Antiautoritarismo, Autodeterminazione, R-Esistenze

La #LegaNord si prepara a liberare le città dalle prostitute (tassandole)

10003384_10151993240772826_781154913_nLa ragione per cui la Lega si occupa di prostituzione, con trans a supporto per la raccolta firme, non credo sia per lavare via lo stigma sociale che ha effetti devastanti sulle sex workers e sulle trans. D’altronde la Lega è chiara su questo punto e si rivolge ad un elettorato che evidentemente ne condivide l’impostazione: no ai quartieri con gay e trans; no a iniziative che parlino di violenza sulle trans “finanziate coi nostri soldi”; via queste “indecenti” esibizioni di transitudine dalle strade della città. Il tema è il decoro, la salvaguardia dell’infanzia che sarebbe soggetta a prove visive riprovevoli con queste prostitute e trans che stazionerebbero finanche davanti agli asili (davvero?), il buon costume, la transfobia dell’elettorato, tutte cose che si riassumono nelle ordinanze pro/decoro e anti/degrado dei sindaci, divisi tra leghisti e tanti anche del Pd, nelle varie città in cui le prostitute vengono confinate in luoghi periferici, così sovraesposte al ricatto dello sfruttamento e alle violenze. Tutto ciò viene solitamente motivato con una grande preoccupazione per queste creature nominate in quanto vittime, oggetti da salvare e mai come soggetti autodeterminati da ascoltare.

Però la prostituzione è un lavoro, si saranno detti da quelle parti, e l’economia non va per il giusto verso. Le sex workers chiedono regolarizzazione e dunque diamogliela ma come diciamo noi, ovvero: via la legge Merlin, si riaprono le case chiuse (qualcuno dice) e i proventi di quel lavoro servono a pagare le tasse. Togliamo le prostitute dalle strade, per invitarle a chiudersi in luoghi che senza alcuna forma di regolarizzazione diventano scenari di nuovi sfruttamenti e usiamo le tasse per pagare cose utili che servono ai cittadini “normali”. D’altronde anche le ordinanze dei sindaci vanno in questa direzione. Prevedono sanzioni e pagamento multe, anche salate, se violi la norma pro/decoro, e questa cosa tocca sia le prostitute che i clienti, a discrezione del sindaco che emette questi provvedimenti.

1451392_684751961567733_547205012_nDel referendum comunque la Lega ha voluto ragionarne con chi il mestiere lo fa o lo faceva. Non so cosa abbia capito ma deduco poco o niente se quel che ne ha tratto è che le prostitute invece che lavorare per un protettore illecito dovrebbero semplicemente affidarsi allo Stato pappone. Perché di fatto è come se delle prostitute si esigessero solo i soldi senza però tenere conto della loro richiesta di diritti. Abrogare la legge Merlin, come spiega Pia Covre durante l’audizione presso la Regione Lombardia, va anche bene e poi serve un intervento che riguarda regole da studiare tenendo conto delle esigenze delle sex workers. No allo sfruttamento della prostituzione, in special modo quella minorile, ma anche no a considerare le prostitute i nuovi bancomat dello Stato nella più totale assenza di regole.

In una intervista Pia Covre, presidente del Comitato per la difesa dei Diritti Civili delle Prostitute, spiega ancora che la crisi è arrivata anche per loro. Ci sono persone che vendono servizi sessuali a 5 euro e la tassazione, che – come testimoniano le salatissime cartelle esattoriali che arrivano alle prostitute – viene pretesa già da tempo, le sta mettendo molto in difficoltà perché il calcolo dei guadagni viene realizzato sull’intuito, sulla generalizzazione, non ci sono parametri validi e non ci sono riferimenti certi. C’è chi alla prostituzione attribuisce il valore di un lavoro a partita Iva o chi immagina che si tratti di proventi illeciti ma che illeciti non sono perché la prostituzione non è reato e perciò la confusione è tanta e alla fine quel che ne viene fuori è solo un far west in cui si approfitta dello stigma per sottrarre a queste persone il frutto del loro lavoro e oltre.

Le proposte delle sex workers sono chiare e le ricordano in ogni possibile occasione. Serve porre fine alla repressione per chi fa questo lavoro per scelta e serve regolarizzazione perché di certo vogliono pagare le tasse ma esigono anche che siano riconosciuti dei diritti: salute, sicurezza, fine dello stigma, riconoscimento professionale e molto altro.

Che dire sulla Lega? C’è un’altra contraddizione riferita al loro interesse per questo tema: le prostitute sono spesso migranti e la legge sull’immigrazione, la Bossi/Fini, che loro continuano a sostenere, pone donne e trans migranti in condizioni di ricattabilità. Sono disposti loro a rivedere le regole sull’immigrazione e a dare a queste persone l’opportunità di scegliere e di farlo nelle migliori condizioni possibili? Perché o sei securitario o non lo sei per niente. Perché altrimenti sono solo parole al vento, finalizzate alla campagna elettorale. Sono parole vuote. Che non significano niente. Voi non trovate che sia così?

—>>>QUI trovate l’intervento di Pia Covre e QUI le loro richieste.

piacovre

Leggi anche:

Legalizzare la prostituzione è necessario. Lo chiedono i/le sex workers!

Un po’ di materiale/articoli per orientarvi nella discussione:

Risorse:

—>>>il network delle organizzazioni europee composte da sex wokers: http://www.sexworkeurope.org

Tutti i post, le traduzioni, le news sul sex working su questo blog a partire dalla tag Sex Workers

2 pensieri su “La #LegaNord si prepara a liberare le città dalle prostitute (tassandole)”

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