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Cinque ministre della difesa? Pinkwashing in salsa #NATO

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Se è pinkwashing (e lo è) quello adoperato per legittimare un governo con otto donne d’appartenenza politica, che possono pure essere donne ma non per questo sono mie sorelle, quanto potrà esserlo quello di chi a parte il governo legittima in un colpo solo anche la NATO?

C’è il compagno di ZeroViolenzaDonne.it che giustamente scrive:

Per la prima volta nella storia della Nato, sono 5 le #donne presenti come Ministre della #Difesa. Vengo da una lunga storia di militanza pacifista e la prima cosa che ho pensato è stata: è questa la #parità? #Uomini e #donne uguali nell’uso delle armi, nell’#esercito, nella #guerra? La mia risposta è no. Ed è no, non perché pensi che l’immaginario della donna debba essere associato ad un’idea di pace e che le donne siano immuni dalla #violenza. Ma semplicemente per un pensiero di ideali comuni e universali che troppo spesso ci dimentichiamo. Quindi, per favore, almeno in questo caso, evitiamo di dire: “W la parità tra i #sessi!“”

Perché è impensabile che questa cosa oscena che è oramai diventato il perseguimento di pari opportunità possa essere minimamente digeribile da chi come lui e anche come me o altre hanno fatto lotte che vanno totalmente contro tutto quello che insiste in quegli articoli e in quelle fotografie.

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Il fatto che siano donne non le rende migliori. Il fatto che delle donne guideranno quei ministeri della difesa non vuol dire che dai fucili spunteranno fiori e che dai cannoni spareranno coriandoli. Sono lì a gestire armamenti e avere a che fare con generali che conducono operazioni “umanitarie” in giro per il mondo oltre ad essere, oramai, impiegati anche con la militarizzazione dei cantieri tipo quelli della TaV.

E la NATO? Diventa improvvisamente meravigliosa perché a condividere delle cose per me atroci ci saranno donne? Vi dico io cosa succede quando nasci e cresci con una indole pacifista. E pacifista, intendiamoci, non significa aggraziata, “femminile”, angelica, non predisposta alla rabbia, alla resistenza, anche all’autodifesa. Pacifista è una maniera di esistere che c’entra con le lotte per il rispetto della sovranità popolare, quelle che fa chi capisce bene cosa si intende per occupazione e sovradeterminazione dei popoli. Ma pacifismo era anche quello di chi, semplicemente, non ne poteva più di vedersi scippata e recintata la propria terra che via via diventava sempre più una base militare con un po’ di civili tollerati al suo interno.

A Comiso eravamo in tanti, molto tempo fa, e poi smantellarono i missili nucleari. Io ero piccola ma ho visto chi ha preso tante di quelle legnate per difendere un principio. La mia isola è colonizzata, lo può dire Antonio Mazzeo che su questo ha scritto libri su libri e ve lo possono dire, in ultimo, i/le NoMuos che tra tanto inquinamento e tanto disastro si ritroveranno anche a dover sopportare la costruzione e la messa in funzione di un mostro ecologico che serve alla NATO. E che cos’è ‘sta NATO? Una cosa che comunque avrà più o meno condizionato la vostra vita in qualche modo. Dalle mie parti la NATO c’è, un po’ come Dio, e ci devi credere per fede, perché la loro relazione con l’umanità è dall’alto. Loro sanno. Loro vedono. Loro possono. Tu sei niente.

Ecco: siccome non c’è mai fine al peggio ora, grazie alla presenza delle donne, ci faranno digerire anche l’idea che occupare territori, praticare militarizzazione e scippo delle risorse altrove, fare il muso duro con le nazioni che non cedono il passo facendo i prezzi che il capitale impone, armare e pagare, con i soldi pubblici, un esercito che sostanzialmente serve a ricchi che possono diventare sempre più ricchi contro poveri che in ogni parte del mondo diventano sempre più poveri, dunque ci faranno digerire l’idea che la presenza delle donne renderà più accettabile tutto questo. Direi ma anche no, grazie.

Ps: com’era la storia che le quote rosa sono un incanto e cambiano il mondo?

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