'SteFike, Antiautoritarismo, Autodeterminazione, Critica femminista, R-Esistenze

Non fate più figli perché siete egoiste (era meglio quando si stava peggio?)

trcomunAlcuni dei commenti sotto il mio ultimo post su Il Fatto Quotidiano, a proposito dell’annuncio della ministra alla salute per un piano nazionale della fertilità, si possono riassumere in una sola battuta: era meglio quando si stava peggio. Ci sono quelli che, nostalgici della collaudata famiglia in perfetto stile patriarcale dei tempi andati, dichiarano che la questione dell’autonomia, il reddito, i diritti, non c’entrano niente con il calo della natalità. Perché i nostri antenati facevano figli anche da poveri ed erano tutti molto ma molto felici. Felici veramente, senza dubbio. Perciò sarebbe l’egoismo femmineo ad avere generato la catastrofe e siccome io comprendo perfettamente e sono solidale con queste personalità finanche lievemente normative del sesso maschile, ché per fortuna non la pensano tutti così, anzi, perciò vado a raccontare com’era bella la vita quando si sgravava in povertà.

Vi narro di vicende di generazioni di donne di cui ho appreso testimonianza, perciò ve l’assicuro non invento nulla. Ai tempi in cui era tanto bello fare figli in primo luogo non c’erano contraccettivi e il controllo della faccenda era delegato tutto all’uomo. Perciò se lui voleva e ci sapeva fare indossava il guanto, la gomma, o quel che era, per evitare di travasare sperma, poteva al limite tentare il coito interrotto ma era frequente che non fosse molto preparato in quella materia, perciò semplicemente le donne sgravavano figli uno dietro l’altro e quando erano sfinite dal partorire figli utili a zappare la terra e a prestare braccia per il bene della famiglia ricorrevano a mezzi estremamente violenti per mettere fine alla gravidanza. Morivano di infusi di prezzemolo, emorragie, uteri perforati da ferri, sui tavoli delle mammane o di macellai che a pagamento toglievano dall’impiccio la gravida senza marito, la vedova, la suora, la figlia che aveva perso l’onore, la moglie stanca di far figli. C’erano quelle che abbondavano in infanticidi, allora narra una mia conoscente, per esempio, che aveva la parente che fu rinchiusa in manicomio perché dopo averli partoriti chiudeva i figli nei cassetti e li lasciava lì continuando a fare quello che doveva fare.

Famiglie di nove o dieci figli si dimezzavano ad ogni malattia contagiosa. Talmente erano denutriti che bastava un raffreddore, certe volte, perché di soldi per buoni medici e buone medicine non ce n’erano. Mia nonna mi raccontava che nel viaggio tra la Sicilia e l’America due figli, suo fratello e sua sorella, perirono senza preavviso, per gli altri si scontò una gran fatica e non tutti vennero su perfettamente bene. Un’altra mia parente partorì tante volte fino a crepare, poi ci fu quella che restava incinta, due aborti in casa, al cesso, da sola, tre parti cesarei e dopo la settima gravidanza  per fortuna trovò il favore di un medico che le chiuse le tube del falloppio senza l’autorizzazione del marito. Perché un tempo era così, non potevamo disporre della libertà di scegliere che cosa fare del nostro corpo e su alcune cose, le operazioni chirurgiche, per esempio, bisognava firmasse il capo famiglia, questo era l’appellativo che gli spettava allora.

Non dico questo perché immagino un’epoca in cui gli uomini erano tutti orchi e le donne tutte vittime, perché la fame e la povertà costava a tutti, ma scontavano tanta ignoranza, parecchi pregiudizi, nessuna consapevolezza su come vivere anche la sessualità e figuriamoci cosa potevano saperne delle questioni di genere. Poi arrivarono progressi, una grossa ricerca sulla sessualità, tanto per dire, la fece un uomo che tra mille contraddizioni comunque qualche dubbio se lo pose, arrivò anche la consapevolezza che tra vivere e sopravvivere c’è differenza e che a parte respirare, a meno che non si vuole fare la fine del protagonista del film Profumo, meritiamo tutti un minimo di qualità della vita che non può venire meno in nome della retorica catto/fascista sull’estremo sacrificio per dare luce a generazioni di infelici che infelici rimarranno sempre.

Non è edonismo, egoismo, non è nulla di tutto quello che vanno raccontando quanti, spero, vivranno coerentemente le proprie vite e dunque prima che pontificare sugli uteri altrui vorrei sapere quanti figli mantengono, economicamente parlando, se li fanno crescere, studiare, se possono pagare il loro medico, il dentista, se si preoccupano di offrire loro delle opportunità, e perciò vorrei sapere quanti sacrifici fanno loro, quanto gli costa occuparsi di quei figli anche in termini di cura, ma si tratta anche e perfino di una sorta di ecologia della riproduzione perché, checché ne dica la ministra o chi per lei, il nostro pianeta sta scoppiando di abitanti e se non si fosse così radicati all’idea di far sopravvivere una sola razza (quale, poi?) o una sola religione (quale, poi?), o un solo genere (quale, poi?) allora basterebbe accogliere i figli d’altri, tanti, che invece si lasciano morire, per esempio, nel mediterraneo.

Siamo nel 2014, buon risveglio a quell* che se ne sono accorti adesso, ma il passato non era affatto rose e fiori e se non basta ve la racconto con un’ultima battuta riferita da un’altra parente:

– l’agio delle donne tentando di sopravvivere alle gravidanze era quando lui era in guerra o troppo stanco per “consumare”.

Così si spiega perché se io parlavo di sesso a mia nonna lei faceva una smorfia di dolore e mai poteva capire quanto fosse piacevole farlo potendo evitare conseguenze e tanta sofferenza. Oggi possiamo fare sesso senza generare, necessariamente, figli se non li vogliamo. Oggi gli uomini possono godere della sessualità con le compagne senza rischiare di diventare genitori senza averlo scelto. Questo è un progresso. Per chi rimpiange il passato, invece, c’è sempre la macchina del tempo. E bon voyage a chi non vuol restare in questo secolo.

Ps: in ogni caso, voler pensare anche a se stesse e non lasciare che altri ti considerino solo una macchina da riproduzione, se è egoismo è certamente egoismo sano. Io lo rivendico. Con orgoglio. Contro il cliché della buona madre degli anni andati, tutta cura e chiesa, perché nella vita c’è anche altro. 

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4 pensieri riguardo “Non fate più figli perché siete egoiste (era meglio quando si stava peggio?)”

  1. I nostri antenati erano molto felici facevano moltii anche dieci e poi emigravano perché non avevano nulla da dar loro da mangiare, andavano alla Merica e le donne rimanevano le madri le sorelle e le filgie e lavoravano la terra. secondo l’inchiesta agraria e sulle condizioni della classe agricola in Italia, del 1875 le frasi più ricorrenti dei medici sono “Le donne funzionano da bestie da soma e non si ha riguardo se si trovino in stato di gravidanza o puerperio” Le donne costano meno degli asini”. Che meraviglia eh? che belli i tempi andati.

  2. mi ricorda tante favole oramai obsolete, pollicino ,hansel e gretel, se non si fanno figli è diventato un onere troppo grande e non è per egoismo,(LA FAMIGLIA DA DOVE DISCENDO ERANO IN 13,TRAFRATELLI E SORELLE)se non si fanno più figli è per consapevolezza,non voglio vedere le persone che amo soffrire, e non ho le possibilità di dare a loro quello che certi ministri dall’alto del loro scranno pontificano. a voi politici serve solo carne fresca da poter dissanguare, di questo vivete,di questo sperate per continuare a esistere.fuck you politici

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