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#Palermo: sesso tra adolescenti e video hard!

MjAxNC05NzY4NTZmNmE3N2Y3MWEyDa qualche giorno a Palermo non si parla d’altro. Un gruppo di quattordicenni (pare) consenzienti avrebbe praticato sesso in varie pose con ragazzi poco più che coetanei e si sarebbero lasciate filmare. I video sono stati condivisi attraverso una applicazione di messaggistica e così molte persone li hanno scaricati e visti sui propri telefonini. Chicca ulteriore sarebbe il fatto che si tratterebbe di ragazzin* della Palermo bene e che il presunto responsabile della condivisione dei video è stato malmenato da un tot di ragazzi e sottratto al linciaggio dalle forze dell’ordine.

Sotto processo sarebbe l’oscenità dei video assieme alla moralità di queste fanciulle. Bonariamente le forze dell’ordine informano e spiegano che a prescindere dal fatto che le ragazze fossero consenzienti o meno comunque chi ha girato, inviato e condiviso i video rischia qualche anno di galera e lo stesso è perfino per chi li ha scaricati inavvertitamente perché può ritrovarsi sul groppone l’accusa di detenzione di materiale pedopornografico. Le forze dell’ordine starebbero indagando ed emergono un paio di dettagli. Prima dei video a finire alla gogna era stata una ragazza che aveva mandato foto in pose hard ad un ragazzo. Poi ci sono alcuni media [a, b,] che qui e là forniscono dettagli morbosi su posizioni e condizioni delle adolescenti e così anche noi, qui, abbiamo la nostra brava dose di scandalo babyporno perché non si dica che non si stia al passo coi tempi (che culo!).

Ed eccoci dunque: anche in Sicilia le ragazzine fanno sesso con i loro coetanei e anche dalle nostre parti c’è un sacco di gente munita di roba tecnologica di ultima generazione e che al momento sta correndo a installare l’applicazione per provare a intercettare anche una caviglia o un dito alluce del pedoporno che fu. Il chiacchiericcio dice che ci sia un gruppo di volenterosi in ronda che a questo punto si sarebbero autonominati sorveglianti telefonici della moralità dei fanciulli e sono pronti lì a cercare e trovare altri esempi d’oscenità per denunciarli alle forze dell’ordine.

La figura degli sceriffi autoinvestiti di tale carica che sorvegliano le adolescenti d’altronde non è nuova. Si è solo evoluta con i mezzi che la tecnologia mette a disposizione. Non c’è ragazza sicula, penso, che non abbia “goduto” (sigh!) del controllo del vicino di casa, il parente, lo zio, la vicina, la cognata, o il conoscente che intercettata la sconceria (un bacio su una panchina, una pomiciata con il compagno di scuola) andavano subito a riferire alla famiglia perché riparasse al danno. E non c’è ragazza, penso, che nel tempo non abbia inviato al fidanzato, al partner, una fotografia in pose sexy spontaneamente o su sua richiesta. Era tutto più semplice quando non c’era internet e non correvi il rischio di vedere pubblicata la tua foto ovunque. Oggi inviare una foto o girare un video, a parte realizzare per chi produce o riceve un probabile reato, è anche una ingenuità.

O forse, chi lo sa, potrebbe diventare l’unico modo in cui, finalmente, ci si rende conto di un fatto preciso: le figlie, invece che colpevolizzate e moralizzate, andrebbero informate su quel che è il sesso e sulla maniera in cui si usa la tecnologia. Serve istruzione, educazione sessuale, consapevolezza sull’uso della contraccezione per evitare gravidanze indesiderate e malattie sessualmente trasmissibili, serve alfabetizzazione sull’uso della tecnologia includendo anche una più alta consapevolezza di tutto ciò che costituisce reato.

In generale, poi, che ve lo dico a fare, a Palermo si ragiona della zoccolaggine delle suddette. Tacciono quelle che fanno sesso ma hanno avuto culo perché non sono state filmate. Tacciono quelle che stanno correndo a cancellare foto e video prima che i genitori requisiscano il telefonino. Più in generale si tace sui ragazzi. Loro, ovviamente, possono. Se non ci fossero di mezzo reati e cose del genere si appunterebbero una medaglia al petto. Lettera scarlatta alle ragazze e medaglia ai ragazzi. D’altronde il mondo è bello perché è vario. No?

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