma, il poliziotto che volutamente calpesta una manifestante che orrore questi politici

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