Antiautoritarismo, Autodeterminazione, Personale/Politico, Questa Donna No, Violenza

Modello bulla e identità lineare

L’identità lineare è quella che non ammette alcuna complessità. Sostanzialmente è piatta, sempre uguale, diversamente la società la targa come strana, perché non risponde alla trama di una fiction, alla narrazione prevedibile e schematica di chi ti definisce secondo la propria gretta e ristretta ottusità. Le identità lineari sono quelle che leggete in una fiction di quart’ordine, dove i personaggi sono privi di spessore, bianchi o neri, buoni o cattivi, dove gli stereotipi abbondano e il pubblico si rasserena e si nutre di una catartica certezza.

Serve alla bulla, per esempio, immaginare che la sua vittima somigli al quadro che lei ama farne, perché una bulla ha in mente di spiegarsi mille ragioni per cui continuare a essere perfida, insultante, offensiva, infamante, molesta. Serve a tutte le persone che ragionano in modo schematico e hanno bisogno di motivare odio in qualche direzione. Perciò gli stranieri sono tutti stupratori, le donne sono tutte orrende, gli uomini tutti cattivi, gli ebrei tutti boh, i gay ovviamente malati e poi ci sono le vittime di bullismo che sono altra categoria a parte. Ai forni, prego, perché è una razza da eliminare quanto prima e da trattare con disprezzo.

Quello che ripete ogni giorno la bulla nei suoi teoremi che motivano una discriminazione autentica nei miei confronti è ormai una ideologia. L’ideologia dice che bisogna salvarsi dall’Eretica e metterla al rogo. Non c’è alcun dubbio in questo. Perché l’Eretica è cattiva, brutta, sporca, e molte altre cose che alla bulla servono per dirsi superiore. La bulla è una nazista, sostanzialmente è questo, perché immagina che perseguire come obiettivo quello di massacrare psicologicamente una persona e farle il vuoto attorno sia un diritto, anzi, dovrebbe essere legale. Spegnere l’Eretica, affinché il mondo possa finalmente respirare. Liberarsi di Eretica, perché davvero non se ne può più. E quando Eretica non c’è? Allora si troverà un altro elemento di sfogo della propria inesauribile e acida frustrazione.

La cosa certa è che in questa costante istigazione all’odio non c’è solo vuoto, razzismo, fascismo, c’è anche un’assenza totale di contenuti. Perché la bulla produce solo in danno ad altr* e nulla che possa invece fare bene al mondo. Nessun concreto contributo all’umanità. La vittima riempie e la bulla svuota, ed è il parassitismo che la nutre, giorno dopo giorno, perché si nutre d’odio e della sofferenza altrui. Disagio esistenziale, forse, o totale idiozia, il fatto è che, come un amico dice, questo è sottobosco misero che nulla c’entra con chi vola alto. E’ chi resta in basso e spara merda al cielo per fare venire giù le stelle mentre le vittime si sforzano ogni giorno di tenerle su, le stelle, e le sostengono perché comunque sia, se sono da stimolo, anche culturale, illuminano il percorso spesso oscuro di cui è fatto il cammino dell’umanità.

Un altro amico dice, e sono ragionamenti consumati in questi giorni, dietro le quinte, che il problema vero è che a coltivare il dubbio, com’è che faccio io, bisogna anche immaginare che non si possa essere certi neppure del dubbio. Il mondo va veramente oltre e il pensiero vola lontano e poi ti trovi a guardare il delirio di una bulla in fase d’esistenza gretta e vuota che si conforta col suo branco per istigare altro odio e ti chiedi dove sia il senso, quale la differenza, in quale mondo davvero bisognerebbe stare per trovare elementi di riflessione alta da dedicarsi, con generosità, per respirare.

Non crederete davvero quanto mi sia necessario e quante volte io abbia bisogno di un amico o un affetto al quale o alla quale chiedo “dammi fiato”, perchè è l’aria quella che viene sempre meno. La bulla è una di quelle che succhia l’ossigeno, e se moltiplicate il numero di bulle e bulli in giro per il mondo pensate a quanta aria viene meno, quanta mente e quante parole fanno fatica a raccontarsi e raccontare. Siamo in emergenza d’aria, questo è il punto. E questo non è personale, è una questione politica e culturale. Tanta grettezza, mediocrità e pochezza trova spazio e tanto più soccombe chi regge le stelle e coltiva il dubbio di quello stesso dubbio.

No, certo, io non sono una identità lineare, non mi è davvero chiaro, poi, da quando la superficialità sia diventata un obbligo e un auspicio. Da quando, forse, anche la bulla ha immaginato che il suo modello culturale prossimo fosse quello televisivo di un reality tamarro in cui c’è la cattiva, il coglione, la gatta morta e via di questo passo. Quando e se scopriste che io diventerò lineare, che non sarò più in grado di piangere, ridere, satireggiare, incazzarmi, essere timida, poi tenera, poi forte e piena di passione, allora ditemelo, perché vuol dire che io sarò evidentemente morta. Non lo sono ancora. Ed è questo che alla bulla disturba. Esattamente questo.

Leggi anche:

1 pensiero su “Modello bulla e identità lineare”

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.