Antiautoritarismo, Autodeterminazione, Critica femminista, Precarietà, R-Esistenze

Quelle salate cartelle esattoriali che arrivano alle sex workers

tasseprostitute

Qualche sera fa su le Iene intervistano Gaia [QUI l’intervista video], una ex escort che per propria necessità, in un caso, decise di denunciare una scorrettezza subita da parte di un cliente che non volle pagarla. Così facendo rese evidente la sua attività e segnalò il suo sito internet. Dopo un anno diventa oggetto, lei, di accertamenti e infine riceve una cartella esattoriale in cui le chiedono 50.000 euro di tasse arretrate non pagate secondo un calcolo creativo fatto non sulla prostituzione in se’ ma su presunte attività collaterali. Accompagnatrice, massaggiatrice e cose simili sarebbero opportunamente tassabili come attività autonome, ed è questa l’inquadratura burocratica, ovvero come se lei fosse una libera professionista per quanto non le sia assolutamente possibile avere una partita iva e godere di una pensione nonostante lei debba versare dei soldi all’inps. Senza la regolarizzazione lei vive da clandestina. Non può scaricare i costi della sua professione, non può comprare una casa, non può sperare in una pensione, non può godere di tutti i diritti di cui ogni lavoratrice fruisce.

Le Iene la seguono mentre lei va a richiedere allo sportello l’apertura della partita Iva e non è permesso perché non esiste una voce che classifichi la professione. Lo stesso le dicono alla camera di commercio e invece l’esattore racconta i mille e uno modi in cui possono giustificare la tassazione dei proventi della prostituzione qualora questa sia accompagnata da altre presunte attività. L’unica che sembrerebbe protetta dalla tassazione sarebbe forse la prostituta di strada perché non potranno mai addebitarle né l’accompagnamento, né un massaggio, a meno che, come anche nel caso della escort, una sega non si voglia definire tale, né una parentesi da ristorazione se offri al tuo cliente un caffè. E che non sia mai che poi gli fai lavare le mani ché può essere inteso come servizio di igiene alla persona o che sia attività da svolgersi con disabili perché ti tassano in quanto badante extralusso. Insomma il punto è che in tante stanno ricevendo le cartelle esattoriali e loro pagano le tasse ma non ne ricavano alcun diritto. Per rispondere a queste tante richieste di uno Stato che diventa simil/pappone le escort, le prostitute, le sex workers esigono che si decida per una regolarizzazione e per la fine di uno stigma che le pone in condizioni di ricatto. Non ascoltarle significa condannarle ad essere delle contribuenti clandestine, private di ogni diritto e lasciate in balia di difficoltà che possono essere loro evitate.

tasseprostitute-2tasseprostitute-3

Leggi anche:

La #LegaNord si prepara a liberare le città dalle prostitute (tassandole)

Legalizzare la prostituzione è necessario. Lo chiedono i/le sex workers!

Un po’ di materiale/articoli per orientarvi nella discussione:

Risorse:

—>>>il network delle organizzazioni europee composte da sex wokers: http://www.sexworkeurope.org

Tutti i post, le traduzioni, le news sul sex working su questo blog a partire dalla tag Sex Workers

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.