'SteFike, Autodeterminazione, Sessualità, Storie

L’orgasmo vecchio e grasso

Cinquantotto anni e con la pancia bene in vista. Arriva a mare e dice che ha avuto un orgasmo consapevole, “da vecchia“, difficile alla conquista per via di una relazione priva di agio con il corpo. Quando hai superato la menopausa, sei sopravvissuta agli sbalzi ormonali e di temperatura, sei anche ingrassata perché qualcosa nel metabolismo è andato storto, riuscire a ritrovare confidenza con il proprio corpo è bello assai.

Maria dice che gli ultimi tempi sono stati uno strazio. Difficile la penetrazione, non le piaceva più prenderlo in bocca. Una questione di gusto, perché anche i sapori, così come gli odori, cambiano in quella condizione. La pancia le ha procurato un po’ di disagio. Una volta mi telefonò per dirmi che non la vedeva più. Ma cos’è che non vedi? Non la vedo – ripeteva – e un po’ piagnucolava. Non vedo la fighetta.

– Oh, bella mia, a parte che chiamarla fighetta alla tue età, vabbè, lasciamo perdere, comunque in che senso non la vedi?

– Perché la pancia copre tutto, ha il rimbalzo e anche se trattengo il fiato non diminuisce.

– Bella storia… ma ti pare che a quest’ora del mattino sono dettagli che mi erano proprio necessari? Ce la fai a toccarla con la mano? Un dito?

– Si si… con il dito ce la faccio.

– Allora toccala. A che ti serve vederla? Sennò mettiti a gambe all’aria, fai una fotografia e se proprio ti necessita te l’attacchi al capezzale e sei a posto così…

La storia della pancia le procurava un gran disagio, tant’è che a un certo punto, lei che pensava tutto il male possibile della chirurgia plastica, mi disse che se avesse avuto i soldi si sarebbe rifatta l’addome. Invece poi si è abituata. Non può mettere i jeans, indossa un reggipanza per smagrirsi sotto gli abiti ma se la vive anche un po’ meglio. La storia del reggipanza venne fuori una volta che disse che il tipo con cui era uscita non riusciva a penetrare quella cortina neppure con la mano e allora lei gli diede un avviso, del tipo:

– guarda che se mi tolgo l’argine poi travasa ancora un po’ di carne. 

– e falla travasare… – disse lui.

Così quella faccenda risultò abbastanza comica e io le ricordai dei tanti signorotti appanzunati che di sicuro non portano reggipanze e ad un certo punto gli si smollano anche i testicoli che un altro po’ gli arrivano fino alle ginocchia.

– ognuno c’ha le cose sue da reggere… e se il corpo straripa e lasciamolo straripare… – concludeva.

Grassezza, panza e disagi tuttavia impedivano i movimenti pieni. Perché ti muovi meglio se fai sesso con la sicurezza che piaci e ti piaci. Come tornare un po’ adolescente, quando si dipende tanto dal giudizio altrui e tutto perché, in generale, il tuo corpo non somiglia ai modelli standardi di bellezza, sempre giovani, eternamente levigati, photoshoppati, che vengono propinati in giro. Perché il disagio non è fine a se stesso ma influisce con la sessualità, il desiderio, un botto di cose che siamo poco in grado di gestire se non si elabora tutto e si conclude con una diserzione e un chissenefotte.

alla fine è un problema mio – dice Maria – perché a lui va bene tutto e non si  fa problemi… e questo da un lato mi rassicura e dall’altro mi lascia un po’ disorientata…

– non ho capito.

– perché mi lascia sola con la mia insicurezza e penso, tra l’altro, che se non mi fa storie significa che non gli interessa di me… 

– fammi capire… ma se fate sesso lui si eccita? ti desidera? viene?

– ma si… se io fossi disponibile lui lo farebbe anche di più… 

– e allora di che ti preoccupi?

Scorreva così quel periodo incerto e infine arriva con l’orgasmo vecchio e grasso. Dice che le è venuta una botta di desiderio che non l’ha abbandonata per un fine settimana. S’è triturato l’uomo e gli ha impresso sulla pelle impronte di mani, piedi, lingua, figa, panza, cellulite e smagliature. Tutto compreso. Dice che lui è stato in immersione e in apnea nel bel mezzo delle tette, tra le chiappe, tra la panza e la figa, tra le cosce e lei semplicemente aveva chiuso gli occhi senza stare a preoccuparsi di spolverare l’angolo o tenere sott’occhio l’andamento della cosa per non far brutta figura con l’ospite carnale. Il tale aveva anche trovato una buona posizione per aggirare ostacoli, panze, varie ed eventuali e giungere alla penetrazione senza alcun problema. Poi l’aveva fatta smagrire a furia di esercizi muscolari e alla fine pareva essere uscita da una sauna, così bella e asciutta e allo stesso tempo grondante di piacere per com’era.

– E questo sarebbe un orgasmo da vecchia?

– e capirai… riappropriarsi del corpo, stare bene con se stesse, se non è da vecchia che roba è?

– ahhh, ma tu dici vecchia in senso positivo.

– vecchia è sempre positivo. è la società del sesso giovane che ci vuole morte e asessuate subito dopo la menopausa. 

– cioè… per fare ottimo sesso significa che devo aspettare la tua età?

Mi strizza l’occhio, spalma la crema e si piazza al sole. Poi compie un gesto di pura vanità, di quelli che non le vedevo fare da tempo. Toglie il reggiseno e abbassa un po’ lo slip. Panza o non panza lo straripamento esige calore. E che calore sia.

Ps: è una storia (forse 😉 ) di pura invenzione. Ogni riferimento a cose, fatti e persone è puramente causale.

5 pensieri riguardo “L’orgasmo vecchio e grasso”

  1. E’ indispensabile riappropriarsi della propria vita, al di là degli stereotipi che ci vengono propinati di continuo. Quando sento quelle teste di rapa che dicono che fa loro schifo vedere due “vecchi” che si baciano, farei in modo che non ci arrivino, alla vecchiaia 🙂

  2. ma quanto è bello e significativo questo post, sono certa che leggerlo faccia bene a tutte le donne, magre o grasse, giovani o meno giovani

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