Antiautoritarismo, Autodeterminazione, Critica femminista, R-Esistenze

Antiabortiste a chiedere il “vota donna” e le “quote rosa”?

Quando penso alle candide donne che ieri si sono presentate a pretendere le quote rosa “in nome delle donne” io penso che alcune delle facce mi ricordano nettamente posizioni antiabortiste. Ed eccone le conseguenze. Una donna obbligata ad abortire per questioni terapeutiche viene lasciata sola in bagno assistita solo dal marito. I medici? Tutti obiettori. Obiettori anche gli infermieri e le infermiere? Chi lo sa. A monte c’è la faccenda atroce della legge 40, quella sulla procreazione medicalmente assistita, e sono tutte cose per cui l’Europa ha sgridato l’Italia perché siamo al limite dell’inciviltà.

Quante tra le donne che ieri esigevano un voto “in nome delle donne” hanno aderito e partecipato ai family day? Quante hanno voluto la legge 40 per quello che è? Quante sono contrarie all’aborto, ma talmente contrarie da obiettare perfino alla contraccezione? Altro che donne. Forse che l’antiabortista o omofoba che si presenta con accessorio bianco in parlamento, ella pura, invece noialtre sporche, colore democristiano, infine, che prevale su tutto, può dirsi benvoluta dalle donne perché donna?

Vi racconto un altro episodio di totale solitudine nell’aborto.

C’era, chiamiamola così, Teresa. In ospedale l’intervento era fissato per le 11.00. La fanno aspettare in corsia e poi la portano in barella in una stanza in cui sono presenti lì altre tre. Teresa ha già due figli ed è disoccupata. Il marito l’aspetta fuori ed è agitato. Non hanno avuto scelta e anche se l’avessero avuta, così mi dice, comunque non sarebbe stato il caso. Ma chi lo cresce un terzo figlio di questi tempi? Non sappiamo neanche come crescere i due che abbiamo. Allora lei e le altre tre stanno in fila, come le vacche da macellare, un tizio pensa che sono addormentate e mentre Teresa è a occhi chiusi lo sente dire che “queste troie, prima si divertono e poi vengono qui a farsi ripulire“. Poi Teresa entra in sala operatoria, ricorda luci, voci in sottofondo, chiacchiericcio, e c’è disprezzo ancora e non capisce come mai.  La piazzano in stanza con le altre a ripigliarsi dall’anestesia e quando si sveglia è incazzata nera. Piena di rabbia. Si sente impotente. Entra il marito e poi entro pure io. Tra un attimo può prepararsi e la portiamo via. Poi piange e dice che non può neppure ribellarsi alla mortificazione. Non sa chi era. Non l’ha visto in faccia. E vuole solo scappare via. Vuole scappare.

Io vorrei davvero sapere quando le donne potranno smettere di subire queste torture. Perché sono torture. Allora, care signore, prima di pretendere il voto “per” le donne abbiate in mente che siete complici di questa violazione dei diritti umani. Ah, a proposito: com’era il fatto che anche un pezzo del Pd in Parlamento Europeo non ha votato il rapporto Estrela in cui si ragionava proprio di diritti alla tutela della salute delle donne che abortiscono?

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5 pensieri riguardo “Antiabortiste a chiedere il “vota donna” e le “quote rosa”?”

  1. “Un altro racconto che parla di noi. Mi scrive Serena che mi racconta come ad un certo punto della sua vita si sia trovata a dover decidere di abortire anche lei per un problema di salute. In più non aveva un compagno fisso. Serena è stata insultata pesantemente non solo in ospedale ma anche dal suo medico (che poi lei ha cambiato) perché (testualmente) “voi donne siete delle troie assassine che si liberano dei figli perché non sapete cosa vuol dire amore per la famiglia”. Dopodiché il medico le avrebbe detto che se era una strategia per fare un dispetto al “padre” era meglio ripensarci. La storia era che il “padre” (con cui comunque non c’era una relazione stabile) della gravidanza era stato informato, hanno deciso assieme e oltretutto, dati i problemi di salute di Serena non c’era molta scelta. Questi e altri i “giudizi” morali e gli insulti che una donna deve subire ogni volta che decide di abortire. Ora chiedo: com’è che ieri alcune deputatesse antiabortiste esigevano le “quote rosa” e il voto in nome delle donne se poi schifano le nostre lotte?”

  2. “Il ministro della Salute Beatrice Lorenzin ‘garantisca la piena applicazione della legge 194′ sull’interruzione volontaria di gravidanza”. Lo chiedono le deputate democratiche Donata Lenzi, capogruppo in commissione Affari sociali, e Roberta Agostini, Presidente della Conferenza Nazionale delle Donne, dopo la vicenda della donna romana lasciata abortire da sola, quattro anni fa in un bagno dell’ospedale Pertini di Roma.

    “ll Pd – affermano le deputate in una nota – ha presentato un’interrogazione parlamentare al ministro della Salute sul caso avvenuto all’ospedale Pertini che, se confermato, pur a distanza di anni, rimane una vicenda gravissima sulla quale occorre fare chiarezza al più presto.

    Alla Ministra – concludono le democratiche – chiediamo quali misure intende mettere in campo per garantire il servizio di interruzione di gravidanza, in presenza di percentuali cosi’ alte di obiezione di coscienza che mettono a rischio la vita delle donne”.

    http://www.partitodemocratico.it/doc/266029/aborto-pd-lorenzin-garantisca-piena-applicazione-della-194.htm

    1. si? e che ci fanno binetti e polverini vestite di bianco a chiedere le quote rosa? cos’hanno in comune queste donne? e nel pd la pensano tutte così? ne dubito. anzi. so per certo che non è così.

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