Antiautoritarismo, Autodeterminazione, Critica femminista, R-Esistenze, Satira, Violenza

Metti un #Alfano che dice di proteggerti! (#IoDecido: ma anche no…)

BiSmJ9gCMAAQ7nNSe leggi i suoi messaggi twitter a momenti manca l’inno e poi la cavalleria. Per tutto ieri abbiamo dovuto leggere cose tipo:

Lo Stato e il governo sono dalla parte delle donne e contro chi usa violenza.

Mi impegno a portare il tema della violenza di genere come priorità nel semestre di presidenza italiana della UE.

e una dice, vabbè, servivi giusto tu ad andare a illuminare le menti di chi sta in Europa. La stessa Europa che fa un cazziatone all’Italia perché qui sono violati i nostri diritti a proposito di aborto e contraccezione. Continua:

Dal 2009 ad oggi con approvazione legge stalking si sono registrate ben 40000 denunce per atti persecutori” – e si rivendica la legge fatta con la Carfagna.

La donna è in grado ora di alzare la voce e se ci sono arrivate 40.000 denunce vuol dire che legge serviva” – e se la canta e se la suona. Arriva la fanfara. Ora inizia la musica in crescendo.

Femminicidio, nostro intervento delle tre P: prevenire, proteggere e punire. Prevenire reati, proteggere vittima e punire colpevole” – accipicchia. Allora com’è che la legge sul femminicidio non piace neppure ai centri antiviolenza?

alfano texas rangerNon daremo scampo a chi ha compiuto gesto efferato e ignobile #Lecco.Troveremo chi è stato e non daremo scampo a responsabile” – e qui immaginatelo con l’elmetto che parte per setacciare le paludi alla ricerca del suddetto. Linguaggio un po’ alla Walker Texas Ranger e un po’ alla Law & Order.Non fosse che le tre bambine pare siano state uccise dalla madre.

Ho firmato leggi a tutela delle donne. Azione di contrasto sarà ancora più forte.” – ancora di più? Ovvero? Intercetterete le nostre chiamate e ci seguirete anche quando andiamo a fare la spesa per “proteggerci”?

Saremo la rivelazione delle prossime elezioni europee.” – un po’ di campagna elettorale tra una dichiarazione paternalista di tutoriato e l’altra non fa mai male.

Arrestata dai Carabinieri la madre delle tre sorelline uccise a Lecco. Gesto di follia scatenato da separazione dal padre. Enorme tristezza” – ma come, parli di gesti efferati e ignobili, di responsabili da braccare e poi ti trinceri dietro una “enorme tristezza”? temo si tratti allora di paternalismo di Stato cui è mancato l’atto di salvare bimbi e fanciulle dal terribile uomo nero. Su cose come questa si realizza la legittimazione di patriarcato e istituzioni patriarcali.

Allora a me, almeno, sembra chiaro quale sia il quadro. Ridurre le donne al ruolo di semplici vittime che hanno bisogno del patriarca forte affinché lo Stato, il partito, il governo, il ministro o chi per lui ci salvino tutte quante giacché noi non siamo capaci di intendere e volere.

Sta in questa logica anche la cifra sparata sui femminicidi che evidentemente manca di una analisi e una consapevolezza su quali sono i delitti di genere e quali no. Perché femminicidio non è l’uccisione delle femmine ma è qualcosa che ha a che fare con il ruolo di genere imposto. Ne ho compiutamente scritto su Il Fatto Quotidiano e penso che la storia stia esattamente così.

Grave che sull’onda di tanto paternalismo di Stato poi si inseriscano donne che ne approfittano per dichiarare l’urgenza delle quote rosa. Come e perché una parlamentare di destra o di centro/sinistra in parlamento garantiranno alla prossima donna di non essere uccisa? Cosa diamine c’entra? E un po’ ha il sapore amaro delle norme inserite nella legge del femminicidio per reprimere i movimenti, NoTav in primo luogo. Stesso livello d’uso della faccenda.

Allora ho ragione di credere che il paternalismo di Stato sia preferito da donne filo/istituzionali, che poco c’entrano con i femminismi in lotta che rivendicano autonomia e libertà di scelta, in ragione di un obiettivo comune. Le donne vittime vittimizzate servono. E qui non si può neppure più parlare di pinkwashing, quella lavata di rosa che serve a legittimare le strategie di governi che non sono certo dalla parte della gente che subisce autoritarismi, repressione e provvedimenti economici terribili. Qui siamo oltre. Molto oltre.

Inorridisco di fronte a simili retoriche e mi sorprende che non lo facciano altre, ad esempio quelle che di violenza si occupano tutti i giorni, perché potremo non essere d’accordo su molte cose ma il fatto stesso che chi si occupa di violenza non sia affatto coinvolto nelle decisioni del ministero e del governo la dice lunga sul livello di sovradeterminazione, sulla valorizzazione dei soggetti e su come e quanto si intende apprezzare la capacità di riorganizzazione autonoma delle donne per affrontare un fenomeno così complesso.

Prendiamo parola, vi prego, non facciamo che arrivino altri provvedimenti repressivi. Non lasciamo che le donne vittime di violenza diventino nuovo alibi per costruire retoriche che parlano della forza del buon patriarca e tutore e della protezione di Stato. Io mi salvo da sola, con gli strumenti che #IoDecido, con le reti di soggetti che io riconosco (e mi riconoscono) come miei alleati, con la mia capacità di strutturare autodifesa culturale, sociale ed economica. #IoDecido e decido che a immaginare un Alfano a proteggermi tutto penso meno che sia saggio affidarmi. Non so voi.

Aggiungo infine che: serve si garantisca libertà di scelta, nella sessualità, aborto, contraccezione, dunque occuparsi di mantenere laici i consultori e garantire, nonostante l’obiezione di coscienza, una assistenza adeguata sempre. Senza contare che bisogna monitorare quelle situazioni in cui a obiettare sono farmacisti e persone perfino per la prescrizione o vendita di un contraccettivo. Serve che si smetta di parlare di violenza di genere senza includervi tutti i delitti che sono relativi i ruoli di genere imposti. Capisco che fa comodo a chi non ha una posizione aperta nel confronti di gay, lesbiche, trans, parlare di femminicidio escludendo ogni altra categoria di delitti ma il femminicidio non può essere alibi per continuare una politica omofobica che non si occupa dei delitti per prevenirne le cause culturali, sociali ed economiche, quanto per cavalcare un tema che produce facili consensi. Serve che si ragioni di libertà discelta, autodeterminazione e anche di reddito: se le politiche economiche continuano, sulla scia della legittimazione di uno stato/nazione con welfare etero/familista, a ricacciare le donne in casa a fare figli e assolvere a ruoli di cura e gli uomini, lontani dagli affetti, a prodursi per il bene del capitale, inutile parlare di “femminicidio” perché la prima violenza di genere è ad opera dello Stato. E questo è quanto.

2 pensieri su “Metti un #Alfano che dice di proteggerti! (#IoDecido: ma anche no…)”

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